Due delle cordate per Alitalia erano aria fritta

Due cordate non potevano offrire denaro né volevano acquistare Alitalia

Per Antonio Baldassarre potrebbe arrivare in tempi brevi un rinvio a giudizio per aggiotaggio

Quando tra il 2007 e il 2008 le quote della vecchia Alitalia furono messe a disposizione dal Tesoro, non tutte le cordate che manifestarono il loro interesse erano formalmente autentiche. Lo racconta Flavio Haver sul Corriere della Sera di oggi: due cordate erano fasulle e non avevano la possibilità di fare offerte di denaro, né la volontà di acquistare delle quote della compagnia di bandiera all’epoca agonizzante e in cerca di un partner o di un nuovo compratore.

È questa la conclusione a cui sono giunti i magistrati romani che, nei giorni scorsi, hanno depositato l’avviso di conclusione delle indagini per il gruppo capeggiato dall’ex presidente della Corte Costituzionale e della Rai, Antonio Baldassarre, e per i rappresentanti della cordata che falsamente sosteneva di rappresentare “Singapore Airlines”. Il provvedimento, a meno di colpi di scena, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio per Baldassarre e gli altri indagati per aggiotaggio.

Una perquisizione condotta dalla Guardia di Finanza nell’abitazione di Giancarlo Elia Valori, all’epoca della vendita delle quote di Alitalia advisor economico della cordata con Baldassarre, avrebbe portato alla luce ulteriori elementi che sembrano rafforzare le ipotesi sulle cordate fasulle per l’acquisizione di quote Alitalia. Il manager respinge, però, le accuse e sostiene di essersi sempre disinteressato dell’operazione finanziaria e di aver avuto solamente contatti personali con gli autori della stessa.

Il secondo filone delle indagini, racconta Haver, è sempre indirizzato a verificare la presenza di aggiotaggio nella finta proposta della Singapore Airlines anche da parte di importanti dirigenti, come il direttore del fondo Evergreen Found.

Presentarono una manifestazione di interesse proprio nel giorno del Cda di Alitalia, comunicandola contemporaneamente all’allora presidente del Consiglio Romano Prodi.

Nell’agosto del 2008 le cose sarebbero poi cambiate con la costituzione di Compagnia Aerea Italiana (CAI), società che manifestò la volontà di rilevare marchio e attività di Alitalia. Le indagini dovranno appurare se le manovre precedenti all’arrivo di CAI, con manifestazioni di interesse a quanto pare fasulle, abbiano turbato il mercato e in quale misura a favore di chi avrebbe poi rilevato la società.

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