• Italia
  • giovedì 13 maggio 2010

Gad Lerner contro Cesara Buonamici

"Le piace difatti sommare nel generone i quarti di nobiltà fiorentina alla semiticità del consorte"

Prima che si discuta della liceità dei suoi rapporti con Diego Anemone (lei ha dato le sue spiegazioni), Cesara Buonamici viene comunque oggi attaccata dal blog di Gad Lerner, che scrive di considerare del tutto prevedibile la presenza nella famigerata lista del nome della giornalista.

Cosa c’entra Cesara Buonamici con la cricca dei lavori pubblici (e privati) che sistema le case degli amici? E’ il tocco chic della mondanità che non guasta mai. Rallegra le serate e all’occorrenza mette una buona parola negli affari. Fu anche sospesa dall’Ordine dei Giornalisti nel 2006 per via di una mediazione poco chiara tra un imprenditore e un ministro; ma non mi risulta che la faccenda abbia avuto seguiti penali. La compagnia del potere, monarchico o repubblicano, è la quintessenza della romanità. Confesso di non aver gradito quando lei e il marito mettevano in giro la voce che io mi vanterei di legami israeliani fasulli, non conoscendo neppure l’ebraico: le piace difatti sommare nel generone i quarti di nobiltà fiorentina alla semiticità del consorte, quasi rappresentassero gradi di lignaggio ulteriori. Ma oggi che la ritroviamo fra gli utenti dell’impresa edile Anemone, non dubitando della regolarità dei servizi ottenuti, ve la propongo solo come testimonial ambientale. Dietro agli Scajola la capitale annovera una multiforme stratificazione di parvenus. Legale o illegale -lo vedremo- è il sistema delle relazioni privilegiate che getta discredito sulla classe dirigente italiana. Cosa volete che sia, in certi salotti, la decisione dell’ex ministro che prima annuncia l’incontro coi magistrati e poi lo diserta: dettagli marginali, volete mettere l’eleganza di una Buonamici?

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