• Italia
  • venerdì 7 maggio 2010

La lobby dei taxi vince anche a Firenze

I tassisti non cedono di un millimetro: nessuna nuova licenza

Solo 60 "licenzine" part-time già esistenti verranno equiparate alle altre

I tassisti fiorentini sono riusciti a impedire l’aumento delle licenze richiesto dal Comune (e dai fiorentini e dai turisti): “concedendo” forse che i possessori delle 60 licenze “parziali” (le chiamano “licenzine”) affidate con concorso nel 2007 vedano i loro orari equiparati ai 660 titolari di licenze ufficiali. La richiesta del Comune avrebbe arricchito l’offerta nei confronti degli utenti, ma è stata battuta dalla intransigenza dei tassisti ostili a ogni nuova concorrenza.

La forza corporativa dei tassisti ha in passato affossato altri tentativi di liberalizzazione della professione o almeno di arricchimento del servizio attraverso la diffusione di un maggior numero di licenze. Lo stesso decreto Bersani sulle liberalizzazioni non si è mai concretizzato efficacemente. E conflitti su questo tema sono frequenti in ogni città: le amministrazioni e gli utenti chiedono più taxi, le corporazioni non vogliono cedere neanche un brandello di mercato. Ancora in questi giorni una tensione del genere è emersa a Pescara.

Taxi, Palazzo Vecchio fa marcia indietro: non saranno aumentate le licenze. Per ora, ha annunciato il vicesindaco Dario Nardella, si cambieranno solo le regole, allineando gli orari per tutti i 660 taxi fiorentini. Le 60 cosiddette “licenzine”, frutto del concorso 2007, oggi corrono con orari limitati e in servizio radio durante alcune ore della giornata: diversamente dal resto dei taxi con licenze precedenti al 2007.

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