La Monna Lisa dei francobolli

A maggio a Londra la sfida tra le collezioni più belle del mondo

Maurice Hadida dà la caccia da 30 anni a una stampa marocchina

Maurice Hadida aveva iniziato a collezionare francobolli quando era ancora un ragazzo che abitava nel sud della Francia. Gli avevano suggerito di concentrarsi su quelli marocchini, perché non erano ancora molto ricercati e quindi ci sarebbe stato più spazio per affermarsi.

Maurice prese il consiglio alla lettera e iniziò a collezionare tutte le lettere dell’ufficio postale francese di Tangeri, aperto nel 1852 e chiuso alla fine del 1924. Oggi, a 58 anni, la sua collezione include una rarissima lettera del 1852 inviata dalla Francia al Marocco e il primo francobollo inglese inviato dal Marocco alla Gran Bretagna nel 1860. Secondo gli esperti è una delle collezioni più impressionanti del mondo e il prossimo maggio avrà buone probabilità di vincere al campionato mondiale di filatelia che si terrà a Londra.

“Non sarà facile”, ha detto Maurice Hadida in un’intervista al Wall Street Journal. Tra i suoi sfidanti c’è un collezionista di francobolli della marina islandese e un esperto di stampe delle ferrovie siberiane. Le lettere spedite dal Polo Nord sono molto in voga al momento.

Quella della filatelia è una passione che risale a metà del diciannovesimo secolo e che oggi accomuna il Presidente francese Sarkozy e la Regina Elisabetta d’Inghilterra. Il primo francobollo, il “Penny Black“, fu stampato nel 1840 in Gran Bretagna e diede inizio all’arte del collezionismo in tutto il mondo.

La Francia iniziò a produrre francobolli in massa nel 1849 e per tutto il secolo successivo fu una vera e propria potenza della filatelia, con molti francesi tra i vincitori delle più importanti competizioni internazionali. Ma a partire dal 1970 molti dei grandi collezionisti francesi iniziarono a morire e i loro tesori furono spesso venduti dagli eredi.

La filatelia oggi è un hobby decisamente in declino, soprattutto tra i giovani. Negli ultimi dieci anni in Francia i membri delle associazioni di filatelia sono passati da sessanta mila a quaranta mila. “Ormai non c’è più bisogno dei francobolli per scoprire il mondo, basta accendere il computer”, dice il presidente della Federazione Internazionale di Filatelia Joseph Wolff.

Tra gli appassionati di lungo corso invece la sfida diventa sempre più avvincente. Per prepararsi all’appuntamento di Londra, Maurice Hadida ha passato gli ultimi mesi a spulciare siti e riviste specializzate alla ricerca del francobollo a cui sta dando la caccia da 30 anni: una stampa proveniente da Mequinez, una piccola città a nord del Marocco.

Secondo la Universal Postal Union, l’organizzazione che coordina i servizi postali di tutto il mondo, solo 2.000 persone al mondo hanno collezioni abbastanza belle da poter ambire a partecipare a competizioni internazionali.

Ci sono diverse categorie a cui si può partecipare: storia del sistema postale, filatelia aerea, studio delle cartoline. Ma per essere ammessi, i collezionisti devono dimostrare di aver vinto in varie competizioni nazionali. Un passatempo impegnativo, e molto dispendioso. Uno dei francobolli più pregiati in circolazione è una stampa arancione del 1847 da un penny, proveniente dell’isola Mauritius. Ce ne sono solo due copie, ognuna dal valore di quattro milioni di dollari. Gli esperti la chiamano la Monna Lisa dei francobolli.

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