Mantova

Il mercato italiano dei libri torna a crescere

Soprattutto grazie alle vendite di Natale: per la prima volta dal 2011, l'Associazione Italiana Editori stima un aumento dell'1,6 per cento sia per la carta che per gli ebook

Mantova
(Sandro Rizzo LaPresse)

L’AIE – l’Associazione Italiana Editori – ha diffuso i primi dati sul mercato editoriale italiano del 2015 e secondo le elaborazioni sui dati forniti da Nielsen, il fatturato delle vendite dei libri cartacei è cresciuto per la prima volta dal 2011.

Nielsen stima una crescita dello 0,7 per cento rispetto al 2014 nei canali trade (librerie, online, grande distribuzione), ma secondo l’ufficio studi dell’AIE la crescita complessiva del mercato è stata dell’1,6, considerando anche il fatturato derivato dagli ebook e dagli altri canali di vendita – fiere, bookshop dei musei, edicole – che è sempre più importante e pesa ormai quasi il 30 per cento del totale (gli ebook sono cresciuti del 25,9 per cento, festival e musei dell’8,1). Si tratta di dati ancora non consolidati – che potranno subire aggiustamenti a cause delle rese, cioè dei libri invenduti che i librai rimanderanno agli editori – ma indicano comunque una forte inversione di tendenza per quanto riguarda i libri di carta. Si può ipotizzare che ad avere pesato in maniera decisiva sul risultato finale sia un risultato eccezionale nel mese di dicembre, cioè delle vendite sotto Natale. Il dato si ricava confrontando le previsioni Nielsen sul 2015 diffuse dall’AIE il 4 dicembre scorso con il dato positivo attuale, dal momento che un mese fa la stima era del -1,6 per cento di fatturato nel 2015 contro il +1,6 di oggi.

Negli ultimi cinque anni il mercato editoriale italiano è calato costantemente: dal 2011 al 2014 ha perso quasi l’11,5 per cento del proprio valore, passando da 2,15 miliardi di euro a 1,9 (scolastica esclusa). Nel 2015 librerie e grande distribuzione hanno fatturato 1,202 miliardi di euro rispetto a 1,09 miliardi del 2014. Gli ebook hanno fatturato 51 milioni di euro, festival e musei 43,8. Secondo i dati di Nielsen, nel 2015 in Italia sono state vendute 90,9 milioni di copie di libri: il dato è in leggera flessione – circa il 2,1 per cento – rispetto al 2014, ma la perdita sulla carta è stata ampiamente recuperata con le copie digitali.

Per la crescita è stato decisivo l’andamento dell’editoria per bambini e adolescenti, sia per numero di copie che per fatturato: i titoli per ragazzi sono il 10,3 per cento di quelli pubblicati, ma in libreria rappresentano il 17,4 per cento del fatturato totale e il 22,9 per cento delle copie vendute. La tendenza conferma indirettamente quella rilevata qualche giorno fa anche dall’Istat: la fascia d’età tra gli 11 e i 19 anni è l’unica della popolazione italiana in cui i lettori sono più del 52,3 per cento, rispetto alla media del 42 per cento su tutta la popolazione. In particolare la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni, mentre la media italiana di chi legge almeno un libro all’anno è del 41,4 per cento.

Tra gli altri settori in crescita, anche se molto minore, ci sono la narrativa e la saggistica. I romanzi sono cresciuti per fatturato (circa il 2,6 per cento) ma rappresentano l’1,4 per cento per numero di copie (significa che costano di più e che hanno tirature più basse). Il fatturato della saggistica è cresciuto dello 0,6 per cento grazie all’1,2 per cento di copie vendute in più rispetto al 2014. La vendita di ebook nel 2015 è stata pari, secondo le stime dell’ufficio studi AIE, a 51 milioni di euro: il 4,3 per cento delle vendite trade.

Un’altra tendenza evidenziata nel rapporto AIE elaborato sui dati di IE – Informazioni Editoriali (la società che raccoglie tutti i dati sulla pubblicazione dei libri) – è l’aumento del numero di titoli pubblicati. Nel 2015 gli editori hanno pubblicato in Italia 62.250 titoli in formato cartaceo, a cui si aggiungono 56.727 titoli in digitale (il 91,1 per cento delle novità pubblicate nell’anno è stato pubblicato anche in formato ebook). L’aumento del numero di titoli pubblicati in un mercato che ha appena incominciato a riprendersi è dovuto all’accorciarsi della vita media di un libro (cioè la sua permanenza in libreria) e alla costante diminuzione dei costi industriali di stampa che spinge gli editori a stampare più titoli in poche copie. Secondo il rapporto dell’AIE, nel 2014 la vendita dei diritti di libri italiani all’estero è cresciuta dell’11,7 per cento, mentre l’acquisto dei diritti è stato maggiore del 2 per cento. I dati sono così omogenei e positivi che perfino le vendite in edicola – che nel 2014 erano calate del 17 per cento rispetto all’anno precedente – sono aumentate del 2,8 per cento.

Le librerie rimangono gli esercizi commerciali a vendere più libri, il 72,2 per cento del totale. È cresciuto il peso delle grandi catene come Feltrinelli, Giunti e Mondadori che rappresentano il 41,2 per cento del mercato, e lo stesso vale per le librerie indipendenti, che hanno raggiunto il 31 per cento del totale. I negozi online – al netto della vendita di ebook – coprono il 13,9 del mercato, tanto quanto la grande distribuzione (supermercati, autogrill) le cui vendite dal 2011 sono in continua diminuzione.

Il rapporto completo è stato presentato il 29 gennaio al Seminario di perfezionamento della scuola per librai che si tiene ogni anno a Venezia.

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