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Cinque uomini e una atomica
— Scienza

Cinque uomini e una atomica

La storia e il video dei militari volontari che 55 anni fa oggi si sottoposero a un'esplosione nucleare (e del non volontario)

19 luglio 2012

Il 19 luglio di 55 anni fa, cinque uomini si misero volontariamente sotto una bomba atomica, che fu fatta esplodere ad alcune migliaia di metri sopra le loro teste. All’esperimento partecipò anche un cameraman, che non era un volontario, e che riprese tutta la scena. Il filmato del test, che fu svolto dall’esercito degli Stati Uniti nel deserto del Nevada, esiste ancora ed è particolarmente impressionante.

Nel video si vedono i cinque uomini dietro a un cartello con la scritta “Ground Zero – Population 5″ in attesa del passaggio dell’aereo che lancerà il missile atomico. Alcuni secondi dopo è visibile un intenso bagliore nel cielo dovuto all’esplosione, avvenuta a 5.600 metri, seguito dal rumore dell’onda d’urto. Uno degli uomini ha gli occhiali da sole e alza lo sguardo al cielo per guardare direttamente l’effetto di una testata da 2 chilotoni (un chilotone equivale a mille tonnellate di tritolo) che esplode in aria. Il filmato è accompagnato da una registrazione audio in cui vengono descritte con entusiasmo le varie fasi del test. Dopo l’esplosione il commentatore dice: “È successo! Il terreno sta vibrando. È pazzesco! Direttamente sulle nostre teste!”.

Come spiega Robert Krulwich sul sito di NPR, la radio pubblica statunitense, il filmato fu registrato dalla United States Air Force (USAF, l’aeronautica militare statunitense) per dimostrare il relativo livello di sicurezza di un possibile scontro bellico con armi nucleari nell’atmosfera. Erano gli anni della Guerra Fredda e gli Stati Uniti volevano spiegare alla popolazione che non c’era da farsi prendere dalla psicosi per il nucleare: entro certi limiti, i possibili scontri in cielo con armi atomiche erano sicuri, almeno per chi stava al suolo.

Le persone che si vedono nel filmato sono due colonnelli, due maggiori e un altro ufficiale. Davanti a loro, dietro la cinepresa, c’è George Yoshitake, l’unica persona che non aveva scelto volontariamente di partecipare al test. Insieme con lo storico della scienza Alex Wellerstein, Krulwich ha condotto alcune ricerche per capire che fine fecero i sei protagonisti del test atomico negli anni seguenti. È riuscito a ricostruire la lista con i loro nomi:

- colonnello Sidney Bruce;
- tenente colonnello Frank P. Ball;
- maggiore Norman “Bodie” Bodinger;
- maggiore John Hughes;
- Don Lutrel;
- George Yoshitake (il cameraman, che non si vede nel filmato).

Yoshitake fu intervistato per l’ultima volta nel 2010 per un articolo del New York Times sulle persone che negli anni della Guerra fredda avevano il compito di documentare, fotografare e filmare gli esperimenti atomici. Spiegò che alcuni dei suoi colleghi morirono di cancro “dovuto senza dubbio ai test”. Yoshitake dovrebbe essere ancora vivo e ha 84 anni.

Per gli altri cinque è stato più complicato ricostruire qualcosa sulle loro vite, perché potrebbero esserci casi di omonimia. Bruce è morto nel 2005 a 86 anni, mentre Ball nel 2003 a 83 anni, quindi (ammesso si tratti delle persone giuste) non ebbero particolari problemi di salute almeno legati al test atomico. Hughes è morto nel 1990 a 71 anni, su Bodinger non ci sono informazioni affidabili e Lutrel dovrebbe essere in realtà Donald D. Luttrel, morto nel 1987 a 63 anni.

(Album di bombe atomiche: storia fotografica delle esplosioni nucleari)

Come spiega Wellerstein, basarsi sul destino di queste sole sei persone per farsi un’idea degli effetti dei test atomici condotti durante la Guerra fredda sarebbe fuorviante. Molte persone che parteciparono agli esperimenti nel siti atomici del Nevada si ammalarono di cancro nel corso degli anni. Il governo degli Stati Uniti mise successivamente a disposizione un fondo di 150 milioni di dollari per risarcire circa duemila partecipanti ai test, a vario titolo.

Nel caso dell’esperimento mostrato nel filmato, i cinque volontari e il cameraman erano tutto sommato in una posizione abbastanza sicura. La testata atomica non era molto potente e fu fatta esplodere molto molto al di sopra delle loro teste. A quelle condizioni era praticamente impossibile l’essere esposti alle radiazioni nei momenti immediatamente dopo l’esplosione. Il problema riguardava, semmai, le persone che abitavano ad alcune decine di chilometri di distanza dall’area dei test. Nel corso degli anni furono esposte a venti più o meno radioattivi a seconda dei casi. Si stima che almeno 16mila persone furono risarcite dal governo degli Stati Uniti per le malattie probabilmente connesse agli esperimenti nucleari.

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  • ermedusa

    allucinante sto video. Poi mi immagino la grande utilità strategica di una “guerra nucleare in quota”.

  • sire

    in sostanza la bomba fu fatta scoppiare talmente in alto che il vento disperse tutto quello che poteva compromettere la vita dei militari prima ancora che li potesse raggiungere. non c’è che dire, l’esperimento di per sè funzionò…

  • gionnistar

    yes colonel, everything is ok. the cloud was beautiful. we should do it more often. oh, my batteries leak..

  • janalexander

    Mah. Sarà anche vero, ma la differenza di luminosità tra le inquadrature e terra e quelle in cielo (nero!) mi sembrano discordanti… Come minimo si dovrebbe vedere un calo di luminosità a terra. Cioè, non metto in dubbio i test atomici, ma questo filmato in particolare mi sembra montato ad hoc.

  • janalexander

    E poi i cinque uomini guardano un po’ da tutte le parti, e il cameraman non fa una cosa banale come alzare l’inquadratura in cielo. Sembra proprio una recita montata assieme alle riprese filtrate di un’esplosione. E sapendo come lavorava la propaganda, non mi stupirei che si trattasse di un falso. Cioè magari lo hanno fatto davvero l’esperimento esattamente così, ma poi lo hanno dovuto “rigirare meglio”.

  • p!

    Qualcosa non mi torna, pure a me janalexander.
    Inquadrature spezzate per esempio. Non c’è un “piano sequenza” che parta dai 5 e si alzi su fino a far (intra)vedere l’esplosione..propaganda?

  • stefano03

    My two cents:
    Il cielo è nero perchè hanno dovuto usare un filtro per non bruciare la pellicola tipo quelli che si usano per guardare le eclissi.
    Il cameramen a terra filma i cinque uomini; forse anche gli aerei all’inizio, ma probabilmente con un’altra macchina; non fa un piano sequenza dagli uomini al cielo forse perchè non ha l’attrezzatura adatta? Non sono un esperto di macchne da ripresa degli anni ’50, ma immagino dei macchinari abbastanza ingombranti e non facilmente maneggevoli. Per gli aerei è stato usato un tele, per gli uomini un grandangolo.
    Il filmato del fungo atomico mi sembra chiaramente ripreso da un’altra postazione, anche se…non riesco a orientarlo bene…mi sembra a terra.

  • janalexander

    stefano03: No, la pellicola non si brucia, al limite si sovraespone, ma è proprio tutta la sequenza spezzata che noti anche tu che rende questa riprese potenzialmente montate ad arte. Gli uomini non sono ripresi con un grandangolo, ma riguardo alla inquadratura fissa, quella non è di sicuro una MdP cinematografica, ma probabilmente una Super16 triottica su un cavalletto, ergo manovrabilissima in tutte le direzioni.

  • stefano03

    @janealexander:
    Oh, ok, ho sprecato 2 cents ;)

  • ilpierre

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BlE1BdOAfVc#t=59s
    si vede una luce non proprio che arriva dall’alto ma dai lati e da sopra….probabilmente doveva arrivare anche da davanti

  • caterpillar

    @janalexander
    La pellicola si annerisce con le radiazioni, Igor Kostin durante il primo giorno della catastrofe di Chernobyl rovinò tutte le sue fotografie tranne una, che è comunque pesantemente riempita di punti neri

  • janalexander

    caterpillar: Ma dai, non c’entra niente. Un conto è filmare un’esplosione a 5600 metri (ammesso che lo sia, e la direzione del fungo è estremamente sospetta, tanto per invalidare ulteriormente questo filmato), un altro è andare nel luogo del fallout a filmare, con le radiazioni locali al massimo. Come dire: filmo il sole dalla Terra / filmo il sole da Mercurio.

  • giovannim

    Quasi una passeggiata di salute…


    HIROSHIMA
    16 Kton @ 580 metri

    GROUND ZERO POP.5
    2 Kton @ 5600 metri

    La distanza è il parametro fondamentale.
    L’onda d’urto si smorza almeno secondo il suo quadrato.
    In definitiva come botta percepita siamo appena dalle parti di 1/750 di quanto sopportato da chi, nel ’45, si ritrovò proprio sotto a Little Boy.

    Niente di che anche dal punto di vista del flash di neutroni : 1/8 di flusso iniziale e spessore di aria quasi 10 volte maggiore ad attenuare.

  • giovannim

    Tra flash e bang, passano 12,7 secondi.
    Cioè 4300 metri.
    A cui va aggiunta la istantane a dilatazione iper-iper-sonica dell’aria nei primi millesimi di secondo dell’esplosione.
    L’autore dice che in altri filmati simili, l’audio era stato ritoccato.
    Qui le cifre sembrano credibili.

  • http://twitter.com/LMisculin Luca Misculin

    la “testa atomica”? :) seconda riga dell’ultimo paragrafo.

  • http://www.facebook.com/simcarletti Simone Carletti

    Sto video sembra finto, sarà che è successo davvero..