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L'occupazione della Torre Galfa a Milano

L’occupazione della Torre Galfa a Milano

di Ivan Carozzi

Un gruppo di studenti e di artisti è entrato questa mattina in un grattacielo di 32 piani, abbandonato da più di dieci anni: le foto

5 maggio 2012

“Sarà la storia a dire se abbiamo fatto una cazzata”, così stamani intorno alle 11.30, da un piccolo megafono bianco. Di seguito circa centocinquanta persone, tante facce nuove, tra cui molti bambini in compagnia dei genitori, sono entrate all’interno di un grattacielo di 32 piani, abbandonato da una quindicina d’anni, precedentemente sede della Banca Popolare di Milano e attualmente commissariato al gruppo di Salvatore Ligresti.

Lo stabile – un’imponente architettura razionalista inaugurata nel ’53, in buone condizioni e bonificata dall’amianto nel 2008 – si trova a Milano in via Galvani 40, angolo via Fara, proprio in mezzo tra il Pirellone e il nuovo palazzo della Regione Lombardia, molto vicino alla stazione centrale. Intorno i grattacieli quasi ultimati della zona Garibaldi.

L’azione è stata compiuta da un gruppo di studenti, lavoratori dell’arte e della conoscenza, al termine di una consultazione pubblica avviata in città nel mese scorso, e su wmacao.tumblr.com, ribattezzata col nome di “Macao”. “Macao” è l’acronimo scelto per il nuovo centro di arti visive che, nell’intenzione degli occupanti, avrà sede nel grattacielo. Il significato dell’acronimo è lasciato all’interpretazione e alla fantasia dei cittadini e di chi vorrà collaborare alla gestione dello spazio.

L’iniziativa si colloca nel solco di quella del Teatro Valle e degli altri edifici occupati negli ultimi mesi in diversi capoluoghi italiani. Gli occupanti, durante la conferenza stampa, hanno fatto sapere che “c’è una logica che non accettiamo nel vedere un edificio abbandonato nel mezzo di una zona circondata da altri, grandi edifici in costruzione. La storia di Milano, infatti, è anche la storia di una continua espropriazione dell’ambiente e del suolo. Anche la cultura e l’arte, negli ultimi anni, sono state oggetto di rapina e processi di e speculazione. Adesso vogliamo capire se ci sia la possibilità e il desiderio di mettere in moto qualcosa. Ci siamo inventati una sigla, Macao, simile a quella di altre istituzioni culturali come il Maxxxi di Roma e il Mambo di Bologna. Ma in questo caso abbiamo chiesto, nel corso di una consultazione pubblica, che cosa vorremmo farlo diventare, quali potrebbero essere le proposte da parte degli addetti ai lavori e dei cittadini, a partire proprio dall’individuazione dell’acronimo”.

Antonio Caronia, docente dell’Accademia di Belle Arti di Brera intervenuto in assemblea ha sottolineato “il carattere di novità, nella produzione di linguaggi e immaginari, di creazione di relazioni umane, che queste iniziative stanno assumendo, anche rispetto alla tradizione dei centri sociali”. “Questo edificio è una sorta di dirty cube ed è questa la sfida rispetto al classico white cube museale”, ha dichiarato Bert Theys, artista belga e animatore di Isola Art Center. “Si tratta di prendere uno spazio abbandonato, un simbolo dei guasti della finanza che ci ha portato nel punto della crisi in cui tutti ci troviamo, non per appropriarcene, ma per restituirlo alla cittadinanza”, ha poi dichiarato uno degli occupanti. Non si sa quanto durerà, “ma l’importante è la voglia di provarci”. Stasera musica.

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  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Se prendesse piede l’occupazione come forma d’arte e ci si accontentasse di non andare oltre l’altezza dei 5 piani, a milano ce n’è da occupare per i prossimi 10 anni.
    I palazzi uso ufficio costruiti e poi abbandonati a loro stessi senza averci mai messo dentro una scrivania o usati e poi abbandonati ai rampicanti, a Milano sono una vera e propria categoria merceologica.

  • alessandromeis

    è un reato dovrebbero arrestarli

  • pendolare

    “Sarà la storia a dire se abbiamo fatto una cazzata”
    adoro questa frase

  • pendolare

    @ALESSANDROMEIS il proprietario deve sporgere querela (questo dice wikipedia)

  • jamesnach

    Ho lavorato lì dietro per un pò di tempo: quella roba vuota era un orrore.
    Hanno fatto bene, andrò a farci un giro…

  • agequodagis

    milano è piena zeppa di luoghi così. e nel frattempo si costruisce ugualmente: colate di cemento e vetro che non fanno altro che riempire vuoti che non esistono.
    i vuoti veri sono quelli che riguardano la socialità, quindi ben vengano azioni di questo tipo se diventano pacifiche occasioni di scambio. soprattutto perchè è un modo per dimostrare che non siamo impassibili rispetto a ciò che ci circonda.

  • alessandromeis

    vuoi dire che non è un reato occupare un edificio privato? Se io avessi una casa e loro la occupassero perché non ci vai mai ti farebbe piacere? O un palazzo? la società deve perdere soldi per artistoidi annoiati? Fate opere se non ci riuscite e non piacete è il mercato che vi giudicherà inutile che si lamentano. E’ che è gente che pensa sempre di poter campare a spese nostre.

  • totoro

    Alessandro, risparmiaci gli artistoidi, perdio.
    C’è un problema o no con gli spazi vuoti nelle città ?
    Questi chiedono che ci si rifletta, l’occupazione la fanno per questa ragione.

  • alessandromeis

    si ma devono commettere per forza un reato per far riflettere? anche ammesso che siano grandi artisti per quale motivo a loro è concesso di compiere un reato violento di espropriazione di un luogo che altri possiedono e a me no? bastano le motivazioni a non rendere questo un reato punibile?

  • uqbal

    In America un palazzo del genere l’abbatterebbero e ne costruirebbero un altro che tra cinquant’anni farebbe la stessa fine, senza troppi rimpianti. A Milano, mi par di capire e di ricordare, hanno preferito rinunciare al Bosco di Gioia…
    In principio sono d’accordo con questi occupatori e credo anche che il danno sia minimo, ma Alessandromeis ha ragione.

  • stbarazza

    Come azione mi sembra abbastanza innocente, e cerca di mettere in evidenza un problema mica da poco, come quello degli spazi inutilizzati; il Bosco di Gioia un po’ un bel giochino utilizzato da entrambe le parti pro-contro.

  • plato

    chi batteva le mani all’articolo di mineo – a frasi tipo “Se un cacciatore prende il fucile e si fa venire strane idee dimostrative è un violento. Viola la legge come e più di uno che occupa un terreno che lo Stato gli vuole espropriare” – ora batte le mani a chi viola la legge. tutto ciò ha un senso?

  • trick

    Caro Alessandro, sto cercando di capire:

    -uno dei maggiori autori della crisi mondiale, artefice del crack della Lehman Bros., ora insegna economia ad Harvard
    -criminali vari come Berlusconi e tutti i politici in generale guidano un paese di 60 millioni di abitanti, con le conseguenze che tutti vediamo
    -Equitalia è stata chiaramente accusata dalla Cassazione di operare in modo illegittimo e con tassi illegali…con sentenza del 2007/2008!!!!!-
    -la gestione delle multe (di tutta Italia) è INTERAMENTE in mano al Centro Servizi SIN delle Poste Italiane s.p.a.: un giro d’affari PRIVATO che specula sulle multe per millioni di euro a dir poco, infrangendo in modo sfacciato la legge ed il codice della strada

    mi sembra che Legge e Giustizia siano due concetti ben differenti

  • trick

    se bisogna commettere tanti piccoli reati per ottenere come risultato una condizione di maggiore giustizia sociale, làddove la legge non arriva (per burocrazia, interessi e sopratutto pigrizia)….

    …allora BEN VENGANO!!! sicuramente non saranno nè i legislatori nè i tutori dell’ ordine a salvarci dalla crisi…e da noi stessi…….

    invece di inneggiare arresti e querele, dovresti incoraggiare ad usare il buon senso, perchè queste azioni portino frutti…

  • alessandromeis

    ma che gli altri abbiano sbagliato e debbano pagare io non lo metto in dubbio. non è che siccome lui ruba rubo pure io o un male grande cancella uno piccolo. e che questi ragionamenti belli solo se c’è Berlusconi? lui non può e loro si? in poche parole: resta un reato la cosa di per sé al di là del contesto. Si può agire senza commetterlo?

  • cecicorr

    Non ho visto fucili nelle foto, ma sono miope.

  • plato

    @cecicorr
    il palazzo era vuoto… sarebbe stato difficile prendere ostaggi (clapclap)

  • wiz.loz

    L’occupazione da parte di questi sedicenti artisti, in realtà comuni anarchici e/o figli di papà, è una forma di violenza. Non va tollerata se vogliamo che in questo povero paese la legalità diventi un valore.

  • uqbal

    Trick
    E “piccolo” o “grande” chi lo decide?
    Oggi l’occupazione è innocente, è una cosa “piccola”, vuoi mettere con la giustizia sociale? Domani entra qualche amico di amico e si fa bisboccia. Beh, è un’altra cosa piccola, cosa sarà mai di fronte alla giustizia sociale? E poi mentre si fa bisboccia al 30 piano, qualcuno rompe un vetro che finisce sulla strada, da diverse decine di metri. Spero che in quel momento non passi nessuno, altrimenti ti voglio vedere a definirlo “piccolo”, il reato. Proprio in questi giorni leggevo un bel romanzo, Snuff, di Terry Pratchett (unico caso al mondo a me noto di poliziesco-fantasy-umoristico) la cui idea di fondo era “i piccoli crimini si portano dietro quelli grandi”.
    _
    Su un senso generale e più importante -e non solo @Trick-, ma quando riusciremo a capire che non esistono valori superiori rispetto ai quali il quotidiano rispetto della legge può essere subordinato? Se abbiamo deciso che siamo in un regime ingiusto, facciamo la rivoluzione. Ma se pensiamo che tutto sommato non è questo il caso, dovremmo fare un po’ mente locale che tutto ciò che avviene oltre e contro la legge potrà anche essere animato dalle migliori intenzioni, ma nei fatti distrugge tutto: io posso essere pio quant’altri mai, ma se mi prendo qualcosa che non è mio, come posso dire agli altri di non rubare? Se faccio violenza a qualcuno, come potrò dire ad altri di starsene più tranquillo? In virtù della mia investitura morale? E chi me l’ha concessa? E chi la garantisce agli altri? Come possono sapere che non sto abusando -anche solo per errore non intenzionale- della mia missione e dei miei valori? E chi me lo dice dove mi devo fermare? E come potrei contestare l’autorità morale di un falso che mi imiti per tornaconto personale, se gli atti e le parole sono le stesse, e non sottostanno ad alcuna regola riconosciuta (visto che ho deciso che per me non valgono)?

  • balena

    ho lavorato per anni in quel “palazzo”, vederlo non utilizzato per anni e vedere a poca distanza erigere altri “mostri” non fa piacere…
    un’azione dimostrativa che serve a far riflettere…
    pur sempre un’azione non legale…
    consiglierei comunque agli occupanti di prestare la massima attenzione…manutenzione e controlli non sono fatte, molto probabilmente, da molti anni e un’azione dimostrativa non deve trasformarsi in pericolo per le persone…

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    @agequodagis
    >milano è piena zeppa di luoghi così. e nel frattempo si costruisce ugualmente:
    >colate di cemento e vetro che non fanno altro che riempire vuoti che non esistono.

    lo fanno per il nostro bene, così si alza il pil e stiamo tutti più bene, mediamente parlando…

  • http://nononoeno.wordpress.com/ akiro

    …Han distrutto il bosco di Gioia questi grandissimi…

  • unit

    “La storia di Milano, infatti, è anche la storia di una continua espropriazione dell’ambiente e del suolo”

    Espropriazione dell’ambiente? A Milano?

  • cioly69

    La demolizione di quel grattacielo ha un costo molto elevato, costo che invece gli impresari non hanno costruendo su terreni non ancora o parzialmente edificati.Questo è il motivo per cui si continua a cercare nuove aree su cui costruire invece di sfruttare quelle già esistenti. Bisogna fare una legge che obblighi i proprietari di edifici abbandonati a ristrutturare o demolire. Nel caso in cui non abbiano le risorse per fare nessuna delle 2 cose devono essere obbligati, dopo un determinato periodo di tempo, a vendere. Naturalmente chi acquisterà avrà l’obbligo di eseguire tutti gli interventi necessari per recuperare l’area.

  • jamesnach

    @Unit
    “Espropriazione dell’ambiente? A Milano?”
    Oh yes

  • alessandromeis

    sono contento del fatto che nessuno mi abbia risposto. almeno ormai va per accertata l’ipocrisia di tanti a sinistra. i reati sono quelli degli altri.

  • plato

    @alessandromeis
    sono reati anche questi. però la destra ha bisogno dell’eroe individuale contro il potere. la sinistra deve avere tanti piccoli eroi contro il potere per esercitare un antipotere. ma non capisco perché siete vincolati a questi modelli di partecipazione politica… a me stanno simpatici entrambi i modi di agire (forse perché non sono di sinistra)

  • miriam

    @alessandromeis però una risposta ti è stata data subito, al primo commento, e cioè che comunque il proprietario dell’immobile deve querelare gli occupanti (confermi magari un legale, ché qui a quanto ho capito ci si basa su wikipedia).
    A quel punto le autorità possono muoversi.
    Perché poi non è che lo decidi tu, cosa è reato, cosa no, e quali sono le pene da comminare (e non è che per ogni reato c’è l’arresto, eh).

  • alessandromeis

    anche io se non denuncio un furto subito sono sì vittima di un reato, ma quel reato non c’è, non esiste. davvero ci vogliamo giustificare con i formalismi?

  • libera

    A UNIT. oh yes, come risponde JAMESNACH. Mai entrati al Poldi Pezzoli per scoprire il giardino interno, uno dei tanti giardini dei palazzi d’epoca tutti interni, di cui Milano è ancora piena in centro? Quelli resistono, in quanto riservati a vip, enti, banche, ecc. Gli altri si assottigliano vieppiù…..

  • totopuglia

    …voci di corridoio, molto bene informate, smentiscono la reale attuazione della bonifica del 2008. Ci sarebbero state non meglio precisate manovre per il solo “tappaggio” dell’edificio a fronte di un pagamento che avrebbe coperto l’intera messa in opera di una rimozione strutturale dell’amianto.
    A breve Palazzo Marino dovrebbe muoversi direttamente o per vie traverse al fine di verificare il tutto.