Una canzone dei Free
"Dai, va tutto bene"

"Dai, va tutto bene"

E di altri prima di loro

Condividere la terra o dividersela è ancora una buona idea

Meglio essere in due

Che è di Londra, inaspettatamente

E modi di dire

E uno specchietto per noi allodole

Una reunion senza essersi mai lasciati

Fu uno dei musicisti più influenti della musica pop dello scorso secolo, come solista e con i Beach Boys: aveva 82 anni

Uno dei tanti che fanno pensare a cosa saremmo se non ci fosse stato Brian Wilson

"Smile”, a cui lavorò per più di trent'anni con un certo tormento

Se oggi è l'unico genere di Hollywood capace di generare profitto dalle storie originali, il merito è di Jason Blum

Un tamarino edipo, un procione, uno scoiattolo delle banane e un po' di cervi e tartarughe

Le bici elettriche con i copertoni più spessi permettono di fare molte più consegne con meno sforzo, ma spesso non sono a norma

E, soprattutto, dovreste? Nuovi test per la diagnosi precoce potrebbero rendere opportune domande difficili

Anche in Italia si stanno diffondendo le “oggettoteche”, per condividere strumenti di uso sporadico risparmiando soldi e spazio, e consumando di meno

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»

Nel peggiore dei casi è bella da canticchiare

E le solite coincidenze, quasi
