Cose interessanti che potete ascoltare a gennaio
Chi ha il proposito di leggere più libri nel 2019, può provare a farlo ascoltandoli su Storytel o Audible

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Su come in italiano le formule di cortesia possano essere tutt'altro che cortesi, e in altre lingue nemmeno esistano

La fabbrica più grande dell'azienda fornisce lavoro a migliaia di famiglie, ma questa dipendenza ha dei rischi

Per far venire la giusta nostalgia a quelli che ci sono passati, e per un utile ripasso per quelli che dovranno farla domani

Tra le donne papabili c'è solo Margaret Atwood, mentre il più probabile vincitore sembra uno scrittore keniano: ma c'è anche un italiano

I contributi pubblici sono aumentati e c'è l'esigenza di vendersi anche all'estero, ma al cinema non incassano granché


I gruppi neofascisti più forti sono tre e in competizione tra loro, ma è un mondo fatto di decine di organizzazioni piccole o piccolissime

Cioè “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo, che è morto più di trent’anni fa ma di cui è appena uscito un libro inedito

«Oggi se ne sta lì come la segnaletica stradale, non ci facciamo caso, ma esiste da pochissimo tempo. Scriviamo da seimila anni (minuto più, minuto meno) e usiamo i “segni paragrafematici”, come dicono i linguisti, solo da duemila e quattrocento. I greci erano svogliati e la adoperavano in modo incerto. I romani non la usavano per nulla. Al tempo di Dante c’erano i glifi che oggi ignoriamo, estinti come dinosauri: il doppio punto, il punto mobile, la virgola alta. Fourier pretendeva quattro tipi di virgole. Questo è un breve prontuario di ciò che ne resta. Prendiamo la virgola per esempio,»

Magris per l'analisi del testo, per il saggio breve l'individuo e la società, la ricerca e il cervello, gli omicidi politici e poi i BRICS e la cooperazione
