A nome dei magistrati
Le parole un po’ dissennate circolate nella concitazione delle ore dopo gli omicidi al tribunale di Milano sembravano un po’ rientrate, moderate e corrette, il giorno dopo. [Continua]

Le parole un po’ dissennate circolate nella concitazione delle ore dopo gli omicidi al tribunale di Milano sembravano un po’ rientrate, moderate e corrette, il giorno dopo. [Continua]

E quindi sarebbe meglio evitare "manipolazioni emotive della realtà" come quella di Gherardo Colombo, scrive Massimo Gramellini sulla Stampa

Giovedì mattina un uomo ha ucciso un giudice e altre due persone nel Palazzo di Giustizia, poi è scappato ed è stato arrestato fuori città

Cosa è successo giovedì mattina nel Palazzo di Giustizia e chi è Claudio Giardello, l'uomo che ha sparato e ha ucciso tre persone

«È difficile immaginare davvero cosa significhi perdere un figlio, la mente rigetta l’idea. La lingua stessa sembra rifiutarsi di esprimere il concetto: abbiamo “orfano” per chi perde i genitori ma non c’è parola, in italiano, per il contrario. So che esiste un termine in ebraico e in arabo, ma non voglio cercarlo, mi fermo al sanscrito che prende a prestito la parola "vilomah", “contro l’ordine naturale”. Sul dopo c’è una pausa di silenzio. Poi Alberta mi racconta che ad affrontare il lutto l’ha aiutata un libro di Thornton Wilder, "Il ponte di San Luis Rey"»
