Un disco di Ty Segall
Uno che sa scrivere delle grandi rock’n’roll

Uno che sa scrivere delle grandi rock’n’roll

Una band di Roma le cui canzoni potrebbero essere rimaste sotto terra per sessant’anni, e rimanere nascoste altre venti

Una storia finita che non facciamo finire proprio ora

Una che ha avuto un'infanzia da cantante folk, e infatti è finita a fare proprio quello

Che cresce dopo qualche ascolto, e ha dei versi che fanno girare per strada

Che da trent’anni sono una delle band più originali e bizzarre del rock americano

Che racconta Gaza senza farlo notare troppo, come è abituato a fare lui

Registrato in un posto molto isolato in Islanda, con una strumentazione essenziale

Intitolato come un modello di coltello a serramanico prodotto da un’azienda friulana, che però non è rimasta molto contenta

Una band inglese dell’italiana Valentina Magaletti, la batterista più in vista della musica sperimentale di questi anni

Che si può ascoltare facendosi confondere da ogni singola cosa, o accettandole tutte senza domande

Con un basso a sei corde e altre chitarre suonate come si suonavano negli anni Novanta

Una cantante di gospel del Ghana, dove i poliritmi (lo sapete cosa sono?) sono un’arma contro le difficoltà della vita

Doveste portarvi un solo artista su un’isola deserta, chi sarebbe?

Uno scultore che è arrivato alla musica da outsider, ambientandosi bene grazie a un bel po’ di amici

E delle complicazioni di quando il trasporto per qualcosa diventa difficile da gestire

Un gruppo di Londra che fa musica del presente lavorando sugli strumenti e sul repertorio folk di secoli fa

Uno dei tanti che fanno pensare a cosa saremmo se non ci fosse stato Brian Wilson

Suonato tutto con una chitarra con molte più corde e stranezze del normale
