“Pubblicità shock” di Clendy. Perché giocare facile?

di Alessia Oggiano – @ale_bijux

Oggi è uscita la notizia sull’ennesima “pubblicità shock”. Stavolta sotto accusa c’è la Clendy, azienda che opera nel mercato dell’igiene della persona e della casa, che per promuovere l’efficacia, a quanto pare miracolosa, del suo panno in microfibra si diverte a ironizzare sulla scena di un omicidio.

In uno dei due soggetti della campagna vediamo una donna che tiene in mano il panno in grado di pulire ogni macchia, anche quella di un omicidio, visto che alle sue spalle compare il cadavere di un uomo. Il messaggio dice «Elimina tutte le tracce».

La rete si scatena in modo furioso condannando l’azienda e annunciando un boicottaggio globale.
Altri si accaniscono sul secondo soggetto, quello maschile, attribuendogli un ruolo di istigatore alla violenza sulle donne.

Tutto vero o almeno, tutto comprensibile.

Ma ciò su cui vorrei soffermarmi oggi non sono le reazioni. È la genesi che mi sorprende.
E mi chiedo: dove stiamo andando? Cosa sta accadendo alla società? Cosa spinge un’agenzia e un’azienda a creare una campagna di questo tipo?

In un’Italia in cui ciò che continua a far notizia è la violenza o la cattiva politica, ci sentiamo facilitati a sfruttare questi unici due temi per poter fare anche noi notizia? Abbiamo così poca fiducia della nostra creatività, della nostra capacità strategica da non provare a pubblicizzare un nuovo prodotto con un’idea creativa e un messaggio diverso, magari positivo o costruttivo? Siamo così influenzati dalla crisi di questo momento sociale da dover sfruttare il male e non il bene?

Io non ci credo e non ci voglio credere. Preferisco pensare che dietro ci sia una ragione diversa, che magari non ho colto. E nel frattempo invito me stessa e tutti i colleghi delle agenzie e delle aziende a non perdere il “lume della ragione” ma soffermarci a pensare prima di agire e agire male.

È vero che il nostro mestiere non è quello di salvare vite umane ma noi, come tutti, possiamo contribuire a migliorare la società parlando dei giusti valori, influenzandola positivamente anziché facendoci influenzare negativamente.

Possiamo farlo anche per parlare di un panno, vogliamo provarci?

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