Le vite degli altri: cartelli

Momento nonsonoquestiiveriproblemi e puntata speciale delle vite degli altri: i cartelli. Ci sarebbe da dire molto sul tema, su certi uffici pubblici pieni di fogli A4 aggiunti dopo e su una certa non-capacità di programmare per tempo le cose, ma correggerle in corsa (ognuno faccia i parallelismi che crede).

Cominciamo con la Svezia, con la ferma convinzione che non saremo mai come loro. Qui siamo all’aeroporto di Stoccolma Skavsta, o come diavolo si chiama.

Sì, esatto, non si vede neanche. Allora andiamo in Spagna, a Saragozza, mediterranei come noi ma con una diversa idea di come aggiungere un orario alla tabella degli orari del bus per l’aerporto.

Per chiudere un veloce Parigi, che non ci sta mai male visto che piace tanto confrontarci con loro.

E noi come stiamo? Diciamo che per umana pietà non mostro il pannello di Ciampino con gli orari dell’autobus scarabocchiati, cancellati, corretti male in modo che non si capisca (e tanto, anche gli autobus partono alle “mo vediamo”). Questa è la fermata Circo Massimo direzione Rebibbia, ma ce ne sono decine così.