Pagheremo caro, pagheremo tutto

Ricordate la dichiarazione estiva sulla possibile tassa sui cortei? Non era una boutade, o almeno, se lo era sta continuando, dato che il Sindaco è tornato sull’argomento scrivendo al prefetto una proposta più dettagliata sul tema:

Le associazioni politiche e sindacali devono contribuire a sostenere le spese dei servizi che vanno anche a tutela dei loro stessi associati e che sono obbligatoriamente previsti per motivi di sicurezza quali le spese sanitarie, le spese per i servizi della protezione civile, le spese dei trasporti, le spese per i transennamenti

Si parla anche di percorsi predefiniti nello spazio e in determinati giorni. Sicuramente è umiliante dal punto di vista di chi protesta essere “incanalato” in qualcosa di previsto, invece di spaccare tutto e fare le barricate.

Ma che le proteste diventino un qualcosa di tanto ordinario da sentirsi l’esigenza di regolamentarle, è un primo dato di fatto su cui riflettere più in generale. Se ci sono 3 cortei al giorno, c’è qualcosa che non va in un senso che va oltre le singole cose che non vanno.

Nel lungo periodo è inevitabile che la protesta, sempre uguale a se stessa nel suo svolgersi (il corteo), diventi necessariamente inflazionata. D’altro canto, è vero anche che i manifestanti sono in qualche modo “costretti” a manifestare, secondo uno schema quasi tipico che nasce dall’impossibilità di gestire i processi decisionali in via preventiva.

Senza andare troppo lontano, è un procedimento analogo a quello che ha portato alla corsa al rialzo nei numeri delle manifestazioni. Prima di esagerava del doppio, ora siamo all’aggiunta degli zeri come se niente fosse (“siamo un milione”… come può esserci mai stato un milione di persone in qualsiasi momento di qualsiasi manifestazione?).

Viene da dire che forse qualcuno se l’è cercata, sempre a livello generale. Così come nel particolarismo all’italiana appare quasi schizofrenico vedere il contrasto tra le cose che non funzionano e le urla feroci con le quali si chiede che alcune singole cose funzionino. Tutto, nel complesso, diventa poco credibile.

Foto: Federica Pezzoli