La guerra fredda delle radio

Per ventun anni, dal cuore della Praga socialista, una voce italiana attraversò le frontiere e l’etere.
Si chiamava Oggi in Italia e trasmetteva ogni giorno notizie, musica, racconti, analisi e propaganda antidemocristiana. Parlava a milioni di ascoltatori, dal Piemonte alla Sicilia, ma ufficialmente non è mai esistita.
Era la radio segreta del Partito Comunista Italiano, nata nel 1950 per controbattere le «menzogne di Radio Roma», cioè della Rai, e sfidare apertamente il monopolio radiotelevisivo pubblico.
Dietro i microfoni, donne e uomini italiani — ex partigiani, militanti, latitanti politici — che raggiunsero la Cecoslovacchia sotto falso nome e vissero da esuli, per molto tempo impossibilitati a tornare in patria.
Oggi, di questa radio fuorilegge, non resta quasi nulla: qualche frammento in libri poco noti, un romanzo di Giuseppe Fiori: “Uomini ex”, un documentario mai trasmesso, una serie radiofonica di Radio Tre del 1999, pochi articoli accademici.
Radio Oggi in Italia è stata una voce rimossa dalla memoria collettiva, la sua storia merita di essere ascoltata di nuovo.
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