LeBron James e la cultura pop, oggi

Ha cambiato città, ha cambiato squadra, ha cambiato numero sulla maglia.
Di più: ha cambiato il suo destino.
Da Cleveland a Miami, dai Cavs agli Heat, dal 23 al 6.
E 6 sono i dettagli su cui vogliamo attirare la vostra attenzione nel nuovo, stupendo spot Nike con LeBron James.

1. Dove eravamo rimasti?
I frame iniziali, quelli accompagnati dalle prime parole (“What should I do”, cosa dovrei fare), hanno un’ambientazione “conosciuta”. La palestra che fa da sfondo ricalca in tutto e per tutto la palestra dalla quale LeBron James ha annunciato la sua decisione di lasciare Cleveland per Miami, durante lo speciale dell’8 luglio scorso (“The Decision”) trasmesso in diretta su ESPN che ha suscitato moltissime polemiche. Come a dire: si riparte da dove ci eravamo lasciati…

2. We are (were?) all witnesses
Il gigantesco “murales” pubblicitario che viene rimosso mentre LeBron James transita a bordo del suo SUV è quello che per anni ha identificato l’intera città di Cleveland. Era posizionato in una via a pochi metri dal palazzetto dello sport, e le gigantesche dimensioni dello stesso avevano causato più di una polemica in città. Risolte dal consiglio comunale riconoscendogli un “significato artistico” che lo ponesse al di là della dimensione commerciale. “Siamo tutti testimoni”, era il mantra dei tifosi di Cleveland. Non più dopo l’8 luglio scorso.

3. The Chosen One
“Devo cancellare il mio tatuaggio?”. Quello che sfoggia sulle (enormi) spalle. Lo incorona come “Il Prescelto”, il soprannome che lo ha accompagnato anche quando – ancora liceale – finì sulla copertina di Sports Illustrated.

4. I am NOT a role model
“Non sono un esempio da seguire”. Una splendida citazione del vecchio spot Nike con Charles Barkley, ex superstar NBA con Philadelphia (e Phoenix) oggi vulcanico commentatore televisivo. Diciassette anni dopo lo splendido video in bianco&nero per cui lo stesso Barkley aveva scritto il testo (“Non sono un esempio da seguire. I genitori dovrebbero esserlo. Solo perché schiaccio un pallone in un canestro, non vuol dire che dovrei crescere i vostri figli”), LeBron ripropone il messaggio ma, allo stesso tempo, manda una frecciatina (quella strizzatina d’occhio in camera…) proprio a Barkley, uno dei più critici in estate verso la sua decisione di giocare per i Miami Heat (“Una pagliacciata!”).

5. Don Johnson & Miami Vice
Le strade di South Beach sono la scena del crimine. Don Johnson, però, ha un nuovo assistente. E se restate indifferenti al suo completo rosa, non sono sicuro di volervi ancora tra i lettori di questa pagina…

6. Maya Angelou
“You may shoot me with your words / You may cut me with your eyes / But still, like air, I’ll rise”
Per annunciare al mondo la sua volontà di essere più forte di tutto e tutti LeBron prende a prestito i versi della poetessa “black” Maya Angelou, poi messi in musica anche da Ben Harper. Pochi giorni dopo la divulgazione pubblica di alcuni messaggi di “odio” ricevuti dal giocatore degli Heat via Twitter, ci stava bene anche la strofa esclusa dallo spot: “You may kill me with your hatefulness”.
But still I’ll rise, parola di LeBron James.

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