Notizie che non lo erano

Luca Sofri

Giornalista e direttore del Post. Ha scritto per Vanity Fair, Wired, La Gazzetta dello Sport, Internazionale. Ha condotto Otto e mezzo su La7 e Condor su Radio Due. Per Rizzoli ha pubblicato Playlist (2008), Un grande paese (2011) e Notizie che non lo erano (2016).

Che il fotografo Fabrizio Corona, condannato a cinque anni di carcere per estorsione, si fosse costituito a Lisbona, si è saputo in Italia mercoledì: prima perché lui ha annunciato che lo avrebbe fatto con un baldanzoso messaggio su un suo sito web, poi perché è arrivata una notizia d’agenzia sul fatto che si fosse davvero presentato. Secondo questa notizia – ripresa uguale da tutti i siti dei quotidiani italiani – Corona sarebbe stato descritto “disperato e in lacrime” dagli agenti portoghesi. Che suonava un po’ strano, sia conoscendo il personaggio sia confrontando questa descrizione con il tono del suo messaggio precedente. E benché la successiva smentita di Corona valga quel che vale (“se scrivete che ho pianto vi querelo”), non ci sono in effetti state più conferme o fonti attendibili di quelle presunte lacrime.
Per tutto il giorno dopo la cerimonia di insediamento di Barack Obama, molti siti americani hanno dibattuto se l’esecuzione dell’inno da parte della cantante Beyoncé – molto ammirata il giorno prima – fosse in realtà stata frutto di un playback, una registrazione. Anche diversi giornali italiani hanno ripreso questa tesi. Che però, si è capito nel frattempo, aveva fondamenta molto fragili ed è stata dichiarata improbabile da molti osservatori ed esperti: con tutta probabilità Beyoncé ha cantato l’inno dal vivo.
La Stampa ha scritto un articolo sul coinvolgimento di un famoso esperto di comunicazione statunitense – David Axelrod, giornalisticamente noto come “il guru di Obama” – nella campagna elettorale italiana di Mario Monti: l’articolo era intitolato “Deve aggredire i rivali”, tra virgolette, malgrado una simile frase non fosse mai citata nel testo. Richiesto di chiarimenti da parte di un blogger italiano, Axelrod ha fatto sapere che “quella citazione è completamente falsa”.
Molti giornali in tutto il mondo hanno ripreso un articolo del quotidiano inglese Guardian sulle proprietà immobiliari del Vaticano a Londra: in modi diversi i vari giornali hanno sostenuto che ci fosse grande mistero e segretezza intorno a queste proprietà. Repubblica, per esempio, ha scritto dello “sforzo fatto dalla Santa Sede per mantenere l’assoluta segretezza sui suoi legami con la British Grolux Investment Ltd.”. Ma i legami tra il Vaticano e quella società (proprietaria dei suddetti immobili) fin dalla sua fondazione, sono così noti che sono anche citati su Wikipedia.