Rovesciare il PD con l’alfabeto muto

Luca Sofri

Giornalista e direttore del Post. Ha scritto per Vanity Fair, Wired, La Gazzetta dello Sport, Internazionale. Ha condotto Otto e mezzo su La7 e Condor su Radio Due. Per Rizzoli ha pubblicato Playlist (2008), Un grande paese (2011) e Notizie che non lo erano (2016).

Leggo solo adesso un “retroscena” politico pubblicato oggi su Repubblica che ha generato agitazioni nel PD di cui sentivo gli echi da stamattina. Ed è meraviglioso. State a sentire. Il pezzo è sul nuovo “asse Veltroni-D’Alema” che escluderebbe Bersani e tramerebbe per grandi fronti antiberlusconiani e un bla bla inconsistente per cinque colonne. Ed ecco su cosa si basa il titolo sull’”asse Veltroni-D’Alema”.

L’intesa tra i due è in realtà ancora molto lontana. Ma la marcia di avvicinamento appare inesorabile, praticamente scritta nel destino di una coppia sul genere “né con te né senza di te”. Il colloquio alla buvette di Montecitorio, avvenuto venerdì scorso, rappresenta una prima tappa. Si è volato alto quel giorno, affrontando la decadenza delle istituzioni impressa da Berlusconi e dalla sua maggioranza. Con un solo accenno al Partito democratico. È stato Veltroni a commentare con uno sguardo eloquente e non elogiativo la salita di Bersani sul tetto di Architettura. A quello sguardo D’Alema ha risposto con il silenzio. Ecco, le indiscrezioni dicono che sia D’Alema sia Veltroni, magari partendo da punti di vista diversi, hanno oggi dei dubbi sul ruolo e sulla forza del segretario.