Più vuvuzela o più polpo Paul?

La domanda che mi faccio, tralasciando il risultato sportivo, è se questi mondiali verranno ricordati fra qualche anno più per le vuvuzela o più per il polpo Paul. Nella prima settimana di partite non c’era discussione e anche tutto quello che quotidianamente ho scritto qui sul blog ne è la dimostrazione. Poi è comparso questo “personaggio” rappresentato dal polpo dell’acquario di Oberhausen in Germania e da quel momento le vuvuzela sono praticamente scomparse. Personalmente spero e, anzi ne sono quasi convinto, che fra qualche mese le trombette riprenderanno il sopravvento nell’immaginario collettivo legato ai mondiali in Sud Africa. Non fosse altro che per il fatto che temo che invaderanno molti paesi e rappresenteranno una colonna sonora di varie manifestazioni sportive. Per lo meno fino a quando non verranno vietate, come è già successo in Nuova Zelanda per il rugby.

Intanto il polpo Paul, dopo i molti imitatori del regno animale di cui abbiamo parlato ieri, vanta un tentativo di imitazione anche fra gli umani. In un forum del motore di ricerca cinese Baidu ci sarebbe un utente, autodefinitosi “Fratello Futuro”, che ha iniziato a predire i risultati delle partite. L’utente sosteneva di venire dal futuro e quindi di conoscere l’esito degli eventi. Tra l’altro avrebbe predetto la vittoria dell’Olanda sul Brasile. Sulla finale aveva giustamente pronosticato la vittoria della Spagna ma ha sbagliato il risultato visto che aveva ipotizzato il 2-1 con tanto di gol di Sneijder.

Per il presidente della FIFA Blatter i mondiali sono andati benissimo. Se si son visti posti vuoti negli stadi è dovuto ai problemi di distribuzione dei biglietti acquistati che poi non sono stati consegnati visto che il 95% dei biglietti disponibili è stato venduto. Blatter ha concluso dicendo: “Alla fine tutti siamo sopravvissuti alle vuvuzela. Non è solo una moda sudafricana: tutti i turisti hanno cominciato a comprarle”.

Scusate se insisto sul polpo Paul ma le contraddizioni si sprecano. Ieri è arrivata la notizia che sarebbe di origine italiana visto che l’istruttrice (ma esistono istruttrici di polpi?) di Paul in un’intervista alla Bild am Sonntag avrebbe detto che sarebbe stato catturato ad aprile nel mare al largo dell’isola d’Elba. Peccato che questa versione smentisce quella fornita dall’acquario Sea life di Oberhausen, secondo cui il polpo era originario di Weymounth, in Inghilterra. E soprattutto contrasta con quello che ci raccontano dall’inizio dei mondiali ossia che Paul avrebbe già fatto i pronostici ai campionati europei di due anni fa! Mah, chi ci capisce è bravo…

E sull’ipotetica nazionalità italiana la migliore l’ha detta il deputato del PD Andrea Sarubbi che ha richiesto il rimpatrio del polpo Paul perchè “mai come in questo momento il nostro Paese ha un disperato bisogno di scelte chiare”.

A Johannesburg si giocava la finale del mondiale di calcio e a Bangkok si giocava quella della “Coppa del mondo dietro le sbarre”. E ha vinto la selezione italiana. Nel carcere di massima sicurezza di Klong Prem le autorità hanno organizzato un torneo di calcio a sette fra i detenuti che si è concluso proprio ieri. In finale vittoria sugli Stati Uniti 2-0. La maggior parte dei detenuti di Klong Prem sono dietro le sbarre per reati relativi al traffico di droga.

In Olanda non sono stati proprio tutti, tutti, tutti a vedere la finale di ieri. I calvinisti ortodossi dedicano la domenica al signore e qualsiasi attività non può essere svolta. Quindi la finale dei mondiali non bisognava guardarla perchè, secondo loro, il calcio è commercio.

Si chiama Land Art ed è l’arte di disegnare con il trattore sui campi fra il grano trebbiato. L’artista bolognese Dario Gambarin ha ritratto Nelson Mandela con la scritta winner su un campo a Castagnaro di Verona. Dimensione del ritratto 160 metri x 120 metri.

Con la finale si è saputo anche chi è stato eletto miglior giocatore dei mondiali. E’ l’attaccante dell’Uruguay Diego Forlan che ha ottenuto il 23,4% delle preferenze. Dietro di lui l’olandese Sneijder (21,8%) e lo spagnolo David Villa (16,9%).

Nella finale di ieri la nascita di una stella.

La stella è quella che da domani comparirà sulla maglia roja della Spagna che ha conquistato il suo primo mondiale e quindi può fregiarsi di questo titolo. In finale ha battuto l’Olanda 1-0 grazie al gol di Iniesta.

Termino qui questo mese di racconti dei mondiali. Non avevo alcuna pretesa di analisi politico, sociologica, storica o sportiva. Solo di divertirmi a spulciare fra le decine di notizie che sono arrivate quotidianamente dal Sud Africa, e non solo da lì, ma che avessero un collegamento con i campionati mondiali di calcio. E’ stato bello farlo, spero sia stato almeno curioso leggerlo.

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