L’ormai ex presidente del Veneto Luca Zaia è tornato a parlare del veto imposto a un suo ulteriore mandato, il quarto consecutivo da presidente: lo ha fatto in modo polemico pur festeggiando la vittoria di Alberto Stefani e il buon risultato della Lega, che è riuscita a stare davanti a Fratelli d’Italia proprio grazie ai voti garantiti dalla popolarità di Zaia, per 15 anni alla guida della regione.
«Ora sono perfettamente ricandidabile alla presidenza della regione: questa l’assurdità di questa legge», ha detto con un riferimento indiretto alla possibilità di candidarsi tra cinque anni. «Non si è voluto cambiare una legge che penalizza chi viene eletto direttamente e questo penso che abbia anche penalizzato il nostro risultato che avrebbe potuto essere più rotondo».
Oltre al risultato della Lega, una delle cose da tenere d’occhio in Veneto è il numero delle preferenze ottenute da Zaia. Con un’affluenza piuttosto bassa è difficile che possa raggiungere le 200mila ipotizzate durante la campagna elettorale: «Devo dire che non è stata una passeggiata. È vero che ero uscente, è vero che ero capolista, ma molti pensavano ad esempio che il capolista veniva eletto automaticamente. È altrettanto vero che i miei colleghi di squadra, umanamente magari, dicevano anche che non serviva la preferenza a Zaia, perché comunque ne ha tante, e quindi non è stato facile, però è pur vero che c’è sempre questa adrenalina da elezioni».