La cronaca della tredicesima giornata di Olimpiadi

In cui l'Italia non ha vinto nessuna medaglia e gli Stati Uniti hanno vinto due ori importanti, nell'hockey e nel pattinaggio di figura

Le hockeiste statunitensi festeggiano la medaglia d'oro vinta contro il Canada, 19 febbraio 2026 (Xavier Laine/Getty Images)

È finito il tredicesimo giorno di Olimpiadi e il Post ha seguito tutto quello che è successo con questo liveblog. E qui c’è il medagliere sempre aggiornato.

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19 febbraio 2026

Una giornata senza medaglie per l’Italia, una serata molto bella per gli Stati Uniti

Il tredicesimo giorno di Olimpiadi è stato senza medaglie per gli atleti italiani, ma ce lo si aspettava. Il risultato migliore è stato il quarto posto nella sprint a squadre della combinata nordica (quello sport olimpico che unisce sci di fondo e salto con gli sci e che fanno solo gli uomini). Anche nei 1.500 metri del pattinaggio di velocità l’Italia è andata tutto sommato bene. Daniele Di Stefano è arrivato quinto: è stato il miglior risultato della sua carriera, contando che di fronte a lui sono arrivati quattro pattinatori che hanno battuto in successione il precedente record olimpico.

Il risultato peggiore ottenuto dall’Italia, invece, è stato l’eliminazione dal torneo maschile di curling. Le serviva una vittoria contro la Svizzera per qualificarsi per le semifinali, e invece è arrivata una sconfitta per 9-5.

Per gli Stati Uniti è stata una bella giornata; anzi, una bella serata. Nell’ultima ora di gare, infatti, hanno vinto la medaglia d’oro nel torneo femminile di hockey (dopo 8 anni, contro gli storici rivali del Canada e in rimonta) e nell’individuale femminile del pattinaggio di figura (dopo 24 anni, con Alysa Liu). In questo modo, gli Stati Uniti hanno superato l’Italia nel medagliere e si sono messi al secondo posto.

È stata una bella giornata anche per la Spagna, che dopo più di 50 anni ha vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali, nello scialpinismo. Questo è stato l’unico sport esordiente di queste Olimpiadi ed è stato anche l’ultimo a cominciare. Nello scialpinismo non ci si limita a scendere con gli sci, ma si risale pure la montagna. Ci sono momenti in cui lo si fa con gli sci ai piedi, con particolari tessuti applicati sotto gli sci chiamati “pelli di foca” (anche se ora sono in tessuto sintetico), e altre in cui invece ci si mette gli sci in spalla e si sale a piedi. Nella gara di Bormio c’era un pezzo con scalini.

Infine, è andata bene anche alla nazionale maschile di curling della Gran Bretagna, che tornerà a giocare una finale olimpica dopo 104 anni, contro il Canada.

Liveblog

E buonanotte 😴

Anche questa giornata olimpica è finita, e insieme ad essa tutte le gare di pattinaggio di figura. Per chi tra di voi si fosse appassionato a questo sport, non disperatevi: sabato sera dalle 20 alle 22:30 ci sarà il Gala di chiusura, dove si esibiranno i migliori pattinatori di queste Olimpiadi (come il portentoso Ilia Malinin). Ci sarà anche Carolina Kostner, una delle più forti pattinatrici italiane di sempre. 

Il Post, invece, torna domattina con questo liveblog. Le gare iniziano attorno alle 10 (senza curling, che è una notizia) ma noi arriveremo un po’ prima per prepararvi alla terzultima giornata di gare. Oltre a questo live, per seguire le Olimpiadi ci sono la newsletter Doposcì e il podcast TieniMi Cortina. A domattina!

Una giornata senza medaglie per l’Italia, una serata molto bella per gli Stati Uniti

Il tredicesimo giorno di Olimpiadi è stato senza medaglie per gli atleti italiani, ma ce lo si aspettava. Il risultato migliore è stato il quarto posto nella sprint a squadre della combinata nordica (quello sport olimpico che unisce sci di fondo e salto con gli sci e che fanno solo gli uomini). Anche nei 1.500 metri del pattinaggio di velocità l’Italia è andata tutto sommato bene. Daniele Di Stefano è arrivato quinto: è stato il miglior risultato della sua carriera, contando che di fronte a lui sono arrivati quattro pattinatori che hanno battuto in successione il precedente record olimpico.

Il risultato peggiore ottenuto dall’Italia, invece, è stato l’eliminazione dal torneo maschile di curling. Le serviva una vittoria contro la Svizzera per qualificarsi per le semifinali, e invece è arrivata una sconfitta per 9-5.

Per gli Stati Uniti è stata una bella giornata; anzi, una bella serata. Nell’ultima ora di gare, infatti, hanno vinto la medaglia d’oro nel torneo femminile di hockey (dopo 8 anni, contro gli storici rivali del Canada e in rimonta) e nell’individuale femminile del pattinaggio di figura (dopo 24 anni, con Alysa Liu). In questo modo, gli Stati Uniti hanno superato l’Italia nel medagliere e si sono messi al secondo posto.

È stata una bella giornata anche per la Spagna, che dopo più di 50 anni ha vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali, nello scialpinismo. Questo è stato l’unico sport esordiente di queste Olimpiadi ed è stato anche l’ultimo a cominciare. Nello scialpinismo non ci si limita a scendere con gli sci, ma si risale pure la montagna. Ci sono momenti in cui lo si fa con gli sci ai piedi, con particolari tessuti applicati sotto gli sci chiamati “pelli di foca” (anche se ora sono in tessuto sintetico), e altre in cui invece ci si mette gli sci in spalla e si sale a piedi. Nella gara di Bormio c’era un pezzo con scalini.

Infine, è andata bene anche alla nazionale maschile di curling della Gran Bretagna, che tornerà a giocare una finale olimpica dopo 104 anni, contro il Canada.

La statunitense Alysa Liu ha vinto la medaglia d’oro nel pattinaggio di figura

Era una delle pattinatrici più attese e l’unica che ha eseguito al meglio delle sue possibilità sia il programma corto (quello fatto martedì, più breve e con più elementi tecnici obbligatori) sia quello libero (più lungo e con meno elementi obbligatori). Si è confermata la pattinatrice di figura più forte del mondo: quest’anno, infatti, aveva già vinto i Mondiali e la finale del Grand Prix, una delle competizioni più importanti di questo sport. 

Alysa Liu dopo aver ricevuto l’altissimo punteggio di stasera (Matthew Stockman/Getty Images)

Su Liu c’era un’enorme attenzione mediatica, ma a differenza di altri pattinatori statunitensi è riuscita a reggerla. La sua, poi, è una storia davvero eccezionale: si era ritirata a 16 anni e aveva ripreso ad allenarsi solo a fine 2024. Nessuno si aspettava tutte queste vittorie. Liu, poi, fa parte del seguitissimo gruppo delle Blade Angels, il trio formato da lei e altre due fortissime pattinatrici statunitensi (Isabeau Levito e Amber Glenn, che però hanno fatto delle Olimpiadi sottotono). 

Al secondo posto è arrivata la 25enne giapponese Kaori Sakamoto, all’ultima occasione per vincere un oro. Era l’unica cosa che le mancava e quando ha capito di non avercela fatta si è messa a piangere. Era invece contentissima la sua connazionale 17enne Ami Nakai, che ha vinto il bronzo (la sua prima, inaspettata medaglia olimpica).

Kaori Sakamoto non ce l’ha fatta

L’attesa pattinatrice giapponese, che ha già deciso di ritirarsi, aveva l’ultima occasione per vincere un oro. Ma ha ripetuto due volte lo stesso salto, cosa che le ha fatto perdere qualche punto in un’esibizione comunque di altissimo livello tecnico: il suo programma libero ha fatto 147,67 punti per un totale di 224,90.

Non è riuscita a superare la statunitense Alysa Liu, che al momento è prima. Ma manca ancora la 17enne Ami Nakai.

Alysa Liu ha fatto una delle migliori esibizioni della sua carriera

La pattinatrice statunitense si è messa temporaneamente al primo posto, avendo ottenuto un punteggio – altissimo – di 150,20 punti nel suo programma libero, per un totale di 226,79. Mancano ancora le due fortissime giapponesi Kaori Sakamoto e Ami Nakai, ma Liu vincerà almeno il bronzo.

La sua è stata un’esibizione molto brillante e bella da vedere, accompagnata dalla canzone MacArthur Park Suite di Donna Summer.

(Matthew Stockman/Getty Images)

Il gol con cui gli Stati Uniti hanno vinto la finale del torneo femminile di hockey contro il Canada

Quello del 2-1, segnato da Megan Keller ai supplementari (dove vinceva chi segnava per primo) e che probabilmente rimarrà nella storia delle Olimpiadi invernali.

La finale del torneo maschile di curling sarà Gran Bretagna-Canada

Si gioca sabato alle 19:05. Il Canada, che ci arriva dopo aver vinto una partita ai supplementari contro la Norvegia, ha già vinto il torneo maschile nel 2006, nel 2010 e nel 2014. La Gran Bretagna, invece, non ci riesce da cent’anni: l’ultima volta era il 1924, ai Giochi olimpici invernali di Chamonix.

Eccola, l’ultima squadra britannica che vinse il torneo olimpico maschile di curling (Topical Press Agency/Hulton Archive/Getty Images)

Anche nel curling una partita è andata ai supplementari

È successo nella semifinale del torneo maschile tra Norvegia e Canada, che dopo i dieci end (o mani) regolamentari era finita 4-4.

L’altra semifinale, quella tra Svizzera e Gran Bretagna, è stata vinta da quest’ultima 8-5. La Gran Bretagna è la squadra che ha vinto la medaglia d’argento alle scorse Olimpiadi. 

A Kaori Sakamoto manca solo l’oro olimpico, ed è l’ultima occasione

Quella di stasera sarà l’ultima gara olimpica della 25enne giapponese Kaori Sakamoto, fortissima atleta di pattinaggio di figura che si ritirerà alla fine di questa stagione. È stata la prima atleta in quasi sessant’anni a vincere tre volte consecutivamente i Mondiali tra 2022 e 2024 e alle Olimpiadi ha già vinto due medaglie d’argento (nella gara a squadre del 2022 e di quest’anno) e un bronzo (nella gara individuale del 2022).

Sakamoto durante l’esibizione di martedì (Steve Christo – Corbis/Corbis via Getty Images)

Le manca solo un oro olimpico da vincere, insomma. Ma deve fare i conti con la statunitense Alysa Liu e la giapponese Ami Nakai. Liu si era ritirata a soli 16 anni: a fine 2024 aveva ripreso ad allenarsi ad alto livello e gareggiare, e nel 2025 ha vinto contro ogni aspettativa i Mondiali, proprio contro Sakamoto. La 17enne Ami Nakai, invece, è la grande sorpresa di queste Olimpiadi, essendo finita al primo posto del programma corto, proprio davanti a Sakamoto e Liu.

Sakamoto, Liu e Nakai saranno le ultime tre ad esibirsi.

Ora si fa sul serio nel pattinaggio di figura

Alla Milano Ice Skating Arena hanno iniziato a gareggiare le ultime sei pattinatrici, che sono anche le più forti del torneo. Tra queste ci sono la statunitense Alysa Liu e le giapponesi Kaori Sakamoto e Ami Nakai, che sono arrivate rispettivamente terza, seconda e prima nel programma corto.

Gli Stati Uniti hanno vinto l’oro nel torneo femminile di hockey

Battendo il Canada 2-1 in una finale che è stata molto più complicata del previsto, che è finita ai supplementari. Il gol della vittoria è stato fatto da Megan Keller, che ha fatto una grande finta e un tiro altrettanto bello, deviato in porta dalla portiera canadese.

Il momento del gol (Bruce Bennett/Getty Images)

Era dal 2018 che gli Stati Uniti non vincevano un oro nel torneo olimpico femminile. Questa volta erano arrivati alla finale da strafavoriti, avendo vinto tutte le partite precedenti segnando 5 o 6 gol. Eppure si sono trovati a giocare una partita complicatissima: il Canada ha segnato il gol del vantaggio all’inizio del secondo periodo (su tre) mentre era in inferiorità numerica e gli Stati Uniti sono riusciti a pareggiare solo a due minuti dalla fine della partita, mandandola all’overtime.

È andata male a un’altra pattinatrice statunitense, nel pattinaggio di figura

Cioè la 18enne Isabeau Levito, che fa parte del seguitissimo trio di pattinatrici statunitensi chiamate Blade Angels. È caduta durante la finale della gara individuale femminile e ha perso parecchie posizioni. Da lei ci si aspettava una medaglia, ma ora non potrà più vincerla: finirà ben sotto la sesta posizione. 

È già la terza volta che un atleta statunitense molto atteso nel pattinaggio di figura delude le aspettative: nella gara individuale maschile è successo a Ilia Malinin, che non è nemmeno arrivato sul podio; e nella gara femminile era già successo ad Amber Glenn, un’altra delle Blade Angels, nel programma corto (la prima parte della gara individuale femminile).

Glenn, però, si è rifatta nel programma lungo di stasera e ha recuperato già molte posizioni. Per ora è prima, ma mancano le sei pattinatrici più forti, tra cui Alysa Liu. È la terza e ultima delle Blade Angels, e l’unica che può ancora puntare a una medaglia d’oro.

A Livigno c’è stata una brutta caduta stasera, ma pare tutto ok

Durante la seconda e ultima manche di qualificazione dell’halfpipe femminile nello sci acrobatico, la canadese Cassie Sharpe è caduta molto male. Sembrava incapace di muoversi, così lo staff medico l’ha soccorsa e l’ha trasportata su una barella. Da lì, però, ha salutato il pubblico e mandato baci, dando a intendere che stesse meglio.

Sharpe aveva disputato una prima manche eccellente e si è comunque qualificata per la finale di sabato sera, ma al momento non è chiaro se riuscirà a prenderne parte.

(AP Photo/Gregory Bull)

La finale del torneo femminile di hockey andrà all’overtime

Canada-Stati Uniti è finita 1-1, grazie a un insperato gol statunitense a due minuti dalla fine, e andrà ai supplementari. La pausa non sarà di tre minuti come al solito, ma di diciotto (come se fosse un intervallo normale). Lo prevede il regolamento olimpico per la partita che vale la medaglia d’oro e serve anche per rifare il campo. 

In caso di parità nell’hockey infatti si gioca un overtime in 3 contro 3 (più un portiere per squadra) e vince chi segna per primo: è il meccanismo simile al golden gol nel calcio che viene chiamato “sudden death”, qualcosa come “morte improvvisa”.

Gli Stati Uniti hanno pareggiato a due minuti dalla fine

Nella finale del torneo femminile di hockey contro il Canada, che fino ad adesso stava clamorosamente vincendo 1-0. Ha fatto gol Hilary Knight. 

(Gregory Shamus/Getty Images)

Cos’è il power play nell’hockey su ghiaccio

Cioè la “condizione” in cui ha appena giocato il Canada contro gli Stati Uniti, nella finale del torneo femminile.

Il power play è una situazione di superiorità numerica, solitamente 5 contro 4, che si verifica quando un giocatore avversario viene punito e mandato in panchina per un tempo tra i 2 e i 5 minuti. La squadra in power play, di solito, sfrutta questo vantaggio per cercare di fare gol: il Canada, che sta vincendo 1-0, ci ha provato senza successo.

Alla fine Eileen Gu è riuscita a qualificarsi alla finale dell’halfpipe, nello sci acrobatico

La fortissima e attesissima sciatrice cinese si è infine qualificata alla finale di sabato sera. È una notizia, perché nella prima delle due manche Gu – che è anche la campionessa olimpica in carica – era caduta. Le era quindi rimasta una sola altra occasione per passare alla finale, con tutta la tensione che questa cosa comportava.  

Nella seconda manche, Gu è riuscita a fare un punteggio di 86,50. Dato che nell’halfpipe si tiene conto solo della manche migliore, è riuscita a finire al quinto posto e a passare il turno. Si qualificavano infatti le migliori 12 sciatrici, su 21 partecipanti. 

Il disco dell’hockey su ghiaccio può essere mooolto veloce

Se state guardando la finale del torneo femminile tra Canada e Stati Uniti e non riuscite sempre a tenere sott’occhio il disco nero con cui stanno giocando, è normale. Un disco da hockey, o puck, può superare i 160 chilometri orari. Per fare un confronto, è più veloce di un bob a quattro, la slitta della cosiddetta “Formula 1 del ghiaccio” che raggiunge anche i 150 chilometri orari.

Nel video qui sotto potete vedere il punto di vista del portiere, quando gli arrivano dei tiri che aumentano sempre più di velocità, passando progressivamente da circa 64 chilometri orari fino a oltre 145.

Per una volta, Amber Glenn ha rispettato le aspettative

La forte e attesa pattinatrice statunitense, che finora aveva fatto solo esibizioni deludenti, ha fatto una gara quasi perfetta e ha totalizzato un punteggio di 147,52. Sommato al basso punteggio fatto martedì nel programma corto, arriva a 214,91 punti: non sarà abbastanza per una medaglia, ma probabilmente le permetterà di risalire molte posizioni. Per ora è prima, ma mancano ancora 12 atlete.

Tra le altre cose, Glenn è riuscita a completare un triplo Axel (il salto più difficile nelle gare femminili): è l’unica, per ora, ad avercela fatta sia martedì sia oggi.