Stasera c’è Canada-Bosnia Erzegovina ai Mondiali di calcio

Alle 21, mentre alle 3 di notte italiane gli Stati Uniti giocheranno la loro prima partita del torneo contro il Paraguay

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(Julian Finney -FIFA via Getty Images)

I Mondiali maschili di calcio si giocano in Canada, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno al 19 luglio; al Post li seguiamo anche con questo liveblog, e cliccando qui potete vedere tutti i risultati delle partite, il calendario e le classifiche.

Liveblog

Anche il Canada ha i suoi ultras

Sono i “The Voyageurs”, che esistono dal 1996 e che per un po’ organizzarono pure un loro trofeo. È raro che una nazionale di calcio abbia i propri ultras (cioè un tifo organizzato), ma abbiamo scritto “anche” perché pure la Bosnia Erzegovina ha i suoi – i BHFanaticos.

E si sono già messi in marcia verso lo stadio.

I tifosi della Bosnia Erzegovina si fanno sentire, a Toronto

Dove stasera si giocherà la prima partita di questi Mondiali in Canada, uno dei tre paesi ospitanti insieme al Messico (che ha giocato e vinto ieri sera, contro il Sudafrica) e agli Stati Uniti (che giocheranno stanotte alle 3 italiane, contro il Paraguay).

Le bandiere che vedete qui sopra, con uno scudo con gigli dorati in campo blu e una banda bianca, sono diverse da quella ufficiale della Bosnia Erzegovina.

Questa bandiera è ispirata allo stemma di alcuni re medievali bosniaci e fu la bandiera che la Bosnia Erzegovina adottò nel 1992. Ma dato che era troppo rappresentativa di uno solo dei tre grandi gruppi nazionali del paese – i bosgnacchi, che, semplificando, sono i bosniaci musulmani e rappresentano la maggior parte dei tifosi della nazionale di calcio – fu abolita e sostituita con quella attuale.

Che stile la Repubblica Democratica del Congo

La nazionale africana è arrivata a Houston, in Texas, in grande stile. Qualcuno potrebbe dire: “aura”. Houston sarà la sua sede per questi Mondiali, cioè il posto dove i calciatori congolesi staranno per la maggior parte del tempo.

Questi vestiti leopardati non sono stati scelti a caso. Servono a celebrare il ritorno della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali dopo 52 anni e a ricordare un momento storico della nazionale. Nel 1968, infatti, la squadra vinse la sua prima Coppa d’Africa e i giocatori si presentarono dal presidente Mobutu Sese Seko indossando un cappello in pelle di leopardo (che lo stesso Sese Seko indossava spesso). “I leopardi” è anche il soprannome di questa nazionale. 

La Repubblica Democratica del Congo gioca nel girone K. La sua prima partita sarà proprio a Houston, il 17 giugno, contro il Portogallo dell’atteso Cristiano Ronaldo. Poi giocherà in Messico, a Guadalajara, contro la Colombia; e infine ad Atlanta, di nuovo negli Stati Uniti, contro l’Uzbekistan.

Non c’è pace per l’Italia in questi Mondiali

Oggi è un giorno un po’ amaro, per i tifosi dell’Italia. La partita di stasera alle 21 (ora italiana) tra Canada e Bosnia Erzegovina sarebbe stata la prima della Nazionale in questi Mondiali, se solo fosse riuscita a battere la stessa Bosnia Erzegovina agli spareggi di fine marzo. Il girone B, quello in cui sarebbe capitata, è pure agile e avrebbe dato l’occasione all’Italia di tornare a una fase finale di un Mondiale per la prima volta dal 2006.

Insomma, è un periodaccio per la Nazionale, se non per tutto il calcio italiano; e per molti tifosi e appassionati è difficile scherzarci su. Ma non per il presidente della FIFA Gianni Infantino, a quanto pare. Durante un’intervista a una televisione brasiliana ha detto:

Abbiamo già discusso la possibilità di un Mondiale a 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione a 48 squadre. Forse l’Italia si qualificherebbe con 64 partecipanti… E potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica.

Quest’ultimo è un numero esagerato, evidentemente ironico, visto che le federazioni nazionali di calcio nel mondo sono in tutto 211.

Gianni Infantino (AP Photo/Tony Gutierrez)

Infantino aveva già fatto una battuta simile nel 2019, quando si parlava di allargare il Mondiale a 48 squadre. La Nazionale, però, non ce l’ha fatta neanche con così tanti posti.

Sono anni, lustri, decenni che si gioca a calcio negli Stati Uniti

Il gioco del calcio ha una lunga storia, anche negli Stati Uniti. Dai Giochi Olimpici estivi di St. Louis, nel 1904, ai giorni nostri, con Lionel Messi che gioca dal 2023 nella squadra di Miami, lo sviluppo del calcio negli Stati Uniti è stato notevole. E anche qui c’è-molta-Italia: negli anni Sessanta, per esempio, la squadra di calcio del Cagliari si trasferì a Chicago per giocare dodici bizzarre partite.

Facciamoci un giro a vedere l’hockey su ghiaccio

Dev’essere quello che hanno pensato, più o meno, i giocatori della nazionale di calcio della Norvegia ieri sera. Erling Haaland, uno degli attaccanti più forti al mondo, e alcuni compagni di squadra sono andati a vedere gara-5 della serie finale della NHL tra Carolina Hurricanes e Vegas Golden Knights.

Hanno potuto farlo perché il loro esordio al Mondiale è solo tra qualche giorno e si stanno allenando a Greensboro, in North Carolina. Gli Hurricanes giocano a Raleigh, sempre in North Carolina, a circa un’ora di distanza.

La NHL è il campionato nordamericano di hockey su ghiaccio, il più competitivo al mondo. Nella serie finale vince chi arriva per primo a 4 partite vinte: Hurricanes e Golden Knights erano sul 2-2. In gara-5 Carolina ha vinto e quindi può chiudere i conti – e sollevare l’enorme trofeo, la Stanley Cup – già in gara-6, che si giocherà però a Las Vegas.

La Norvegia, invece, giocherà tutte e tre le partite del girone I (che comprende anche Francia, Senegal e Iraq) a Foxborough, nel Massachusetts, ovvero a circa 1.200 chilometri da Greensboro.

Caffè?

Potremmo farcene offrire un paio dai tifosi della Bosnia-Erzegovina, magari senza tornare su cos’è successo a marzo. Quella che hanno portato negli Stati Uniti è la caffettiera più grande al mondo, dice il Guinness World Records. Col suo caffè può riempire circa 8.000 tazzine.

Al momento si trova a St. Louis, in Missouri, dove la squadra sta preparando il Mondiale (e il rapporto con la città è particolarmente positivo). I tifosi bosniaci la considerano una sorta di talismano e la porteranno in giro con loro, nelle varie città in cui giocherà la nazionale bosniaca: Toronto (Ontario, Canada), Inglewood (California, Stati Uniti) e Seattle (Washington, Stati Uniti) per le tre partite del girone.

La nazionale bosniaca debutterà stasera, in casa del Canada. Qui invece potete vedere la caffettiera gigante all’opera.

Colpi in testa, colpi di testa: l’ultimo numero della newsletter “Post Partita”

L’attaccante Raúl Jiménez ha segnato ieri il gol del 2-0 nella convincente vittoria del Messico contro il Sudafrica. Per Jiménez, 35 anni, era il 46esimo gol con la nazionale, il primo in un Mondiale, festeggiato con una comprensibile commozione, considerando il contesto e i suoi trascorsi.

«Jiménez non avrebbe dovuto guidare l’attacco del Messico. Non avrebbe dovuto segnare il suo gol più importante. Non dovrebbe nemmeno giocare a calcio, e probabilmente non dovrebbe essere ancora vivo», ha scritto The Athletic.

Abbiamo parlato della storia di Jiménez, e di come l’amministrazione Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino stiano facendo di tutto per farci odiare questi Mondiali, nell’ultimo numero di Post Partita, la newsletter del Post sui Mondiali, che potete leggere qui sotto, se non vi siete ancora iscritti (ma vi siete iscritti, vero?)

Quanta gente ha visto la partita di ieri sera in televisione, in Italia?

Parecchia, soprattutto considerando che Messico e Sudafrica non erano proprio le due squadre più attese. Su Rai 1 la partita ha avuto 4 milioni e 758mila spettatori, con uno share del 27,1 per cento.

A questi bisogna aggiungere quelli che l’hanno guardata su DAZN, che invece non condivide i dati sulle visioni delle singole partite.

Ecco dove avevamo già visto quel balletto

Dopo aver segnato il primo gol dei Mondiali 2026, l’attaccante messicano Julián Quiñones ha abbracciato i compagni di squadra, e poi si è messo a ballare. 

A tanti spettatori l’esultanza di Quiñones ha ricordato quella che il sudafricano Siphiwe Tshabalala fece dopo aver segnato il primo gol dei Mondiali del 2010. Anche in quella edizione dei Mondiali la prima partita fu Messico-Sudafrica e Tshabalala fece un gol molto bello e significativo, grazie a un tiro potente sotto la traversa.

Esattamente a 16 anni di distanza (entrambe le partite sono state giocate l’11 giugno), Quiñones ha segnato un gol meno bello esteticamente, ma importante per il Messico: per la prima volta dopo 5 sconfitte e 2 pareggi, la nazionale messicana è riuscita a vincere la partita inaugurale di un Mondiale. 

«Atakerer namber ileven»

Ovvero il primo momento-meme dei Mondiali: arriva dai minuti finali di Messico-Sudafrica. L’arbitro brasiliano Wilton Pereira Sampaio è andato al VAR, come si dice in gergo, ovvero ha guardato il replay di un’azione da bordocampo con l’aiuto del Video Assistant Referee, per decidere se espellere o meno un giocatore del Sudafrica.

Quando ha annunciato l’espulsione dell’«atakerer namber ileven», cioè il giocatore con la maglia numero 11 del Sudafrica, Themba Zwane, lo ha fatto in un inglese che ha lasciato perplessi diversi giocatori del Sudafrica. 

Wilton Pereira Sampaio ha 44 anni ed è uno degli arbitri più quotati del Sudamerica. Agli scorsi Mondiali, in Qatar, ha arbitrato quattro partite, tra cui il quarto di finale tra Inghilterra e Francia.

Serve un quinto per il calcetto?

Ieri a guardare Messico-Sudafrica allo stadio Azteca c’erano, tra gli altri, Roberto Baggio, Marcos Cafù e Roberto Carlos.

Il quarto è Mattias Grafström, segretario generale della FIFA; se mancasse un quinto per un calcetto, noi ci proponiamo, ci va bene pure giocare in porta!

Quindi questa Corea del Sud gioca bene per davvero

Tra le squadre di buon livello ma non favorite per la vittoria finale, la Corea del Sud era considerata da tanti come una delle possibili sorprese. E una delle squadre dallo stile di gioco più peculiare e divertente: fatto di molti passaggi, grande organizzazione tattica e movimenti studiati dei vari giocatori.

È raro vedere un’organizzazione del genere in una nazionale: al contrario di ciò che avviene nei vari club, gli allenatori delle nazionali hanno poco tempo per studiare schemi e tattiche complesse. Le nazionali, quindi, spesso preferiscono giocare in maniera essenziale e con pochi fronzoli.

La Corea del Sud, invece, è una squadra coesa e dinamica, con qualche individualità notevole: nella prima partita si sono fatti notare soprattutto Lee Kang-in (attaccante del Paris Saint-Germain) e Hwang In-Beom (centrocampista del Feyenoord). Contro la Cechia, battuta in rimonta per 2-1, ha tenuto molto il pallone e ha tirato verso la porta molto più degli avversari (15 volte contro 8).

La squadra è allenata da Hong Myung-bo, ex calciatore: era uno dei difensori della Corea del Sud che batté l’Italia negli ottavi di finale dei Mondiali del 2002.

 

Quei seggiolini vuoti allo stadio

Corea del Sud-Cechia si è giocata allo stadio Akron di Zapopan, nell’area metropolitana di Guadalajara, in Messico. Dalle immagini televisive pareva ci fossero parecchi posti vuoti, soprattutto nelle prime file.

The Athletic ha scritto che «un buon numero di posti vuoti sembravano essere nell’hospitality, dove i biglietti costavano oltre 5mila dollari». Quelli più economici, in altre zone dello stadio, costavano 400 dollari (circa 345 euro).

Ufficialmente la FIFA ha detto che sono stati venduti 44.985 biglietti su 45.664, ma interpellata da The Athletic non ha specificato se effettivamente siano entrate allo stadio tutte quelle persone.

Le macchie rosse sullo sfondo non sono tifosi della Corea del Sud, ma seggiolini vuoti (Julian Finney – FIFA via Getty Images)

In un universo parallelo

Se le cose fossero andate diversamente, oggi ci saremmo svegliati con un po’ di tensione ed entusiasmo per il ritorno dell’Italia ai Mondiali dopo 12 anni. E invece ci tocca aspettarne (almeno!) altri quattro, e stasera alle 21 guardare Canada-Bosnia Erzegovina.

Sarà comunque una partita interessante, che seguiremo qui sul liveblog. Ci tiene soprattutto un nostro redattore che ha vissuto per 13 anni a Sarajevo e che lo scorso 31 marzo, sotto sotto, ha tifato Bosnia Erzegovina sin dall’inizio.

Questo è “il cigno di Sarajevo” Edin Dzeko, che a 40 anni giocherà il suo secondo Mondiale dopo quello del 2014, e che vi giudica se non guarderete il suo esordio stasera (Photo by Patrick Smith – FIFA via Getty Images)

La vittoria in rimonta della Corea del Sud

È appena finita Corea del Sud-Cechia, e hanno vinto 2-1 i coreani, meritatamente e in rimonta. La Cechia aveva segnato il gol del vantaggio al 59esimo di fatto al primo tiro in porta, un colpo di testa di Ladislav Krejci su una rimessa laterale di un compagno.

Tra il 67esimo e l’80esimo la Corea del Sud ha rimontato con i gol di Hwang In-beom e Oh Hyeon-gyu, raggiungendo il Messico al primo posto del girone A.

Il tiro con cui Hwang In-beom ha segnato il gol del pareggio (AP Photo/Matias Delacroix)

Buonanotte 😴

Un altro modo per arrivare a Cechia-Corea del Sud è fare un sonnellino.  

Su questi canali, comunque, ci risentiamo domattina. E tra le 8 e le 8:30 circa vi arriverà anche Post Partita, la newsletter gratuita del Post su questi smisurati Mondiali di calcio. Se non siete ancora iscritti, potete farlo qui

Viva el fútbol! 🇲🇽

Qualche consiglio per arrivare alle quattro di notte

Qualche consiglio per arrivare a Cechia-Corea del Sud senza annoiarsi:

  • Recuperare tutto quello che è successo nel resto del mondo, leggendo il Post e le sue newsletter che vi siete persi
  • Aspettare che escano gli highlights della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, e riguardarli attentamente un paio di volte – per arrivare preparati alle prossime partite delle due squadre
  • Riguardare tutta la partita dell’incredibile rimonta che ieri notte i New York Knicks hanno completato contro i San Antonio Spurs, durante le finali dell’NBA (il campionato di basket nordamericano)