Sono iniziati i Mondiali di calcio

Il Messico sta vincendo 2-0 la partita inaugurale contro il Sudafrica, nello storico stadio Azteca di Città del Messico

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L'attaccante messicano Julián Quiñones festeggia il gol dell'1-0 contro il Sudafrica (AP Photo/Natacha Pisarenko)

I Mondiali maschili di calcio si giocano in Canada, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno al 19 luglio; al Post li seguiamo anche con questo liveblog, e cliccando qui potete vedere tutti i risultati delle partite, il calendario e le classifiche.

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Per l’osservatorio “cibo degli stadi dei Mondiali”

Qualche ora fa vi abbiamo fatto vedere il pollo con waffle, una delle delizie (si fa per dire) che si possono acquistare e mangiare allo stadio Azteca, dove si sta giocando adesso Messico-Sudafrica.

Ne abbiamo scovata un’altra, un pelino più costosa ma meno assurda: i tacos.

È il momento del giovanissimo Gilberto Mora

A 17 anni e 8 mesi, è il calciatore più giovane di questi Mondiali ed è entrato da qualche minuto per il Messico. È un trequartista (un giocatore a metà tra il centrocampista e l’attaccante) alto 1,68 metri, molto tecnico e creativo.

Gilberto Mora ieri, durante un riscaldamento (AP Photo/Fernando Llano)

Gioca ancora nel campionato messicano, con il Club Tijuana, e viene descritto come un calciatore abile e rapido nel leggere il gioco in anticipo, nel muoversi tra centrocampo e attacco e nel creare azioni da gol con i suoi dribbling e i suoi passaggi.

Chissà se riuscirà a fare la differenza anche lui, con il suo talento e la sua sfrontatezza; soprattutto ora che il Messico sta giocando con una certa leggerezza, essendo in vantaggio 2-0.

Il Messico ha raddoppiato

Con Raúl Jiménez, di testa! Ora il Messico sta vincendo 2-0 contro il Sudafrica, ed è vicinissimo al suo primo successo in una partita d’esordio al Mondiale. Prima di questa ne aveva giocate sette, senza vincere mai.

Ora cooling break, cioè una breve pausa obbligatoria per idratarsi, e poi si riparte.

Cartellino rosso per il Sudafrica 😬

Che ha iniziato il secondo tempo peggio di come aveva giocato il primo. È stato espulso Sphephelo “Yaya” Sithole, per un brutto fallo sul limite dell’area avversaria. Il cartellino rosso è stato praticamente automatico, perché con il suo fallo ha interrotto volontariamente una chiara occasione da gol.

E dire che il Guardian, nella sua guida su tutti i 1.248 calciatori del Mondiale, lo descriveva così:

Soprannominato “Yaya”, Sithole è un centrocampista grande, potente e composto – ma a differenza del grande ivoriano Yaya Touré è più un giocatore pragmatico, orientato alla fase difensiva. 

Le statistiche di Sithole per questa partita sono le seguenti: 4 palle perse, 3 falli commessi e 1 duello vinto su 7.

Perché c’è un giocatore del Messico che gioca con la testa fasciata?

È l’attaccante Raúl Jiménez, che indossa una protezione intorno alla testa per un gravissimo infortunio, che subì nel 2020. Durante una partita del campionato di calcio inglese tra Wolverhampton (la squadra per cui giocava) e Arsenal, si fratturò il cranio dopo essersi scontrato con David Luiz e rischiò di morire per una emorragia cerebrale. 

Il messicano Raúl Jiménez, a sinistra, salta insieme al sudafricano Ime Okon, a destra (AP Photo/Natacha Pisarenko)

Tornò a giocare meno di un anno dopo, ma a livelli molto più bassi. Sembrava aver ormai perso fiducia, e la fascia protettiva sulla testa influiva sulla precisione dei suoi colpi di testa: una mossa piuttosto importante, per un attaccante. 

Negli ultimi due anni, passati nella squadra inglese del Fulham, è però tornato a buoni livelli: ha ripreso a fare tanti gol e ad avere fiducia nel proprio modo di giocare, nonostante la protezione sulla testa, tanto da guadagnarsi un posto da titolare nella prima partita di questi Mondiali. 

Si riparte! 🇲🇽🇿🇦

È iniziato da pochi secondi il secondo tempo tra Messico e Sudafrica, e il Messico è già andato vicinissimo al due a zero – per l’ennesimo, grossolano errore difensivo del Sudafrica.

Se volete fare quelli che ne sanno con gli amici

Finora il Sudafrica ha tirato esattamente zero volte verso la porta del Messico. Uno dei pochi giocatori che potrebbe dare qualche problema alla difesa messicana si chiama Relebohile Mofokeng, e al momento siede in panchina.

Mofokeng ha 21 anni, gioca per gli Orlando Pirates di Soweto e da un paio d’anni è uno dei migliori giocatori della Serie A sudafricana. Gioca un po’ in tutti i ruoli dell’attacco, è molto veloce e ha un controllo di palla fuori scala per il campionato sudafricano. Su YouTube i titoli delle compilation delle sue giocate contengono l’emoji del diamante. «Mi piace molto, un giorno andrà in Europa», ha detto di lui l’allenatore del Messico, Javier Aguirre.

Visto l’andazzo della partita – il Messico è più volte andato vicino a segnare il secondo gol – siamo abbastanza sicuri che Mofokeng entrerà nel secondo tempo.

Relebohile Mofokeng durante un recente allenamento con la nazionale sudafricana (Oscar Fuentes/Jam Media/Getty Images)

È finito il primo tempo di Messico-Sudafrica: 1-0

Nonostante le tante occasioni (e pure un palo) il Messico non è riuscito ad andare oltre l’uno a zero contro il Sudafrica. 

Che storia, quella degli allenatori di Messico e Sudafrica

L’allenatore del Messico, il messicano Javier Aguirre, e quello del Sudafrica, il belga Hugo Broos, si sono già incontrati allo stadio Azteca di Città del Messico – quarant’anni fa.

Erano i Mondiali del 1986, si giocava Messico-Belgio ed entrambi facevano i calciatori. Vinse il Messico, per 2 a 1. 

Il primo arbitro di questi Mondiali

È il brasiliano Wilton Sampaio, tra i più esperti arbitri dell’America del Sud. Ha già diretto quattro partite dello scorso Mondiale, la più importante delle quali fu il quarto di finale tra Inghilterra e Francia, vinto da quest’ultima.

Sampaio è solo uno dei 52 arbitri internazionali che sono stati chiamati per questi Mondiali, da 50 paesi diversi affiliati alla FIFA. Tra questi c’è anche l’italiano Maurizio Mariani, della sezione di Roma.

Sampaio durante una partita del campionato di calcio brasiliano, 3 maggio 2026 (Ruano Carneiro/Getty Images)

Oltre ai 52 arbitri, ci saranno anche 88 assistenti (tra cui gli italiani Daniele Bindoni e Alberto Tegoni) e 30 addetti al VAR (tra cui l’italiano Marco Di Bello, che già stasera si occuperà della partita tra Cechia e Corea del Sud).

Gli assistenti sono i guardalinee e il cosiddetto quarto uomo, quello che tra le altre cose gestisce le sostituzioni e mostra i minuti di recupero con la sua lavagnetta elettronica. Il VAR, invece, è il sistema che prevede la presenza di un altro arbitro in una sala video che può rivedere le azioni al rallentatore, da varie angolazioni, e richiamare l’arbitro di campo quando pensa che possa aver preso una decisione sbagliata in situazioni determinanti.

«Con questa difesa potrebbe segnare pure el bebote»

È il commento di uno dei giornalisti del Post che stanno seguendo questa partita, sulla difesa del Sudafrica in evidente difficoltà.

“El bebote” è il soprannome del messicano Santiago Gimenez, l’attaccante del Milan che quest’anno non ha fatto nemmeno un gol in Serie A, e in generale non segna dallo scorso settembre. Questa sera, senza tante sorprese, è partito dalla panchina. 

Chi è Julián Quiñones, il primo marcatore dei Mondiali 2026

È un attaccante di 29 anni dell’Al-Qadsiah, una squadra saudita. Ha però giocato la gran parte della sua carriera in Messico, dove si è distinto come un centravanti (l’attaccante che gioca più vicino alla porta avversaria) potente e arrembante. Una volta disse che gli piace «lottare per ogni pallone».

Julián Andrés Quiñones (Molly Darlington – FIFA/FIFA via Getty Images)

Le nuove regole

Da questi Mondiali in poi, l’IFAB – l’organo che stabilisce modifiche e innovazioni alle regole del calcio a livello internazionale – implementerà alcune nuove regole.

Sono queste, in breve (qui in lungo):

  1. Il VAR potrà verificare ogni decisione che porta a un calcio d’angolo o a un secondo cartellino giallo, e quindi all’espulsione (prima poteva solo con un cartellino rosso diretto);
  2. Il VAR potrà intervenire più di prima se nota un fallo prima che venga battuto un calcio d’angolo, una punizione o un calcio di rigore. È considerata una misura per contenere le trattenute a gioco fermo, per esempio;
  3. Potrà essere espulso chi abbandona il campo per protestare contro una decisione arbitrale e chi si copre la bocca mentre discute;
  4. Scompariranno le pause per i trattamenti sanitari ai giocatori: dovranno essere curati fuori dal campo, e aspettare un minuto prima di rientrarvi. I portieri potranno ancora essere soccorsi in campo, e il gioco si fermerà: ma i giocatori dovranno restare in campo (prima invece andavano spesso in panchina per bere o ricevere indicazioni tattiche);
  5. Se entro cinque secondi non viene battuto un rinvio del portiere, l’arbitro può assegnare un calcio d’angolo alla squadra avversaria. Stessa cosa per le rimesse laterali: se un giocatore tarda troppo, si cambia squadra che rimette in gioco il pallone;
  6. Ciascun giocatore che viene sostituito deve lasciare il campo di gioco entro 10 secondi.

Un breve ripasso, per chi non lo sapesse: il VAR è il sistema che prevede la presenza di un altro arbitro in una sala video che può rivedere le azioni al rallentatore, da varie angolazioni, e richiamare l’arbitro di campo quando pensa che possa aver preso una decisione sbagliata in situazioni determinanti.

Sono ufficialmente iniziati i Mondiali di calcio 2026

È iniziata Messico-Sudafrica, la prima delle 104 partite di questi Mondiali di calcio.

E noi ci sentiamo come questo tifoso sudafricano (Jose Hernandez/Anadolu via Getty Images)

Sono entrate le squadre

La canzone di sottofondo è “Sirius” degli Alan Parsons Project, la stessa con cui entravano in campo gli Chicago Bulls di Michael Jordan – uno dei giocatori di basket più forti di tutti i tempi. Si partirà con l’inno del Sudafrica.

Avrete notato che in questi Mondiali il cerimoniale di inizio partita, quello in cui le squadre entrano in campo e cantano gli inni nazionali, è un po’ diverso dal solito. Entreranno in campo tutti i giocatori, anche quelli in panchina (cosa che prima non succedeva).

Anziché mettersi in fila di fronte a uno dei lati lunghi dello stadio, si schiereranno attorno al cerchio di centrocampo. Ai loro lati, ci saranno le enormi bandiere dei due paesi in campo.

Ma un italiano c’è lo stesso!

È Andrea Bocelli, che sta cantando “DNA”, una delle canzoni ufficiali di questi Mondiali, insieme alla cantante statunitense e sudcoreana Ejae.