Messico e Corea del Sud hanno vinto le prime due partite dei Mondiali

Hanno battuto rispettivamente Sudafrica e Cechia; stasera c'è Canada-Bosnia Erzegovina

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(Julian Finney -FIFA via Getty Images)

I Mondiali maschili di calcio si giocano in Canada, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno al 19 luglio; al Post li seguiamo anche con questo liveblog, e cliccando qui potete vedere tutti i risultati delle partite, il calendario e le classifiche.

Liveblog

Quanta gente ha visto la partita di ieri sera in televisione, in Italia?

Parecchia, soprattutto considerando che Messico e Sudafrica non erano proprio le due squadre più attese. Su Rai 1 la partita ha avuto 4 milioni e 758mila spettatori, con uno share del 27,1 per cento.

A questi bisogna aggiungere quelli che l’hanno guardata su DAZN, che invece non condivide i dati sulle visioni delle singole partite.

Ecco dove avevamo già visto quel balletto

Dopo aver segnato il primo gol dei Mondiali 2026, l’attaccante messicano Julián Quiñones ha abbracciato i compagni di squadra, e poi si è messo a ballare. 

A tanti spettatori l’esultanza di Quiñones ha ricordato quella che il sudafricano Siphiwe Tshabalala fece dopo aver segnato il primo gol dei Mondiali del 2010. Anche in quella edizione dei Mondiali la prima partita fu Messico-Sudafrica e Tshabalala fece un gol molto bello e significativo, grazie a un tiro potente sotto la traversa.

Esattamente a 16 anni di distanza (entrambe le partite sono state giocate l’11 giugno), Quiñones ha segnato un gol meno bello esteticamente, ma importante per il Messico: per la prima volta dopo 5 sconfitte e 2 pareggi, la nazionale messicana è riuscita a vincere la partita inaugurale di un Mondiale. 

«Atakerer namber ileven»

Ovvero il primo momento-meme dei Mondiali: arriva dai minuti finali di Messico-Sudafrica. L’arbitro brasiliano Wilton Pereira Sampaio è andato al VAR, come si dice in gergo, ovvero ha guardato il replay di un’azione da bordocampo con l’aiuto del Video Assistant Referee, per decidere se espellere o meno un giocatore del Sudafrica.

Quando ha annunciato l’espulsione dell’«atakerer namber ileven», cioè il giocatore con la maglia numero 11 del Sudafrica, Themba Zwane, lo ha fatto in un inglese che ha lasciato perplessi diversi giocatori del Sudafrica. 

Wilton Pereira Sampaio ha 44 anni ed è uno degli arbitri più quotati del Sudamerica. Agli scorsi Mondiali, in Qatar, ha arbitrato quattro partite, tra cui il quarto di finale tra Inghilterra e Francia.

Serve un quinto per il calcetto?

Ieri a guardare Messico-Sudafrica allo stadio Azteca c’erano, tra gli altri, Roberto Baggio, Marcos Cafù e Roberto Carlos.

Il quarto è Mattias Grafström, segretario generale della FIFA; se mancasse un quinto per un calcetto, noi ci proponiamo, ci va bene pure giocare in porta!

Quindi questa Corea del Sud gioca bene per davvero

Tra le squadre di buon livello ma non favorite per la vittoria finale, la Corea del Sud era considerata da tanti come una delle possibili sorprese. E una delle squadre dallo stile di gioco più peculiare e divertente: fatto di molti passaggi, grande organizzazione tattica e movimenti studiati dei vari giocatori.

È raro vedere un’organizzazione del genere in una nazionale: al contrario di ciò che avviene nei vari club, gli allenatori delle nazionali hanno poco tempo per studiare schemi e tattiche complesse. Le nazionali, quindi, spesso preferiscono giocare in maniera essenziale e con pochi fronzoli.

La Corea del Sud, invece, è una squadra coesa e dinamica, con qualche individualità notevole: nella prima partita si sono fatti notare soprattutto Lee Kang-in (attaccante del Paris Saint-Germain) e Hwang In-Beom (centrocampista del Feyenoord). Contro la Cechia, battuta in rimonta per 2-1, ha tenuto molto il pallone e ha tirato verso la porta molto più degli avversari (15 volte contro 8).

La squadra è allenata da Hong Myung-bo, ex calciatore: era uno dei difensori della Corea del Sud che batté l’Italia negli ottavi di finale dei Mondiali del 2002.

 

Quei seggiolini vuoti allo stadio

Corea del Sud-Cechia si è giocata allo stadio Akron di Zapopan, nell’area metropolitana di Guadalajara, in Messico. Dalle immagini televisive pareva ci fossero parecchi posti vuoti, soprattutto nelle prime file.

The Athletic ha scritto che «un buon numero di posti vuoti sembravano essere nell’hospitality, dove i biglietti costavano oltre 5mila dollari». Quelli più economici, in altre zone dello stadio, costavano 400 dollari (circa 345 euro).

Ufficialmente la FIFA ha detto che sono stati venduti 44.985 biglietti su 45.664, ma interpellata da The Athletic non ha specificato se effettivamente siano entrate allo stadio tutte quelle persone.

Le macchie rosse sullo sfondo non sono tifosi della Corea del Sud, ma seggiolini vuoti (Julian Finney – FIFA via Getty Images)

In un universo parallelo

Se le cose fossero andate diversamente, oggi ci saremmo svegliati con un po’ di tensione ed entusiasmo per il ritorno dell’Italia ai Mondiali dopo 12 anni. E invece ci tocca aspettarne (almeno!) altri quattro, e stasera alle 21 guardare Canada-Bosnia Erzegovina.

Sarà comunque una partita interessante, che seguiremo qui sul liveblog. Ci tiene soprattutto un nostro redattore che ha vissuto per 13 anni a Sarajevo e che lo scorso 31 marzo, sotto sotto, ha tifato Bosnia Erzegovina sin dall’inizio.

Questo è “il cigno di Sarajevo” Edin Dzeko, che a 40 anni giocherà il suo secondo Mondiale dopo quello del 2014, e che vi giudica se non guarderete il suo esordio stasera (Photo by Patrick Smith – FIFA via Getty Images)

La vittoria in rimonta della Corea del Sud

È appena finita Corea del Sud-Cechia, e hanno vinto 2-1 i coreani, meritatamente e in rimonta. La Cechia aveva segnato il gol del vantaggio al 59esimo di fatto al primo tiro in porta, un colpo di testa di Ladislav Krejci su una rimessa laterale di un compagno.

Tra il 67esimo e l’80esimo la Corea del Sud ha rimontato con i gol di Hwang In-beom e Oh Hyeon-gyu, raggiungendo il Messico al primo posto del girone A.

Il tiro con cui Hwang In-beom ha segnato il gol del pareggio (AP Photo/Matias Delacroix)

Buonanotte 😴

Un altro modo per arrivare a Cechia-Corea del Sud è fare un sonnellino.  

Su questi canali, comunque, ci risentiamo domattina. E tra le 8 e le 8:30 circa vi arriverà anche Post Partita, la newsletter gratuita del Post su questi smisurati Mondiali di calcio. Se non siete ancora iscritti, potete farlo qui

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Qualche consiglio per arrivare alle quattro di notte

Qualche consiglio per arrivare a Cechia-Corea del Sud senza annoiarsi:

  • Recuperare tutto quello che è successo nel resto del mondo, leggendo il Post e le sue newsletter che vi siete persi
  • Aspettare che escano gli highlights della partita inaugurale tra Messico e Sudafrica, e riguardarli attentamente un paio di volte – per arrivare preparati alle prossime partite delle due squadre
  • Riguardare tutta la partita dell’incredibile rimonta che ieri notte i New York Knicks hanno completato contro i San Antonio Spurs, durante le finali dell’NBA (il campionato di basket nordamericano)

Alle 4 c’è Cechia-Corea del Sud: breve guida per i notturni

Alle 4 inizia la seconda partita di questi Mondiali, tra Cechia e Corea del Sud. Sono le altre due squadre del girone A, insieme a Messico e Sudafrica. 

La Corea del Sud è la squadra un po’ più talentuosa del girone. Tra gli altri, ci giocano il fenomenale attaccante Heung-Min Son, ormai però a fine carriera, e il centrocampista Lee Kang-in, che ha da poco vinto la Champions League con il Paris Saint-Germain. La Corea del Sud è una squadra ben organizzata e veloce, e ci si aspetta che si contenderà il primo posto del girone A con il Messico.

La Cechia, invece, non è più la squadra forte di venti o trenta anni fa, quando era tra la più competitive d’Europa. È poco spettacolare, ma comunque molto fisica e molto alta e potrebbe comunque essere insidiosa. Nella Cechia, tra l’altro, gioca il 30enne Patrik Schick, un attaccante che tra 2016 e 2019 giocò in Serie A – prima nella Sampdoria, poi nella Roma.

Patrik Schick nel 2019, con la Roma (Danilo Di Giovanni/Soccrates/Getty Images)

Messico-Sudafrica 2-0

Il Messico, uno dei tre paesi ospitanti insieme a Stati Uniti e Canada, ha vinto 2-0 una partita poco entusiasmante contro il Sudafrica; soprattutto se la si mette a confronto con la sua omologa del 2010, quando il paese ospitante era l’altro. 

A suo modo, però, è stata una partita storica, visto che non c’erano mai stati così tanti cartellini rossi (due per il Sudafrica, uno per il Messico) in una partita inaugurale di un Mondiale. 

Per il Messico hanno segnato Julián Quiñones, al nono minuto, e Raúl Jiménez, al 67esimo minuto. Poco prima del 2-0, ha esordito nel Messico il giovanissimo Gilberto Mora: a 17 anni e 8 mesi, è il calciatore più giovane di questi Mondiali.

Raúl Jiménez festeggia il gol del 2-0 (AP Photo/Natacha Pisarenko)

🟥🟥🟥 E siamo a tre cartellini rossi

Questa volta, però, per il Messico. Il difensore César Montes è intervenuto in maniera piuttosto dura sul centrocampista sudafricano Khuliso Johnson Mudau, e ha preso un rosso per aver negato una chiara opportunità da gol (il cosiddetto “DOGSO”).

Non c’erano mai state tre espulsioni in una partita inaugurale dei Mondiali. 

🟥🟥 Secondo cartellino rosso per il Sudafrica

Dopo un controllo al VAR e un lento annuncio in inglese dell’arbitro brasiliano Wilton Sampaio, il centrocampista sudafricano Themba Zwane è stato espulso per aver colpito con il braccio sinistro Roberto Alvarado in faccia.

Ora il Sudafrica sta giocando in 9, contro 11. E sembra aver ormai perso il controllo della partita. 

Il primo controllo al VAR di questi Mondiali

Per un possibile cartellino rosso contro il Sudafrica: sarebbe il secondo. 

Il VAR è il sistema che prevede la presenza di un altro arbitro in una sala video che può rivedere le azioni al rallentatore, da varie angolazioni, e richiamare l’arbitro di campo quando pensa che possa aver preso una decisione sbagliata in situazioni determinanti.

Per l’osservatorio “cibo degli stadi dei Mondiali”

Qualche ora fa vi avevamo fatto vedere il pollo con waffle, una delle delizie (si fa per dire) che si possono acquistare e mangiare allo stadio Azteca, dove si sta giocando adesso Messico-Sudafrica.

Ne abbiamo scovata un’altra, un pelino più costosa ma meno assurda: i tacos.

È il momento del giovanissimo Gilberto Mora

A 17 anni e 8 mesi, è il calciatore più giovane di questi Mondiali ed è entrato da qualche minuto per il Messico. È un trequartista (un giocatore a metà tra il centrocampista e l’attaccante) alto 1,68 metri, molto tecnico e creativo.

Gilberto Mora ieri, durante un riscaldamento (AP Photo/Fernando Llano)

Gioca ancora nel campionato messicano, con il Club Tijuana, e viene descritto come un calciatore abile e rapido nel leggere il gioco in anticipo, nel muoversi tra centrocampo e attacco e nel creare azioni da gol con i suoi dribbling e i suoi passaggi.

Chissà se riuscirà a fare la differenza anche lui, con il suo talento e la sua sfrontatezza; soprattutto ora che il Messico sta giocando con una certa leggerezza, essendo in vantaggio 2-0.

Il Messico ha raddoppiato

Con Raúl Jiménez, di testa! Ora il Messico sta vincendo 2-0 contro il Sudafrica, ed è vicinissimo al suo primo successo in una partita d’esordio al Mondiale. Prima di questa ne aveva giocate sette, senza vincere mai.

Ora cooling break, cioè una breve pausa obbligatoria per idratarsi, e poi si riparte.