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  • Lunedì 20 aprile 2026

Si sa ancora pochissimo sui possibili negoziati in Pakistan

Gli Stati Uniti invieranno una delegazione, ma l'Iran non ha nemmeno confermato se parteciperà: intanto lo stretto di Hormuz resta chiuso

Cartelloni a Islamabad, in Pakistan, per i possibili nuovi negoziati tra Iran e Stati Uniti, 20 aprile (AP Photo/Anjum Naveed)

Siamo nel cinquantaduesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Sono ancora in vigore due cessate il fuoco, tra Israele, Stati Uniti e Iran da un lato, e tra Israele e Libano dall’altro. Domenica Donald Trump ha detto che la Marina statunitense ha colpito e sequestrato una nave cargo iraniana che aveva cercato di forzare il blocco degli Stati Uniti fuori dallo stretto di Hormuz, che è ancora chiuso. Sempre Trump ha detto che una delegazione statunitense sta andando a Islamabad (Pakistan) per un altro giro di colloqui di pace, ma l’Iran non ha confermato la sua partecipazione. Il Post segue tutte le notizie con questo liveblog.

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Il presidente del Libano ha parlato dei prossimi negoziati con Israele

Joseph Aoun ha detto che i prossimi negoziati bilaterali con Israele saranno gestiti dal Libano tramite una delegazione guidata da Simon Karam, ambasciatore negli Stati Uniti negli anni Novanta.

L’obiettivo sarà «fermare gli atti ostili» e mettere fine all’occupazione israeliana del sud del paese. Ha aggiunto che questi negoziati sono «separati da tutti gli altri», quindi presumibilmente da quelli tra Stati Uniti e Iran. 

«Ho scelto i negoziati, e spero che potremo salvare il Libano», ha concluso. 

In Qatar potranno riprendere le operazioni per i voli internazionali

L’ha fatto sapere l’autorità per l’aviazione civile riferendosi alle attività nell’aeroporto internazionale Hamad, nella capitale Doha.

I voli erano stati in larga parte interrotti all’inizio della guerra, quando l’Iran aveva iniziato ad attaccare i paesi del golfo Persico. Da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco, l’8 aprile, gli attacchi si sono fermati. 

Cosa è successo stamattina

– Nella notte tra domenica e lunedì gli Stati Uniti hanno attaccato e poi sequestrato la portacontainer iraniana Touska, accusandola di non aver rispettato il blocco navale che applicano su tutte le navi in viaggio da e verso i porti iraniani. È la prima volta che succede: abbiamo raccolto quello che sappiamo in questo articolo.

– L’Iran ha minacciato ritorsioni per il sequestro, dicendo che risponderà «molto presto».

– Intanto lo stretto di Hormuz è rimasto sostanzialmente chiuso, e i prezzi del petrolio e del gas naturale sono aumentati. 

– L’altra grande questione sono i possibili nuovi negoziati tra Iran e Stati Uniti. Sono stati prospettati ieri da Trump, che ha annunciato l’invio di una delegazione a Islamabad, in Pakistan, dove si erano già tenuti i precedenti negoziati (finiti senza un accordo). L’Iran però ha fatto affermazioni contraddittorie, e non ha ancora detto se intende partecipare o meno.

Un altro test poco invidiabile per JD Vance

Il vicepresidente JD Vance guiderà di nuovo la delegazione statunitense nei colloqui che dovrebbero svolgersi oggi in Pakistan (“dovrebbero” perché l’Iran non ha ancora confermato la sua partecipazione). 

È un compito ben poco invidiabile: Vance aveva guidato anche i precedenti negoziati, circa una settimana fa, finiti senza un accordo, e ora dovrà cercare di trovare un compromesso tra posizioni che tutti raccontano come inconciliabili.

JD Vance sull’Air Force Two, l’aereo del vicepresidente, per lasciare Islamabad dopo aver finito in modo inconcludente i primi negoziati tra Iran e Stati Uniti, lo scorso 12 aprile (AP Photo/Jacquelyn Martin)

Inoltre da giorni Trump sta alimentando grosse aspettative sulla riuscita dei negoziati, dicendo per esempio che l’Iran «ha accettato tutto», ossia tutte le condizioni poste dagli Stati Uniti, cosa assai improbabile e finora smentita dai fatti. Sabato ha anche detto che gli Stati Uniti «non faranno più i buoni», e ha minacciato di nuovo di distruggere le centrali elettriche e i ponti dell’Iran se non sarà trovato un accordo (azioni che costituirebbero crimini di guerra).

Se anche questa volta Vance dovesse tornare negli Stati Uniti senza risultati sarebbe una nuova sconfitta. A inizio aprile anche un altro evento aveva impattato negativamente la sua popolarità: era stato in Ungheria per fare campagna a favore di Viktor Orbán, che poi ha perso le elezioni.

Anche il prezzo del gas naturale sta risalendo

Esattamente come sta succedendo col petrolio, anche il prezzo del gas naturale sta aumentando dopo che gli investitori hanno molto ridimensionato le loro aspettative intorno alla riapertura dello stretto di Hormuz.

Ora è in aumento di poco più del 3 per cento rispetto a venerdì, quando sulla scia di un grande entusiasmo per gli annunci iraniani aveva chiuso in calo a 38,7 euro al megawattora (il punto indicato con la linea verticale, nel grafico sotto). Nel weekend le cose sono molto cambiate, gli annunci sono stati smentiti, e lo stretto per ora sembra rimanere chiuso: nelle prime ore di lunedì mattina è arrivato anche a superare i 42 euro, e alle 12 è sceso verso i 40.

L’andamento della quotazione TTF di Amsterdam del gas (Investing.com)

Nelle scorse settimane era arrivato anche a 60 euro al megawattora, il doppio di prima dell’inizio della guerra.

Il traffico nello stretto di Hormuz è quasi fermo

Lo mostrano i dati del sito di monitoraggio MarineTraffic. Nelle mappe le frecce indicano navi in movimento, i pallini quelle ferme. Le freccette rosse sono navi adibite al trasporto di prodotti energetici, quelle verdi al trasporto merci e le blu scuro sono navi da crociera. 

(La situazione nello stretto di Hormuz, dal sito MarineTraffic)

Sembra che oggi siano passate tre navi, tra cui due petroliere indicate come vuote. L’unica petroliera carica è la Nova Crest, che batte bandiera del Camerun ed è partita da un porto iracheno. È sottoposta a sanzioni dal Regno Unito e dall’Unione Europea perché ritenuta coinvolta nel traffico di petrolio russo. 

(Il percorso della petroliera Nova Crest, da MarineTraffic)

La Grande Torino, l’unica nave battente bandiera italiana bloccata nel golfo Persico, non si è mossa ed è ferma davanti alla costa iraniana.

(La posizione della Grande Torino, sempre da MarineTraffic)

L’Iran aveva annunciato la riapertura dello stretto venerdì, poi lo aveva richiuso sabato, creando enorme confusione e costringendo molte navi a cambiare direzione. Intanto gli Stati Uniti hanno sempre mantenuto il loro blocco navale, con cui fermano le navi che si muovono da e verso i porti iraniani.

L’Iran dice di non avere ancora deciso, sui negoziati

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha detto che «non ci sono programmi» per i prossimi negoziati, e «non sono state prese decisioni al riguardo».

Il secondo incontro tra le delegazioni di Iran e Stati Uniti dovrebbe tenersi oggi a Islamabad, in Pakistan, ma c’è molta incertezza proprio perché l’Iran non ha confermato la sua partecipazione.

Baghaei ha anche accusato gli Stati Uniti di non prendere sul serio i negoziati. 

Cartelloni per il secondo incontro tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, Pakistan, il 20 aprile 2026 (AP Photo/Anjum Naveed)

Intanto, Netanyahu continua a evitare i suoi processi

I giudici del tribunale di Gerusalemme hanno accettato di rinviare un’udienza prevista per oggi, per quelli che gli avvocati di Netanyahu hanno definito «motivi diplomatici e di sicurezza». L’ufficio del procuratore di stato (l’accusa) si era opposto al rinvio, chiedendo che Netanyahu aggiusti i suoi impegni in modo da poter partecipare. 

Dal 2020 Netanyahu è accusato di corruzione e frode, in un processo molto complesso composto da tre diversi filoni. Lui si è sempre detto innocente e lo scorso novembre aveva chiesto la grazia al presidente israeliano Isaac Herzog.

Netanyahu ha testimoniato per la prima volta a dicembre del 2024, ma in generale ha sempre cercato di ritardare il più possibile il processo e di sottrarsi alle udienze. Nelle ultime settimane il processo era stato bloccato a causa della guerra contro l’Iran: è ripreso dopo il cessate il fuoco, ma Netanyahu ha subito chiesto altri rinvii.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente israeliano Isaac Herzog a Gerusalemme, 14 aprile 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Il prossimo ottobre in Israele sono previste le elezioni parlamentari, e lo schieramento di estrema destra al governo non è certo di ottenere la maggioranza. Netanyahu sta sfruttando la sua posizione di primo ministro per ritardare il processo, e quindi per lui è fondamentale mantenerla.

La nave iraniana attaccata e sequestrata dagli Stati Uniti, dall’inizio

Abbiamo riassunto cosa sappiamo sul sequestro della portacontainer Touska in questo articolo:

I prezzi del petrolio sono di nuovi aumentati

I mercati erano chiusi da venerdì sera, quando i prezzi erano scesi per l’annuncio della riapertura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

Nel weekend però c’è stata grande confusione: gli Stati Uniti hanno mantenuto il loro blocco navale sulle navi in viaggio da e verso i porti iraniani, e come ritorsione sabato mattina l’Iran ha sostanzialmente richiuso lo stretto. Solo poche navi insomma sono riuscite a passare.

Lunedì mattina la quotazione del Brent, il principale riferimento internazionale, ha superato i 96 dollari al barile, con un aumento di circa l’11 per cento rispetto a venerdì pomeriggio. 

La quotazione del Brent (da Investing.com)

Anche il WTI, il riferimento per il mercato statunitense, è aumentato arrivando a circa 88,50 dollari al barile. 

Il comunicato dell’esercito israeliano contro il soldato che ha distrutto una statua di Cristo in Libano

L’esercito israeliano ha confermato che la foto, circolata ieri sui social, è vera e ha definito la condotta del soldato «del tutto in contraddizione» con i propri valori. Ha aggiunto che è in corso un’indagine, e che l’esercito collaborerà al ripristino della statua.

Anche il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha criticato il soldato e ha definito la distruzione della statua «un atto vergognoso».

La foto è un fermoimmagine di un video che mostra un soldato israeliano colpire con una specie di martello una statua di Cristo crocifisso. Secondo i media libanesi è stata scattata nella città cristiana di Debel, nel sud del Libano e vicino al confine con Israele. 

 

L’Iran ha minacciato ritorsioni per la nave sequestrata

In un comunicato un portavoce di Khatam al Anbiya, il comando che coordina le forze militari iraniane, ha definito il sequestro della nave Touska da parte degli Stati Uniti come una «violazione del cessate il fuoco», e ha scritto che l’Iran «risponderà presto».

La nave iraniana sequestrata dagli Stati Uniti era già sottoposta a sanzioni

La Touska, che batte bandiera iraniana, era già sottoposta a sanzioni statunitensi e nell’ultimo anno ha spesso trasportato petrolio iraniano in Cina.

Secondo i siti di tracciamento ha viaggiato di frequente in acque dove sono comuni le operazioni di trasbordo del carico da una nave all’altra, tipico delle imbarcazioni che fanno parte della cosiddetta flotta fantasma, usate da paesi come Iran, Russia e Venezuela per esportare petrolio aggirando le sanzioni internazionali:

I negoziati in Pakistan restano incerti

Dovrebbero tenersi oggi tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, in Pakistan, ma nemmeno questo è certo: l’Iran ha negato che parteciperà, e ieri ci sono state notizie contraddittorie

Ieri pomeriggio il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato l’invio della stessa delegazione della scorsa volta, quindi composta dall’inviato speciale Steve Witkoff, dal genero di Trump Jared Kushner (spesso coinvolto negli affari diplomatici) e dal vicepresidente JD Vance.

Intanto, come dicevamo, a Islamabad sono in corso i preparativi: gli edifici dell’hotel Serena, dove si sono svolti i precedenti negoziati, e del Marriott sono stati svuotati e alcune strade sono state chiuse per motivi di sicurezza.

Una strada bloccata per controlli di sicurezza a Islamabad, in Pakistan, dove dovrebbero tenersi i nuovi negoziati tra Iran e Stati Uniti, 19 aprile 2026 (AP Photo/M.A. Sheikh)

Gli ultimi negoziati tra Iran e Stati Uniti si erano tenuti tra l’11 e il 12 aprile sempre a Islamabad: erano finiti senza un accordo, a causa delle posizioni inconciliabili delle parti su questioni come il nucleare iraniano e la riapertura dello stretto di Hormuz. 

Cosa sappiamo della nave iraniana sequestrata dagli Stati Uniti

La nave cargo iraniana si chiama Touska e stava provando a superare il blocco navale statunitense dello stretto di Hormuz. Un cacciatorpediniere statunitense, lo USS Spruance, ha ripetutamente detto al comandante della Touska di fermare la nave mentre era nel golfo di Oman, diretta verso lo stretto di Hormuz.

Dopo sei ore di avvertimenti, e la richiesta di evacuare la sala macchine, il cacciatorpediniere USS Spruance ha sparato al motore della nave. Il CENTCOM, il comando militare statunitense in Medio Oriente, ha anche pubblicato un video su X che mostra il momento in cui i militari statunitensi abbordano la nave e la sequestrano.

«Siamo in pieno controllo della nave e stiamo vedendo cosa c’è a bordo!», ha scritto Trump sul suo social network Truth.

È stato il primo tentativo di forzare il blocco statunitense a Hormuz da quando è stato imposto, il 14 aprile. Il blocco impedisce alle navi in partenza dai porti iraniani, o che si dirigono lì, di attraversare lo stretto. Finora 25 navi erano state intercettate dagli Stati Uniti e mandate indietro, ma nessuna aveva cercato di superare il blocco. 

Cosa è successo domenica

• Donald Trump ha annunciato che una delegazione statunitense partirà lunedì per Islamabad, dove martedì dovrebbero tenersi nuovi negoziati con l’Iran.

• La Casa Bianca ha confermato che la delegazione sarà guidata dal vicepresidente JD Vance e saranno presenti l’inviato di Trump Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner.

• L’Iran però non ha confermato i nuovi negoziati, anzi ha detto che non parteciperà, accusando gli Stati Uniti di «richieste eccessive, aspettative irrealistiche, continui cambiamenti di posizione e ripetute contraddizioni». Esponenti del regime hanno detto che non saranno possibili nuovi colloqui fino a quando durerà il blocco navale statunitense.

• Domenica gli Stati Uniti hanno colpito e bloccato la nave cargo Touska, che stava navigando nel golfo di Oman diretta verso un porto iraniano. I militari statunitensi ne hanno preso possesso dopo che la nave non aveva risposto ad alcuni avvertimenti.

• L’Iran da ieri ha richiuso lo stretto di Hormuz, ha costretto alcune navi che stavano provando ad attraversarlo a tornare indietro e nel weekend ha anche attaccato almeno due imbarcazioni.

• Il governo del Pakistan ha continuato anche oggi i sui sforzi diplomatici per provare a organizzare nuovi negoziati, in particolare parlando con vari esponenti del regime iraniano.

• Israele ha pubblicato una mappa che evidenzia le zone del territorio libanese che ha occupato e che vuole mantenere come “Linea avanzata di difesa” anche dopo l’eventuale fine della guerra, ufficialmente per proteggere le comunità che vivono nel nord di Israele.

Il video dell’attacco alla nave cargo iraniana

Con il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Spruance che prima avverte la Touska, poi spara per colpirne il motore.

La visita e lo show di Javier Milei in Israele

Il presidente argentino Javier Milei è stato oggi in visita in Israele, dove ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu. Milei è un convinto sostenitore del governo di estrema destra di Netanyahu.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la moglie Sara, il presidente argentino Javier Milei e la sorella Karina, segretaria alla presidenza e principale consigliera, il 19 aprile 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Milei è stato anche al Muro del pianto di Gerusalemme, il luogo più sacro per la religione ebraica, in quanto è tutto ciò che rimane dell’antico tempio di Gerusalemme, distrutto nel 70 d.C. In serata ha poi partecipato alle registrazioni della cerimonia per la Giornata dell’Indipendenza di Israele, che inizia martedì sera e proseguirà mercoledì. Ha cantato sul palco la canzone “Libre” (“Libero”).

Javier Milei durante lo show registrato a Gerusalemme, il 19 aprile 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Trump dice che la Marina ha colpito e bloccato una nave cargo iraniana

Secondo quanto ha scritto Donald Trump sul suo social Truth, la nave cargo iraniana si chiama Touska, stava provando a superare il blocco navale statunitense e non si era fermata nonostante un primo avvertimento mentre era nel golfo di Oman, diretta verso lo stretto di Hormuz.

Quindi il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance avrebbe colpito il motore della nave con un missile e poi i militari statunitensi ne avrebbero preso il controllo.

«Stiamo verificando cosa c’è a bordo!» ha scritto Trump.

La nave cargo Touska era già sotto sanzioni statunitensi per legami con il settore del trasporto marittimo iraniano.

(MarineTraffic.com)

L’esercito israeliano ha aperto un’indagine su una foto di un suo soldato che distrugge una statua di Cristo

È circolata domenica sui social media e secondo media libanesi si troverebbe nella città cristiana di Debel, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele.

Il portavoce dell’esercito israeliano Nadav Shoshani ha detto che l’esercito sta verificando se la foto è reale e recente: nel caso fosse confermato, «saranno prese misure necessarie», ha detto.

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz non sarebbe l’unica statua cristiana a essere distrutta in questa guerra.