È finita dopo circa sei ore di domande da parte dei deputati della commissione sulle forze armate (domani è previsto lo stesso incontro al Senato). Era la prima volta che Hegseth si confrontava con il Congresso dall’inizio della guerra in Medio Oriente.
I toni sono stati aggressivi, soprattutto negli scambi con i Democratici. Il segretario alla Difesa ha criticato quelli che si sono opposti alla guerra definendo le loro posizioni «sconsiderate, irresponsabili e disfattiste».
Ha invece difeso le scelte dell’amministrazione sulla guerra, sostenendo sia stato uno «sbalorditivo successo militare». Gli è stato chiesto conto soprattutto dei costi (domande che ha cercato di glissare), e delle ragioni, su cui non ha dato risposte nuove.
Per esempio, messo di fronte all’incoerenza delle posizioni dell’amministrazione sul nucleare iraniano, Hegseth ha detto semplicemente che la guerra era necessaria perché l’Iran «non aveva rinunciato alle sue ambizioni nucleari».

Il generale Dan Caine durante l’udienza, 29 aprile 2026 (AP Photo/Rod Lamkey, Jr.)
Erano convocati anche il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Dan Caine, e Jay Hurst, il responsabile della contabilità del Pentagono.
L’informazione più rilevante che è emersa dall’udienza è stata data proprio da Hurst, che ha rivelato la prima stima ufficiale del costo della guerra per gli Stati Uniti: 25 miliardi di dollari.
Caine invece ha detto che i militari statunitensi uccisi sono 14, aggiungendone uno al conteggio ufficiale aggiornato a mercoledì mattina. Fonti del Pentagono hanno confermato al New York Times che si tratta di un soldato ucciso lo scorso 6 marzo in Kuwait.