A Venezia ha vinto a sorpresa il centrodestra

A Salerno Vincenzo De Luca, a Prato Matteo Biffoni: i risultati delle elezioni comunali in diretta

Simone Venturini, il nuovo sindaco di Venezia (dal suo profilo Facebook)

È in corso lo scrutinio delle elezioni amministrative in più di 700 comuni italiani, dove si votava per rinnovare sindaci e consiglieri comunali. Il Post segue con questo liveblog tutte le notizie e i risultati man mano che arrivano.

Liveblog

Le prime parole del nuovo sindaco di Venezia

Commentando i risultati poco fa con i giornalisti, Simone Venturini ha parlato un po’ dell’inizio del suo percorso, oltre che degli ultimi mesi di campagna elettorale. Ha detto che di essersi presentato in questi mesi «come Simone, come un ragazzo che da Marghera è partito, ha fatto la gavetta, si è impegnato nel territorio, si è presentato come una candidatura civica supportata dal centrodestra e oggi sta ricevendo un buon risultato in termini di apprezzamento».

Fin dall’inizio della campagna Venturini ha insistito molto sulle sue origini veneziane (Marghera è una località del comune di Venezia, sulla terraferma come Mestre), anche per differenziarsi dal candidato del centrosinistra, il senatore del PD Andrea Martella, che invece è di Portogruaro (sempre nella città metropolitana di Venezia, ma più lontano) e ha fatto una carriera politica perlopiù nazionale, mentre Venturini è dal 2010 in consiglio comunale a Venezia, con vari incarichi. Venturini ha anche detto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha già chiamato per complimentarsi. «Verrà molto presto a Venezia per aiutarci in alcune questioni cruciali per la città».

Simone Venturini è il nuovo sindaco di Venezia

Con poco più di metà delle sezioni scrutinate, a Venezia il divario accumulato da Simone Venturini del centrodestra non è più colmabile: sarà lui il nuovo sindaco di Venezia. Venturini era stato assessore alla coesione sociale nell’amministrazione uscente di Luigi Brugnaro.

È un risultato sorprendente in assoluto, visto che i sondaggi circolati nelle ultime settimane davano avanti il candidato del centrosinistra Andrea Martella anche di 6 o 7 punti. Ma lo è soprattutto nella misura: Venturini ha vinto al primo turno e al momento ha più di 15 punti di distacco su Martella. Qui ne abbiamo parlato più estesamente:

Un progetto giornalistico indipendente a Prato diventato molto rilevante

Da diversi mesi a Prato c’è un progetto giornalistico indipendente, che è ormai molto seguito. Si chiama Buzz Prato e lo ha fondato il giornalista Lorenzo Tempestini: inizialmente era solo una rassegna della stampa locale su WhatsApp, ma nel tempo si è espanso con una newsletter con contenuti originali e con un canale YouTube, su cui oggi Tempestini sta facendo una diretta per seguire lo spoglio del voto, da un locale in centro città, il Gradisca.

È così noto che Matteo Biffoni, il sindaco neo eletto, è già stato in diretta a chiacchierare con Tempestini. Nelle scorse settimane quasi tutti i candidati sindaci avevano fatto interviste video con Buzz Prato.

Matteo Biffoni ospite della diretta elettorale di Buzz Prato, con Lorenzo Tempestini (dal canale YouTube di Buzz Prato)

Buzz Prato ha costruito una sua comunità di lettori, che pagano anche un abbonamento mensile (dai 2,5 ai 5 euro) o annuale (fino a 48 euro).

Si votava anche a Campione d’Italia, quello del casinò

È un comune italiano interamente in territorio svizzero, cioè un’exclave, e anche se è isolato e piccolo – ha meno di 2mila abitanti – è molto noto per il suo casinò.

Arrivava a queste elezioni in un periodo travagliato: la Corte dei conti lo ha recentemente indicato come il caso di dissesto finanziario più critico tra i comuni della Lombardia (di cui formalmente fa parte). Le ragioni hanno molto a che fare col fatto che si trova in Svizzera, e deve quindi sostenere costi molti alti per il rimborso delle spese mediche dei suoi residenti e per gli stipendi dei dipendenti comunali, parametrati al costo della vita svizzero.

Il casinò di Campione nel 2005 (ANSA/KARL MATHIS / KLD)

Il comune è sempre stato socio unico del casinò, e finché questo funzionava bene le spese della vita svizzera non erano un problema: poi però è fallito nel 2018. Nel 2022 ha riaperto, ma non rende più come un tempo.

Le elezioni sono state vinte da Luca Frigerio, ex dirigente del casinò di Campione ed ex presidente di quello di Saint-Vincent in Valle d’Aosta. A Campione è già stato assessore al bilancio negli anni Duemila e a queste elezioni si era candidato con una lista civica sostenuta dalla maggioranza di centrodestra, dopo il rifiuto di ricandidarsi dell’attuale sindaco Roberto Canesi. Come il suo predecessore, Frigerio ha negato i problemi finanziari del comune e ha detto in ogni caso di puntare sui proventi del casinò per tornare alla prosperità di un tempo.

Avevamo raccontato la storia di Campione in un podcast:

A Messina le schede elettorali erano enormi

A Messina diversi elettori ed elettrici si sono lamentati per la difficoltà di piegare la scheda elettorale, enorme (54 di larghezza per 58 centimetri di altezza) a causa delle 26 liste a sostegno dei cinque candidati sindaci. Alla fine ha vinto il sindaco uscente Federico Basile del partito di Cateno De Luca Sud chiama Nord che in totale ha schierato 1.010 candidati: 468 per il consiglio comunale con 15 liste e 542 per le circoscrizioni, con 61 liste.

Come ha ricostruito il giornale locale LetteraEmme, non si tratta di un record: nel 2005 si presentarono 1.765 candidati in 41 liste. Anche nel 2008 e nel 2018 furono di più rispetto a questa tornata, rispettivamente 1160 candidati, divisi in 28 liste e 891 candidati per 29 liste.

Colico rimane in provincia di Lecco

Al voto c’era anche Colico, in Lombardia, ma non per elezioni comunali: i residenti dovevano decidere se far passare il comune dalla provincia di Lecco a quella di Sondrio. Il referendum è stato vinto dal No con 2459 voti contro i 1182 Sì, quindi il comune rimarrà in provincia di Lecco. 

Una foto di cui si parlerà molto nei prossimi giorni

Cioè questa con il candidato sindaco del centrosinistra a Venezia, Andrea Martella, e la segretaria del PD Elly Schlein. Schlein è andata a Mestre due giorni fa per l’evento di chiusura della campagna elettorale di Martella, nella centrale piazza Ferretto. Dal palco si è congratulata con Martella, che è sempre del PD, e non ha nascosto dell’ottimismo per la possibile vittoria del centrosinistra. 

Il candidato sindaco del centrosinistra Andrea Martella e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, sul palco in piazza Ferretto a Mestre, 22 maggio 2026 (ANSA/ANDREA MEROLA)

Venezia è il comune più importante di queste elezioni, e l’unico capoluogo di regione. Al momento lo scrutinio e le ultime proiezioni danno Venturini nettamente avanti rispetto a Martella. Nei giorni scorsi si erano fatti vedere a Venezia anche altri leader dei partiti del centrosinistra, che erano fiduciosi sul risultato anche in virtù di alcuni sondaggi locali che davano Martella in vantaggio anche di 6 o 7 punti.

Lo scrutinio non è ancora finito ma è già certo che non andrà così: o vincerà Venturini al primo turno, o si andrà al ballottaggio con un distacco comunque consistente tra il centrodestra e il centrosinistra. Diversi esponenti della destra stanno già criticando questo atteggiamento, dicendo in sostanza che la sinistra aveva esultato troppo presto.

“Il crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i risultati delle elezioni comunali con un augurio piuttosto istituzionale ai nuovi sindaci, e con una frecciata al centrosinistra nel post scriptum.

A Mantova ha vinto Andrea Murari del centrosinistra

Il centrosinistra si conferma a Mantova con Andrea Murari, 42 anni, assessore all’Ambiente e all’Urbanistica nelle due giunte del sindaco uscente Mattia Palazzi. Murari era sostenuto da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e tre liste civiche: Azione con Murari, Lista Gialla e Mantova Adesso. Il centrodestra schierava Raffaele Zancuoghi, 54 anni, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e dalla lista civica Mantova Ideale.

A Pistoia ha vinto Giovanni Capecchi, sostenuto dal campo “larghissimo”

Capecchi è un candidato civico sostenuto da un’ampia coalizione di centrosinistra, che va da Rifondazione comunista ad Azione di Carlo Calenda (e per questo soprannominata “campo larghissimo”, in relazione al “campo largo” che solitamente comprende PD, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva). Capecchi ha 54 anni ed è professore di letteratura italiana all’Università per stranieri di Perugia. Tra il 2002 e il 2005 era stato assessore alla Cultura a Pistoia.

Pistoia torna così ad avere un sindaco di centrosinistra dopo 9 anni con Alessandro Tomasi di Fratelli d’Italia, che a dicembre scorso aveva lasciato l’incarico dopo essere stato eletto in consiglio regionale: si era candidato a presidente della Toscana alle regionali di ottobre, ma aveva perso contro il candidato del centrosinistra Eugenio Giani. Al suo posto negli ultimi mesi ha governato Anna Maria Ida Celesti, di Forza Italia, che si era poi candidata contro Capecchi.

Giovanni Capecchi mentre vota nel suo seggio a Pistoia, 24 maggio 2026 (ANSA / PATRIZIO CECCARELLI)

Sestograd

Dopo più di metà delle sezioni scrutinate, Sesto Fiorentino sta per eleggere al primo turno Damiano Sforzi, candidato del centrosinistra. In questo comune di 49mila abitanti vicino a Firenze il centrosinistra elegge sindaci ininterrottamente dal 1899.

A Enna c’è un altro «capobastone» del PD che ha vinto

Non c’è solo Vincenzo De Luca: oltre al nuovo-vecchio sindaco di Salerno, un altro storico esponente del centrosinistra meridionale ha vinto le elezioni nonostante l’opposizione del Partito Democratico, cioè il principale partito della coalizione. A Enna, infatti, è ormai certa la vittoria di Vladimiro Crisafulli, da tutti chiamato Mirello o «il barone rosso». 75 anni, è stato deputato e senatore per il PD tra il 2006 e il 2013, assessore regionale in Sicilia ed è uno storico esponente sull’isola del Partito Comunista prima e dell’ala sinistra del PD poi, vicino a Massimo D’Alema. Crisafulli è da tempo considerato dai dirigenti del suo partito una figura ingombrante e perfino «impresentabile», secondo una dicitura in voga negli ultimi anni.

Crisafulli il 12 maggio 2026 (ANSA/UFFICIO STAMPA – NPK)

Alla base di questo risentimento nei suoi confronti ci sono varie vicende giudiziarie, tutte comunque risoltesi senza condanne, tra cui un episodio che evidenziava una certa sua vicinanza a un esponente della criminalità organizzata locale (prima però che l’adesione di costui a Cosa Nostra venisse accertata). Crisafulli, proprio come De Luca, è uno di quei «cacicchi» o «capibastone» a cui Elly Schlein, diventata segretaria del PD, aveva detto di volersi opporre. 

Quando Schlein ha deciso di negare il simbolo del partito a Crisafulli, all’inizio della campagna elettorale, alcuni esponenti siciliani del PD si sono schierati con lui. Alla fine Crisafulli si è presentato con cinque liste, tra cui Enna Democratica, che ricordava un po’ nei colori e nei caratteri proprio il simbolo del PD. Contro di lui c’erano Ezio Massimo De Rosa, del centrodestra, e un terzo candidato civico, Filippo Fiammetta. Crisafulli dovrebbe vincere con largo margine, e un consenso probabilmente superiore al 60 per cento. 

Anche a queste comunali si è parlato dell’omicidio di Garlasco

Massimo Lovati (Valentina Renna/ LaPresse)

Nel comune di Vigevano, in provincia di Pavia, si è candidato sindaco l’avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007. L’ha sostenuto il partito Democrazia Sovrana Popolare, nato dall’unione di diverse forze politiche di sinistra e coordinato dal politico Marco Rizzo. I risultati ancora parziali lo danno attorno all’uno per cento. 

Lovati ha 73 anni ed è nato a Vigevano. Ha difeso Sempio nelle prime indagini a suo carico, tra il 2016 e il 2017, ma è diventato famoso dopo l’apertura nella nuova inchiesta sul caso nel 2025, soprattutto per alcuni interventi sopra le righe in diversi programmi televisivi. Sempio gli ha revocato l’incarico lo scorso ottobre: disse di averlo fatto per alcune divergenze sulla strategia difensiva. 

Proprio per via di alcune sue dichiarazioni, Lovati è ora imputato con l’accusa di diffamazione nei confronti dello studio legale Giarda, che aveva difeso Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Poggi. Il processo dovrebbe iniziare domani. 

Nel primo comune leghista d’Italia la Lega ha perso

A Cene, 4mila abitanti in provincia di Bergamo, il primo comune di sempre amministrato dalla Lega, dopo 36 anni la Lega ha perso. Le elezioni sono state vinte da Roberto Radici, insegnante di sostegno, candidato di una lista civica. La candidata sindaca della Lega era invece Gaia Anselmi, che aveva faticato non poco a trovare candidati per presentarsi alle elezioni.

Matteo Biffoni sarà di nuovo sindaco di Prato

Con 31 sezioni scrutinate su 179, secondo YouTrend il candidato del centrosinistra, già sindaco di Prato per due mandati dal 2014 al 2024, ha vinto le elezioni comunali. Biffoni è un avvocato, ha 52 anni ed era dato fin dall’inizio come ampiamente favorito.

Qui abbiamo parlato dei molti problemi che dovrà affrontare in questo suo terzo mandato:

Federico Basile è stato rieletto sindaco di Messina

Federico Basile è stato rieletto sindaco di Messina al primo turno. Ha ottenuto poco più del 50 per cento dei voti, ma in virtù della legge siciliana gli sarebbe bastato superare il 40 per cento per evitare il ballottaggio. Basile, 48 anni, è il candidato di Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca, e si era dimesso a febbraio.

Federico Basile (ANSA/CARMELO IMBESI)

La candidata del centrosinistra era Antonella Russo, consigliera del PD, sostenuta dal suo partito e da una lista che metteva insieme il Movimento 5 Stelle e Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera. La Vardera è un ex inviato della trasmissione Le Iene ed era stato eletto all’assemblea regionale siciliana con Sud chiama Nord, prima di andarsene. Il candidato del centrodestra era Marco Scurria, di Forza Italia, in passato commissario per il dissesto del comune. Scurria ha puntato dichiaratamente sul ballottaggio, contando su una buona tenuta del PD per arrivare al secondo turno, ma evidentemente si sbagliava.

Basile si è presentato con 15 liste e senza alleati tra i partiti nazionali. È una scelta diversa rispetto al 2022, quando si era alleato con la Lega. Sud chiama Nord ha schierato in tutto 1.010 candidati: 468 per il consiglio comunale con 15 liste e 542 per le circoscrizioni con 61 liste. Buona parte dei candidati lavora in comune e nelle società partecipate, una scelta che ha portato gli avversari a parlare di “militarizzazione del consenso”.

Due seggi in parlamento dipendono da queste elezioni

Il voto di oggi potrà avere anche delle ricadute anche in parlamento. Vincendo le elezioni a Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, dovrà lasciare il suo seggio alla Camera. La legge non consente ai sindaci di comuni con più di 20mila abitanti di essere contemporaneamente anche parlamentari, a pena della decadenza. Essendo stato eletto in un collegio uninominale (quelli con le sfide dirette tra i vari candidati), quello dell’area metroplitana di Reggio Calabria, ci dovranno essere delle elezioni suppletive per riassegnare quel seggio. Non è ancora chiaro chi saranno i candidati, ma è verosimile che il centrodestra indicherà un esponente di Forza Italia. 

Anche le elezioni di Venezia pongono un’incognita simile: il candidato del centrosinistra Andrea Martella è senatore del Partito Democratico eletto nell’uninominale della sua provincia. Se vincesse dovrebbe lasciare il suo seggio a Palazzo Madama, ma al momento sembra abbastanza improbabile, sulla base dei dati arrivati fin qui. Sembrava designato a candidarsi al suo posto per il centrosinistra in eventuali elezioni suppletive Andrea Ferrazzi, già senatore nella scorsa legislatura, anche lui del PD.

Francesco Cannizzaro del centrodestra è il nuovo sindaco di Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro ha vinto le elezioni comunali a Reggio Calabria al primo turno, con oltre il 60 per cento dei voti, molto sopra il suo sfidante di centrosinistra Domenico Battaglia, fermo sotto il 25%. Reggio torna così a destra dopo quasi dodici anni di amministrazione di centrosinistra.

Cannizzaro ha 43 anni ed è nato a Reggio Calabria. In città è conosciuto come “Ciccio”. Ha cominciato a fare politica nel 2005, a poco più di vent’anni, come consigliere comunale di Santo Stefano in Aspromonte, un paese di circa mille abitanti sui monti alle spalle della città. Da lì è passato al consiglio provinciale, poi alla Camera: eletto per la prima volta nel 2018 nel collegio uninominale di Gioia Tauro, è stato riconfermato nel 2022. È vicepresidente del gruppo di Forza Italia. Da dicembre del 2023 è coordinatore regionale del partito in Calabria, una nomina arrivata mentre la Regione è guidata da un altro esponente di Forza Italia, Roberto Occhiuto.

Francesco Cannizzaro (ANSA/Salvatore Monteverde)

A sostenere la sua candidatura c’erano undici liste: oltre a Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, l’Udc e anche Azione di Carlo Calenda, che a livello nazionale sta all’opposizione. I tre sfidanti erano Domenico Battaglia, del Partito Democratico, sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà eletto in consiglio regionale; Eduardo Lamberti Castronuovo, medico e imprenditore della sanità, sostenuto da liste civiche; e Saverio Pazzano, insegnante e consigliere comunale uscente, candidato di una lista civica di sinistra. Il Movimento 5 Stelle non è riuscito a presentare una propria lista.

In campagna elettorale Cannizzaro ha puntato quasi tutto sul turismo, che ha definito «il petrolio naturale» di Reggio. Il progetto più citato è una cabinovia che colleghi la fascia collinare della città al mare, nella zona dei Fortini: un finanziamento regionale, ha detto, è già stato ottenuto. Ha promesso poi di aprire il porto alle grandi navi da crociera, smentendo chi in passato aveva sostenuto che le banchine reggine non fossero adatte: uno studio tecnico, ha assicurato, dimostrerebbe il contrario. A queste si aggiungono interventi più ordinari ma più urgenti per i cittadini, come il rifacimento delle strade, un nuovo piano per i rifiuti e la depurazione, su cui ha citato 140 milioni di euro già destinati alla città dal governo e dalla Regione. È un programma costruito in buona parte sull’idea che Reggio possa attirare risorse e investimenti grazie ai buoni rapporti di Cannizzaro con il governo nazionale e con la giunta regionale, entrambi guidati dalla sua parte politica.

Vincenzo De Luca farà il sindaco di Salerno per la quinta volta

L’agenzia di sondaggi YouTrend ha stimato che il divario tra De Luca e i suoi avversari a Salerno non è più colmabile, come ci si poteva aspettare già dagli exit poll alla chiusura dei seggi, che lo davano intorno al 60 per cento: sarà di nuovo sindaco di Salerno, dopo esserlo già stato per quattro mandati tra il 1993 e il 2015.

Negli ultimi 10 anni era stato presidente della Campania per il PD, aveva provato a ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo ma era stato bloccato dalla Corte costituzionale. Così era tornato a candidarsi a Salerno, facendo una campagna elettorale molto spregiudicata e mostrandosi sicurissimo di vincere.

 Qui abbiamo spiegato meglio com’è andata:

A Venezia c’è molta più distanza del previsto tra i due candidati principali

Secondo le proiezioni di Opinio per la Rai – basate su un campione del 5 per cento – c’è un divario di 13 punti percentuali tra Simone Venturini, candidato sindaco del centrodestra dato al 50,7 per cento, e Andrea Martella, candidato del centrosinistra fermo invece al 37 per cento. È un dato notevole, che di fatto per ora sembra indicare una conferma da parte degli elettori del lavoro dell’amministrazione uscente di Luigi Brugnaro, di cui Venturini è stato assessore alla Coesione sociale.

È peraltro un dato in contrasto rispetto a tre sondaggi realizzati tra fine aprile e inizio maggio, che davano invece Martella in vantaggio. Soltanto un sondaggio, che però aveva un campione molto limitato (500 persone sentite), dava Venturini avanti con probabile ballottaggio: lo aveva realizzato Demetra opinioni.net per Giovanni Maria Martini, ex consigliere comunale candidato con la lista civica “Tutta la Città insieme”.