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  • Lunedì 29 giugno 2026

Una ordinaria giornata di caldo straordinario

Dall'alba al tramonto, un liveblog per raccontare come lavoriamo, ci adattiamo, boccheggiamo e sopravviviamo durante un'ondata di calore

Una donna si ripara dal sole con un ventaglio fuori dal Colosseo, Roma, 28 giugno (REUTERS/Yara Nardi)

Ondate di calore come quella che da oltre dieci giorni sta interessando l’Italia e buona parte dell’Europa sono eventi estremi che condizionano pesantemente le nostre vite e il nostro benessere, e che sappiamo diventeranno sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico. Il Post racconta la giornata di oggi, dall’alba al tramonto, attraverso un liveblog con reportage, spiegazioni, foto, curiosità e deviazioni varie su come il caldo così intenso e così frequente sta cambiando il modo in cui viviamo, lavoriamo, stiamo insieme, ci divertiamo, e cosa stiamo facendo e cosa no per adattarci.

Liveblog

Il caldo di oggi, coi colori

Questo è un altro modo per visualizzare che cosa ci aspetta oggi. L’animazione mostra come varierà la temperatura nelle diverse aree dell’Italia nel corso della giornata.

La legenda in basso dà la scala di riferimento: si va dai -70 °C in tonalità viola/blu ai 50 °C in rosso scuro. Mappe come questa sono utili per farsi un’idea di come varia la temperatura e della scarsa variazione tra le minime e le massime in queste giornate.

Ma concretamente, perché fa così caldo?

Il grande caldo degli ultimi giorni è dovuto a un’anomalia tra due zone atmosferiche a diversa pressione, una sull’oceano Atlantico e l’altra sull’Europa. Potete immaginarle come due ingranaggi. Il primo, di bassa pressione, è posizionato a ovest dell’Europa e ruota in senso antiorario, fa quindi fluire masse di aria calda provenienti dall’area sub-sahariana.

Il secondo, di alta pressione, è su buona parte dell’Europa centrale e del Mediterraneo: gira in senso orario e amplifica gli effetti dell’altro ingranaggio, perché impedisce all’aria calda che si sposta verso nord di disperdersi facilmente verso l’alto, dove andrebbe di solito.

Il risultato è una grande bolla di calore persistente, che a sua volta rende più difficile la dispersione del calore dal suolo. Questo blocco atmosferico rende il sistema via via più energetico, quindi più caldo, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.

Meglio non cuocere le vostre bistecche al sole

Negli ultimi giorni sui social sono circolati un po’ di video di quello che sta diventando un genere gastronomico: cuocere su balconi e terrazzi sfruttando il calore del Sole e le alte temperature dell’ondata di calore.

Un video realizzato da LaPresse mostra la prova di cottura di due fettine di carne su una bistecchiera, lasciata al Sole su un balcone a Milano. In una ventina di minuti la carne si è colorita e la temperatura della bistecchiera era intorno ai 47,5 °C. Non era comunque sufficiente per cuocere in modo sicuro la carne, quindi sconsigliamo di provarci e consumarla.

C’è chi ha provato a preparare le uova, sempre lasciando la padella al Sole, e chi si è invece dedicato ai popcorn, con alterni successi. Ottenere cotture vere e proprie, e sicure, è comunque improbabile, proprio perché non si raggiungono temperature sufficienti per uccidere batteri ed eventuali altri patogeni.

Perché quando fa così caldo grandina

Domenica sera ci sono state grandinate in diverse zone del Piemonte e in alcune aree tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Non sono stati segnalati danni particolari, anche se in alcune zone le grandinate sono state intense e con chicchi di grandi dimensioni.

Che cada ghiaccio dal cielo con questo caldo sembra un paradosso, ma è proprio per via delle alte temperature che ci sono grandinate intense. L’aria molto calda al suolo è il carburante principale dei temporali: più fa caldo più si sviluppano forti correnti verso l’alto, che portano l’umidità del suolo a circa 10mila metri dove la temperatura è ampiamente sotto lo zero.

Qui le gocce d’acqua gelano pressoché istantaneamente in chicchi di ghiaccio, che rimangono sospesi nelle nuvole dove ci sono forti turbolenze. I pezzi di ghiaccio passano quindi attraverso zone più o meno umide, e a ogni passaggio gli si aggiunge intorno un nuovo strato di ghiaccio. Quando il chicco ha una massa tale da non potere più essere sostenuto in aria delle correnti ascensionali precipita al suolo sotto forma di grandine.

Arrivare in treno a Milano è ancora più difficile del solito

Alla stazione di Treviglio, uno degli snodi ferroviari più trafficati della pianura Padana, alle 7:50 del mattino il termometro indica già 27 gradi. Qui si incrociano le linee per Milano, Bergamo, Brescia e Cremona, su cui si spostano ogni giorno migliaia di pendolari, soprattutto lavoratori e studenti diretti a Milano. Stamattina in stazione ci sono anche molte persone in partenza per le vacanze.

In teoria le stazioni dovrebbero essere posti accoglienti. In pratica soprattutto con le riqualificazioni fatte negli ultimi anni lo sono sempre meno: le sale d’aspetto sono quasi scomparse, molti bar sono stati sostituiti con distributori automatici, le pensiline coprono solo una parte delle banchine e chi aspetta il treno resta sotto il sole, al caldo. A Treviglio la sala d’aspetto c’è, ma ha 16 posti a sedere: pochini, per una stazione da 11 binari. Anche stamattina non c’è nemmeno un addetto a cui chiedere informazioni.

(Il Post)

Sui treni regionali di Trenord l’aria condizionata funziona e non funziona, ma sono i ritardi e le cancellazioni frequenti il problema più sentito dai pendolari, ormai da anni. Le temperature molto alte infatti possono surriscaldare i binari o causare guasti alla linea elettrica; come è accaduto giovedì scorso, quando le linee che collegano Milano, Bergamo e Brescia sono rimaste bloccate per quasi tutto il pomeriggio.

(Il Post)

Quando arrivano i bollini

Il ministero della Salute pubblica gli aggiornamenti sui bollini ogni giorno dal lunedì al venerdì alle 11 del mattino. Gli ultimi dati disponibili sono quindi quelli di venerdì che arrivano fino a domenica. Quelli di oggi saranno disponibili tra qualche ora: nonostante ci si trovi in una forte emergenza, la frequenza degli aggiornamenti non è stata modificata.

Avere un sistema di previsione e classificazione è molto importante per organizzare le attività sanitarie e di prevenzione, considerato che più fa caldo e più finiscono sotto stress gli ospedali e i servizi di assistenza alla popolazione.

Al tribunale di Palermo i condizionatori sono rotti, e le udienze sospese

Negli scorsi giorni un guasto ai condizionatori ha reso impossibile celebrare i processi al nuovo palazzo di giustizia di Palermo, visto il grande caldo. Le udienze sono state sospese almeno fino a oggi, ma quelle più urgenti si terranno comunque nel vecchio palazzo di giustizia, usando ventilatori e climatizzatori mobili.

Il nuovo palazzo di giustizia di Palermo (Wikimedia Commons)

Il nuovo palazzo di giustizia di Palermo (Wikimedia Commons)

Non è vero che bere il caffè disidrata

Molte persone sono convinte che il caffè abbia un forte effetto diuretico e che quindi sia sconsigliato quando fa molto caldo, proprio perché porterebbe a una perdita importante di liquidi. Ma è in buona parte un falso mito.

Le ricerche scientifiche che se ne sono occupate hanno segnalato che il caffè non comporta una perdita di liquidi tale da causare da solo la disidratazione. L’acqua contenuta nel caffè compensa quasi del tutto l’effetto diuretico della caffeina, che è comunque modesto.

Bere fino a 3 tazzine di espresso al giorno non causa di solito problemi. Quantità più alte comportano un’assunzione di caffeina che può fare aumentare la frequenza cardiaca, il nervosismo e i disturbi del sonno, effetti non desiderabili in generale e tantomeno durante un’ondata di calore.

C’è poi chi dice di preferire il té freddo al caffè perché “disidrata di meno”. Caffeina e teina sono però la stessa cosa, come abbiamo spiegato qui.

Sophia Loren beve una tazzina di caffè a New York nel 1961. (AP Photo/Anthony Camerano)

È finita l’allerta rossa in Francia

Come vi abbiamo detto, la Francia è stato il paese europeo dove nei giorni scorsi l’ondata di calore è stata più forte. Da oggi però le cose migliorano, e gli ultimi due dipartimenti che erano in allerta rossa sono passati in arancione (cioè il livello medio di pericolo). Per dare un’idea: nei giorni scorsi, al picco massimo di caldo, i dipartimenti in allerta rossa erano 72 su 96. 

 

Quell’acqua dovrebbe essere neve

La sera di giovedì, mentre erano in corso delle forti precipitazioni, sulla parete nord del Cervino sono state fotografate imponenti cascate causate dalla pioggia, qualcosa di molto anomalo: normalmente a quelle quote, oltre i quattromila metri, nevica anche d’estate. Lo zero termico però era a circa 4.500 metri, cioè la temperatura dell’aria era di 0 °C sopra la cima del Cervino, che è alto 4.478 m.

Cosa vuol dire “bollino rosso”

Oggi molte città saranno da “bollino rosso”, significa cioè che il caldo mette ad alto rischio la salute di tutti. È un’indicazione del Sistema nazionale di previsione e allerta delle ondate di calore, un servizio che gestisce il ministero della Salute insieme alla Protezione Civile, e funziona un po’ come un semaforo con quattro livelli.

🟢Livello 0: il meteo non presenta rischi per la salute.

🟡Livello 1: preallerta per un aumento delle temperature.

🟠Livello 2: temperature alte che possono avere effetti negativi sulla salute soprattutto nella popolazione a rischio, come anziani, bambini e persone con malattie croniche.

🔴Livello 3: ondata di calore vera e propria con condizioni tali da mettere a rischio non solo le persone fragili, ma tutta la popolazione attiva.

Dov’è finita l’escursione termica

Poco fa parlavamo di queste come delle ore meno calde della giornata, ed è vero: lo sono, ma non sono tanto meno calde delle altre ed è qui parte dell’anomalia. Il risultato è che si ha l’impressione che il caldo non molli mai. Succede perché le città assorbono enormi quantità di calore e lo cedono molto lentamente, amplificando una sorta di effetto stufa che dura per tutta la notte.

L’umidità, che accompagna spesso le ondate di calore, complica ulteriormente le cose: il vapore acqueo si comporta come una specie di gas serra, intrappolando l’energia che arriva del suolo (sotto forma di radiazione infrarossa) e rallentando la sua fuga verso lo Spazio. Il sistema è così saturo di energia sotto forma di energia interna da vanificare buona parte del processo di raffreddamento notturno.

Le persone si rinfrescano in corrispondenza di un nebulizzatore nel Parc des Buttes-Chaumont a Parigi. (Remon Haazen/Getty Images)

Le poche ore di fresco

O di caldo meno aggressivo, sono queste. Dopo il tramonto il suolo e i mari smettono di ricevere energia solare e iniziano a cedere l’energia accumulata durante la giornata verso lo Spazio. Questo processo continua per tutta la notte, ma può essere lento e poco efficiente se l’aria è ancora molto calda e umida. La temperatura non smette di diminuire quando sorge il Sole, perché nei primi momenti l’energia che il suolo riceve è ancora poca per compensare la perdita di calore. È per questo motivo che il punto di minimo termico si raggiunge di solito poco dopo il sorgere del Sole. Nelle condizioni attuali, l’ondata di calore fa però sì che si noti poco, o pochissimo, la differenza.

Alcune persone si tuffano in acqua al tramonto a Istanbul, in Turchia, il 28 giugno (AP Photo/Emrah Gurel)

Alcune persone si tuffano in acqua al tramonto a Istanbul, in Turchia, il 28 giugno (AP Photo/Emrah Gurel)

Mano agli innaffiatoi

Se il Sole non ha già iniziato a battere direttamente sui vostri balconi e davanzali, questo può essere un buon momento per innaffiare le piante.

Farlo nelle prime ore del mattino, quando fa un po’ meno caldo, riduce il rischio che l’acqua evapori velocemente prima di inumidire gli strati più profondi di terriccio, ed evita alle radici uno shock termico tra acqua fredda e terriccio molto caldo.

Nel caso in cui non abbiate alternative potete anche innaffiarle in altri momenti magari per immersione e tenendole all’ombra, la storia delle gocce d’acqua che fanno da lente sulle foglie e le bruciano non ha fondamento.

Il caldo in Europa nel fine settimana

L’ondata di calore sta continuando a interessare tutta Europa, e in particolare la Francia, dove sono proseguite le temperature eccezionali. Secondo l’agenzia nazionale francese per la sanità pubblica, nei tre giorni tra il 24 e il 26 giugno ci sono stati mille decessi in più rispetto alla somma di tre giorni medi dei mesi precedenti. Secondo i calcoli dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in tutta Europa dal 21 giugno sono stati registrati complessivamente «più di 1300 morti in eccesso legate alle alte temperature».

Un uomo si rinfresca in una fontana nell'area del Trocadéro, a Parigi (AP Photo/Christophe Ena)

Un uomo si rinfresca in una fontana nell’area del Trocadéro, a Parigi (AP Photo/Christophe Ena)

Sabato e domenica nel sud-ovest della Francia sono state raggiunte temperature massime di quasi 44 °C. Ci sono state temperature eccezionali anche nel resto dell’Europa: in Germania domenica è stato raggiunto il record per la temperatura massima mai registrata nel paese, con 41,7 °C nella città di Coschen, nel Brandeburgo.

Che temperature ci aspettano oggi in Italia

Farà caldo? Sì. Tanto? Sì. In tutta Italia? Non proprio. Che sarà una giornata di caldo molto intenso lo sappiamo già, ma in alcune zone d’Italia l’ondata di calore sarà sentita maggiormente che in altre. Quelle dove si raggiungeranno le temperature massime saranno soprattutto le aree interne del Centro e della Pianura Padana.

Tra le grandi città quelle dove farà più caldo ci sono Firenze (con picchi di 39–40 °C), Roma (38–39 °C) e Bologna (38–39°C). A Milano e Torino si toccheranno temperature leggermente inferiori (tra i 35 e i 38 °C) ma ci sarà un’afa molto pesante. Nelle città del Sud invece si starà “un po’ meglio”: farà sempre molto caldo, eh, ma non si raggiungeranno picchi estremi, e il clima sarà in generale più ventilato. In serata potrebbe esserci anche qualche locale temporale sulle Alpi occidentali, nel nord-ovest del Piemonte e sui rilievi della Lombardia.

Perché siamo qui dall’alba al tramonto

Buongiorno. Più o meno in questo momento il sole sta sorgendo a Punta Palascia, vicino a Otranto, in Puglia: il primo posto in Italia a vedere l’alba. Da qui alle 21:30 circa, quando gli ultimi raggi di sole illumineranno la cima del Monte Bianco, l’ultimo tramonto italiano, sarà una giornata estremamente calda in buona parte del paese. Una delle più calde della intensa ondata di calore che da più di una settimana sta interessando l’Europa, e che ci accompagnerà ancora per alcuni giorni. 

Per queste sedici ore circa il Post aggiornerà un liveblog, uno strumento che associamo a eventi e notizie straordinarie, per raccontare da varie prospettive una giornata che invece è diventata e diventerà sempre più ordinaria nelle nostre estati. Ondate di calore come questa saranno sempre di più la nuova normalità, per via del cambiamento climatico: e condizioneranno sempre di più le nostre vite, i nostri lavori, il nostro tempo libero, la nostra salute. E richiederanno con sempre maggiore urgenza sia strategie di adattamento per il breve periodo, sia idee e determinazioni per provare a mitigare il loro impatto sulle prossime generazioni.

Ci saranno aggiornamenti sulle notizie e sulle temperature, reportage da diverse città e campagne italiane, racconti su persone e settori particolarmente colpiti dal caldo o interessanti per altre ragioni, foto di come tutti noi affrontiamo temperature che in alcuni luoghi potrebbero raggiungere i 40 °C. Ma anche molte spiegazioni, approfondimenti, curiosità, deviazioni, anche quelle che aiuteranno ad alleggerire la pesantezza opprimente di questa afa. Hot stuff. Cominciamo.