eBook, mp3 e gli altri: è cultura digitale. Punto.

Nessuno sano di mente potrebbe schierarsi contro gli e-book
(sombrero)
Coloro che si schierano a priori contro gli ebook si perdono in un allarmismo un po’ precoce
(Valentina Genovese)

Non una parola contro, Franzen pare aver toppato insomma.

Di fronte al “primo cambio di formato a cui sono sottoposti i libri dopo centinaia d’anni” per dirla con Davide Bertozzi, voi, avete le idee chiare.
E va bene, forse la musica ha fatto davvero da apripista nella nostra mente: “La maggior parte delle produzioni artistiche (musicali, video o anche narrative) passa attraverso i supporti e gli strumenti più disparati, contemporaneamente. Perché, alla fin fine, per un romanzo non dovrebbe poter essere lo stesso?” (sempre Valentina); ma i motivi d’apertura che ci avete dato sono diversi:

1) la comodità, la prima cosa che viene in mente: “va bene il profumo della carta e l’arredo dei libri, ma c’è anche la comodità di conservazione e fruizione degli ebook o degli audiolibri”. (seispeed)

2) le possibilità: l’e-book “ha potenzialità molto più grandi rispetto al semplice scimmiottare il libro cartaceo!!!! Può contenere contenuti extra, può diventare ipertestuale… e chissà che altro che io ancora non posso immaginare.”. (Eilan)

3) l’accessibilità. Se così è, allora magari un Guerra e pace corredato di ipertesti potrebbe risultare più accattivante, anche “per le nuovissime generazioni e per come sono “nate e cresciute” a contatto con le immagini digitali”. (Valentina)

Per questo avevamo posto la domanda “Se da domani tutte le narrazioni venissero pubblicate su e-book avremmo narrazioni diverse?” Perché senza tirare in ballo facili richiami a McLuhan  – quello di “The medium is the message” –  da un lato le storie già scritte potrebbero essere arricchite da ipertesti, dall’altro quelle nuove potrebbero esprimersi attraverso vie comunicative che ancora non sappiamo.

Insomma siete, e siamo, convinti che la digitalizzazione della cultura sia una scelta in più, un diverso tipo di approccio, “L’utente è portato a divenire più superficialmente tuttologo. Assaggia tutto o quasi ma investe su ciò che lo colpisce. Può scaricare a due euro un film in streaming sul pc e dopo non perdersi più un film al cinema di quello stesso regista, che magari non avrebbe mai scoperto altrimenti”. (seispeed)

E non c’è preoccupazione neanche per la sorte del libro: “Se si arriverà a stampare solo prodotti di una certa qualità per giustificare l’acquisto del libro rispetto allo scaricamento dell’ebook, ben venga! Io continuo a comprare i dischi che valgono la pena di essere acquistati, magari prima ho ascoltato il disco scaricato…”. (Eilan)

E sembra proprio questa la strada, come ha detto qua da noi qualche giorno fa Art Spiegelman, anche se parlando di fumetti “chi vorrà pubblicare ancora su carta dovrà pensare al libro come oggetto d’arte”, anche se poi speriamo non ci si speculi sopra… A proposito, bella battuta seispeed: “D’inverno non tutti andiamo in giro con un Moncler da 600 euro, ma abbiamo tutti un giubbotto.

Sicuramente qualcosa cambierà e, come ogni mutazione, aspetti positivi e negativi s’intrecceranno. Ci saranno per certo:

Autori diversi: “Mi piacciono quegli artisti che hanno ripensato il loro modo di proporsi live e che cercano di utilizzare il web a loro favore, magari permettendo l’ascolto dell’anteprima del disco” (ancora Eilan);

Editori attenti a pensare non solo al risparmio ma allo sviluppo e all’innovazione. Ecco, per esempio, cosa ci ha detto Fabio Di Pietro, Paperback Editor FeltrinelliCome editori dobbiamo abituarci a muoverci di più e meglio, il ritmo che abbiamo conosciuto finora è destinato a mutare, spezzarsi, accelerare”; e al problema dell’autorialità: “L’e-book renderà la pirateria un gioco da ragazzi e in questo settore mi schiero decisamente dalla parte degli autori. Se volete leggere gratis un libro di vostro gradimento, scrivetevelo da soli.” (sombrero);

e anche, infine, a una letteratura diversa: “Francamente inizio anche a pensare che la commercializzazione dell’oggetto libro abbia fatto del male alla letteratura. Il letterato di una volta o l’umanista non esistono più. Celebriamo autori che hanno venduto milioni di copie più dei vincitori dei premi Nobel, è evidente che il libro oggi giorno è legato al profitto e non al suo contenuto”. (Eilan).

Ora vedremo che succederà, anche se il futuro s’intravede (http://readmill.com/), consapevoli che si cadrà comunque in piedi: “L’associazione letteratura-libro è una cosa moderna. Da archeologa ho letto Gilgamesh su tavoletta cuneiforme, l’ho poi visto trascritto su papiro…Ho studiato l’Iliade e l’Odissea in quanto opere tramandate oralmente. La grande letteratura è stata scritta ben prima che il libro fosse inventato”. (Eilan)

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Foto: (DIBYANGSHU SARKAR/AFP/Getty Images)