Invivibbile

Per essere uno che non ci ha mai abitato, ho un rapporto molto stretto con la capitale Da quando abito in Giappone, finisco per andarci più di frequente che nella mia città natale.Stavolta era diverso, c’era un’aria da centocinquantesimo. Sono salito sul Vittoriano che pur essendo orribile è una cosa a cui ci si abitua, ci si affeziona, quasi. Mi hanno fatto tenerezza tutti i tricolori che ho visto esposti in giro. Bandiere nuove nuove, con ancora le pieghe addosso, spesso attaccate ai pali della luce con il nastro adesivo da pacchi, in modo approssimativo, tenero.

Però c’è una cosa che mi ha fatto rimpiangere profondamente Tokyo: il sistema dei trasporti. La quantità di tempo utilizzata per gli spostamenti è improponibile. So che l’argomento sembra un pretesto per i comici (talmente tanto traffico…), ma è triste. Lo dico abitando a Tokyo e soprattutto pensando alla salute e ai rischi provenienti dall’aria in cui siamo immersi. Va bene preoccuparsi delle radiazioni e degli incidenti nucleari, ma davvero vivere in un posto la cui l’aria puzza tanto da levare il fiato non provoca danni alla salute? Se penso che questa è la condizione abituale in cui vivono molti miei amici e parenti, in assenza di incidenti, forse sono io a preoccuparmi per loro.