Per quanto tempo ancora?

«I can’t believe the news today, I can’t close my eyes and make it go away. How long, how long must we sing this song?». A 28 anni da Bloody Sunday e a 38 dalla strage di Derry, Irlanda del Nord, che ispirò la canzone più famosa degli U2, un’indagine governativa sta per rivelare la verità sulla Domenica di sangue. Le anticipazioni parlano di un riconoscimento delle colpe del 1° battaglione paracadutisti dell’esercito britannico, che sparò sulla folla inerme dei dimostranti dell’Ira uccidendo 14 persone. L’inchiesta è stata imposta da Tony Blair per “riparare” l’oltraggio alla giustizia e alla memoria commesso all’epoca dei fatti, quando magistratura e governo insabbiarono le responsabilità del massacro.

In Italia, il prossimo 2 agosto, celebreremo il trentennale della strage di Bologna. Per la prima volta sul palco non ci saranno esponenti del governo: lo si è deciso per evitare il solito spettacolo dei fischi che accompagna la commemorazione. Tutti sanno che la verità non è quella sancita dalle sentenze. Un libro recente (“Intrigo internazionale”, di Priore e Fasanella, ed. Chiarelettere), indica in modo molto preciso le responsabilità politiche nei depistaggi di quella stagione. Perché noi non abbiamo mai avuto un Blair con il coraggio di alzare il sipario sulle “verità indicibili” del nostro Bloody Saturday? E per quanto dovremmo ancora cantare questa canzone?