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  • giovedì 27 Maggio 2010

La verità sul Bloody Sunday?

Verrà pubblicato il 15 giugno il rapporto dell'inchiesta sulla strage avvenuta in Irlanda del Nord nel '72

I soldati britannici aprirono il fuoco su un gruppo di manifestanti irlandesi disarmati

Forse il prossimo 15 giugno si saprà definitivamente cosa sia successo domenica 30 gennaio 1972 a Derry, in Irlanda del Nord, il giorno meglio conosciuto come Bloody Sunday — la domenica di sangue — che gli U2 hanno ricordato nel loro pezzo Sunday bloody sunday. Come scrive la BBC, verrà infatti pubblicato il rapporto conclusivo dell’inchiesta durata 12 anni che l’ex premier britannico Tony Blair aprì per cercare di far luce sull’uccisione di tredici persone, la maggior parte giovani, da parte del Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico in occasione di una manifestazione per i diritti civili.

Dalla fine degli anni Sessanta in poi l’Irlanda del Nord ha vissuto decenni di violenze, divisa tra i sostenitori dell’appartenza al Regno Unito (gli unionisti) e chi invece spingeva per una riunificazione dell’Irlanda (gli indipendentisti), tra cui l’organizzazione terroristica dell’IRA. Una delle tante leggi speciali emanate dal governo unionista prevedeva che gli oppositori potessero venire incarcerati senza processo e a tempo indefinito, solo con l’approvazione del ministro degli interni dell’Irlanda del Nord. La manifestazione di Derry, come tante altre in quei giorni, protestava proprio contro questa decisione.

I paracadutisti, che avevano l’ordine di disperdere la folla, iniziarono a sparare all’improvviso sui manifestanti. I soldati in seguito si difesero dicendo di aver sentito colpi d’arma da fuoco partire dalla folla, affermazioni in contrasto con le decine e decine di testimoni che non videro alcuna arma in mano ai manifestanti. Una prima inchiesta, aperta poco dopo l’avvenimento, prosciolse le autorità e i soldati britannici da ogni colpa, ma venne in seguito considerata un insabbiamento della verità. I familiari delle vittime e i soldati coinvolti potranno vedere il rapporto qualche ora prima della pubblicazione, e si incontreranno con i propri avvocati per studiarlo.