Donald Trump buttava i documenti ufficiali nel wc?

Donald Trump buttava i documenti ufficiali nel wc?

Lunedì il sito di news Axios ha pubblicato due foto che mostrano alcuni documenti che sarebbero stati strappati e buttati nel wc da Donald Trump nel corso del suo mandato da presidente. Le foto sono contenute in un libro di prossima pubblicazione della giornalista del New York Times Maggie Haberman, una delle più note e rispettate corrispondenti dalla Casa Bianca. Non ci sono conferme che quei documenti siano effettivamente stati strappati da Trump, ma la calligrafia sembra effettivamente quella dell’ex presidente.

Le foto confermerebbero quanto rivelato nei mesi scorsi da diversi dipendenti della Casa Bianca a Haberman, secondo cui nel corso del suo mandato Trump avrebbe ripetutamente buttato nel wc documenti di vario tipo, intasando le condutture. Tra questi ci sarebbero anche documenti ufficiali che per legge il presidente americano deve conservare e consegnare a fine mandato ai National Archives, l’agenzia del governo degli Stati Uniti incaricata di conservare i più importanti documenti governativi. La stessa agenzia a gennaio aveva confermato che Trump aveva strappato alcuni documenti ufficiali, che sarebbero stati poi ricomposti da alcuni suoi collaboratori.

Al termine del suo mandato, Trump avrebbe anche portato via dalla Casa Bianca diversi documenti ufficiali senza riconsegnarli ai National Archives. Secondo l’agenzia, tra questi documenti potrebbero essercene anche di “classified”, ovvero riservati e coperti da vincolo di segretezza, che non possono essere assolutamente divulgati. Per questo motivo, martedì l’FBI ha condotto una perquisizione nella casa di Trump in Florida per verificare la presenza o meno di documenti di questo tipo.

L’enorme incendio nel deposito di carburante al porto di Matanzas, a Cuba

L'enorme incendio nel deposito di carburante al porto di Matanzas, a Cuba

Venerdì sera un fulmine ha colpito uno degli otto depositi di carburante dell’area del porto di Matanzas, nella parte nord-occidentale di Cuba, provocando un’esplosione che ha causato un grosso incendio e un’enorme nuvola di fumo nero visibile anche a vari chilometri di distanza; sabato le fiamme si sono estese a un altro deposito, provocando un’ulteriore esplosione. Le autorità cubane hanno fatto sapere che nella seconda esplosione sono state ferite almeno 121 persone, 36 delle quali hanno avuto bisogno di cure mediche in ospedale. Una persona è morta e 17 vigili del fuoco risultano dispersi; più di 4mila civili sono stati evacuati dall’area.

Domenica l’incendio è proseguito per il terzo giorno consecutivo. Oltre ai vigili del fuoco, sul posto sono intervenuti anche vari elicotteri militari e squadre di soccorso specializzate arrivate dal Messico e dal Venezuela. Secondo Prensa Latina, l’agenzia di stampa di Cuba, al momento l’incendio non sarebbe un pericolo per la vicina centrale elettrica Antonio Guiteras, una delle più grandi del paese. Ancora prima dell’incendio, a Cuba le interruzioni nel servizio elettrico erano frequenti sia per via dei guasti alle centrali elettriche che per la carenza di combustibile.

Il video del nuovo crollo al deposito di cereali nel porto di Beirut

Il video del nuovo crollo al deposito di cereali nel porto di Beirut

È crollata un’altra parte del grosso deposito di cereali gravemente danneggiato nella violenta esplosione del 4 agosto 2020 al porto di Beirut, la capitale del Libano. Un primo crollo era avvenuto domenica scorsa e quello di oggi era stato annunciato a causa dell’aumento dell’inclinazione sui lati ovest ed est dei silos.

Da circa tre settimane nel deposito era in corso un incendio che si pensa fosse stato provocato dalla fermentazione dei cereali con il grande calore estivo, e che i vigili del fuoco non erano riusciti a contenere.

Nell’esplosione dell’agosto del 2020 morirono più di 200 persone, altre 7 mila furono ferite e moltissimi edifici della città subirono danni. Lo scorso aprile il governo libanese aveva deciso di demolire l’edificio, ma poi non era accaduto a causa delle proteste dei familiari delle persone coinvolte nell’esplosione e delle famiglie dei morti, secondo cui nel deposito potrebbero esserci prove utili per le indagini.

Nuovo Flash