Lo spettacolare negozio ricoperto di ghiaccio a causa del grande freddo in Wisconsin

Lo spettacolare negozio ricoperto di ghiaccio a causa del grande freddo in Wisconsin

Il grande freddo che negli ultimi giorni ha colpito buona parte del nord-est degli Stati Uniti ha avuto conseguenze anche a Gills Rock, una piccola località sul lago Michigan, nel nord-est del Wisconsin. Tra il 23 e il 24 dicembre il vento forte, con raffiche fino a 95 chilometri orari, ha sollevato grosse onde che sono arrivate fino a un piccolo negozio di souvenir chiamato Simply Scandinavian: a causa delle bassissime temperature, l’acqua portata a riva dalle onde si è gelata molto in fretta, trasformandosi in uno strato di ghiaccio spesso circa 30 centimetri che ha avvolto l’edificio e ricoperto il paesaggio che lo circonda, dandogli un aspetto spettacolare e un po’ fiabesco.

Gretel Sannikas, la titolare del negozio, ne ha parlato come di una delle gelate più impressionanti che la gente del posto ricordi.

(Dalla pagina Facebook di Simply Scandinavian)

– Leggi anche: Perché in Europa non c’è il gran freddo che ha colpito il Nord America

L’alluvione nel sito archeologico di Petra, in Giordania

L'alluvione nel sito archeologico di Petra, in Giordania

Lunedì c’è stata un’alluvione nel sito archeologico di Petra, nel sud della Giordania, causata dalle piogge torrenziali che hanno interessato la zona negli ultimi giorni: i turisti sono stati evacuati e il sito ha riaperto il giorno dopo, cioè martedì. Per ora non ci sono notizie di feriti. L’alluvione ha provocato fiumi d’acqua e fango all’interno del sito, sia a terra che lungo i muri di pietra, come mostrato da alcuni video. Il sito archeologico di Petra era già stato soggetto a inondazioni: era successo nel 2018, quando erano morte 12 persone e ne erano state evacuate circa 4mila, e ancora prima nel 1963: in quell’occasione nel sito erano morte 23 persone, 22 turisti francesi e una guida.

È di nuovo il periodo dei bagni caldi per i capibara di Tokyo

È di nuovo il periodo dei bagni caldi per i capibara di Tokyo

I capibara sono i più grandi roditori al mondo, e sono originari del Sud America. Allo stato brado si trovano soprattutto nelle savane e nelle foreste pluviali, dato che hanno bisogno di vivere vicino a grossi specchi d’acqua: sono infatti mammiferi semiacquatici che possono immergersi anche per cinque minuti alla volta senza aver bisogno di prendere il fiato. La maggior parte delle foto, video, illustrazioni e meme che li ritrae, però, mostra i capibara in una situazione specifica: immersi nell’acqua calda di un’onsen, ossia un bagno termale giapponese, meglio se circondati da agrumi, mele o petali di fiori.

Questo perché vari zoo che ospitano esemplari di questi animali in Giappone hanno introdotto da decenni la tradizione di far fare ai propri capibara diversi bagni caldi nel corso dell’inverno. Il primo zoo ad averlo fatto è quello di Izu Shaboten, vicino a Tokyo, i cui custodi si sono accorti nell’inverno del 1982 – quindi quarant’anni fa – che i loro capibara amavano particolarmente passare lunghi periodi di tempo in acqua, ma che quella a temperatura ambiente era troppo fredda per loro nei mesi invernali. Da allora, vari zoo giapponesi hanno adottato questa usanza: a gennaio si è anche tenuta una gara tra i vari zoo per vedere quale dei loro capibara fosse pronto a passare più tempo a mollo nell’acqua termale.

Quest’anno, lo zoo di Izu Shaboten sta festeggiando il quarantesimo anniversario di questa usanza con un fitto calendario di bagni speciali per i propri capibara: qualche giorno fa, in occasione del solstizio d’inverno, hanno fatto il bagno con i frutti di yuzu, agrumi asiatici che normalmente si immergono nell’acqua perché si crede che proteggano dal raffreddore e rilassino il corpo e la mente.

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