Il primo ministro canadese Justin Trudeau è stato sgridato per aver mangiato uno snack in Parlamento

Il primo ministro canadese Justin Trudeau è stato sgridato per aver mangiato uno snack in Parlamento

Il primo ministro canadese, coinvolto in questi giorni in un grave scandalo in cui è accusato di aver favorito un’azienda sua alleata, si è scusato pubblicamente per aver mangiato uno snack al cioccolato durante una seduta del Parlamento. Secondo il regolamento, infatti, durante una seduta i deputati canadese possono bere acqua, ma il consumo di qualsiasi altra bevenda o cibo è espressamente vietato.

Trudeau è stato accusato dal deputato conservatore Scott Reid, che ha spiegato di aver visto mangiare diversi ministri e lo stesso primo ministro. Reid ha poi aggiunto: «Il primo ministro ha già macchiato quest’aula con la corruzione. Spero non voglia fare lo stesso con la senape». Reid aveva accusato Trudeau di aver mangiato un bagel. Nello scusarsi Trudeau ha precisato che si trattava invece di uno snack al cioccolato.

Grande Giove!

Grande Giove!

Questa immagine di Giove è stata realizzata mettendo insieme tre fotografie distinte scattate dalla sonda spaziale Juno della NASA, che dal luglio del 2016 orbita intorno al pianeta più grande del nostro sistema solare. L’immagine è stata realizzata da Kevin M. Gill ed è stata chiamata “Jupiter Marble” della NASA, con un riferimento a “Blue Marble”, la famosa fotografia che ritrae la Terra nella sua interezza scattata dall’equipaggio dell’Apollo 17 durante la loro missione verso la Luna nel 1972 (“marble” in inglese significa “biglia”).

Clicca per ingrandire (NASA)

Jupiter Marble è piuttosto spettacolare perché mostra in un’unica immagine diverse caratteristiche tipiche di Giove. In alto a destra è visibile la Grande Macchia Rossa, una colossale tempesta che dura da almeno tre secoli, così estesa da avere un diametro pari a tre volte quello della Terra. Altre tempeste sono visibili nell’emisfero meridionale del pianeta, in grande dettaglio grazie alle strumentazioni più precise di Juno rispetto ad altre sonde che l’hanno preceduta nell’esplorazione di quella porzione di Spazio.

Juno ha scattato le sue fotografie mentre si trovava tra i 27mila e i 95mila chilometri di distanza da Giove. Ci vorrebbero 11 pianeti come il nostro messi in fila per coprire il diametro di Giove, e ne servirebbero 300 per ottenere una massa pari alla sua. Il pianeta non è però roccioso come la Terra: è una gigantesca palla di gas formata per lo più da idrogeno ed elio. Le sue dimensioni suggeriscono che fu il primo pianeta a formarsi nel Sistema solare, quando inglobò gli avanzi dei gas che avevano costituito il Sole. Giove impiega 12 anni per compiere un giro intero intorno al Sole e gira velocissimo su se stesso: un giorno da quelle parti dura appena 10 ore.

Gli inglesi che chiedono a Salvini di fermare il rinvio di Brexit con Google Translate

Gli inglesi che chiedono a Salvini di fermare il rinvio di Brexit con Google Translate

Nelle ultime settimane diversi politici britannici e sostenitori di Brexit hanno chiesto via Twitter al ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, di aiutarli a uscire dall’Unione Europea mettendo il veto sulla proroga dell’Articolo 50 richiesta dal governo di Theresa May all’Unione Europea.

Nei prossimi giorni, infatti, il Consiglio dell’Unione europea dovrà decidere se estendere la scadenza prevista dall’Articolo 50, che stabilisce che il Regno Unito sarà fuori dall’Unione a partire dalla mezzanotte del 29 marzo. La proroga chiesta dal governo May sarà concessa soltanto se tutti i capi di stato e di governo voteranno all’unanimità per concederla. Visto che al momento il Parlamento britannico non ha approvato l’accordo di uscita, se questa proroga non venisse garantita significherebbe che tra poco più di una settimana il Regno Unito sarebbe fuori senza un accordo, il famoso scenario del “no deal” temuto da molti ma fortemente voluto dagli euroscettici favorevoli a Brexit.

Accanto ai leader britannici più famosi che hanno chiesto a Salvini di opporsi alla proroga dell’Articolo 50 ci sono anche decine di semplici cittadini britannici che hanno deciso di chiedere a Salvini la stessa cosa. Molti di loro hanno deciso di farlo in italiano, utilizzando dei sistemi di traduzione automatica con effetti, ovviamente, non del tutto positivi.

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