Il video della grande scia luminosa che si è vista nel cielo della Sardegna

Il video della grande scia luminosa che si è vista nel cielo della Sardegna

La sera del 16 agosto molte persone in Sardegna hanno visto una scia luminosa nel cielo, molto più grande delle normali “stelle cadenti”. Una di queste persone, Claudio Porcu, l’ha filmata grazie a una dashcam – una di quelle telecamere che in alcuni paesi è abbastanza comune tenere sul cruscotto delle automobili – mentre guidava verso Torregrande, in provincia di Oristano, e ha pubblicato il video su Twitter. L’astrofisico Manuel Floris ha detto all’Unione Sarda che è possibile che si trattasse di un meteorite fatto di un oggetto piuttosto piccolo: «È probabile che non pesasse più di un chilo». Dato che la scia è stata vista anche a Barcellona, in Spagna, Floris ha ipotizzato che l’oggetto sia caduto in mare, tra la Sardegna e le isole Baleari.

Il record mondiale sui 100 metri di Usain Bolt, dieci anni fa

Il record mondiale sui 100 metri di Usain Bolt, dieci anni fa

Il 16 agosto 2009 l’ex velocista giamaicano Usain Bolt stabilì il record mondiale sui 100 metri piani correndo in 9.58 secondi la finale dei Mondiali di atletica leggera di Berlino. Quel giorno — a 23 anni ancora da compiere — il più forte velocista di tutti i tempi migliorò il record mondiale per la terza volta in due anni, dopo il 9.72 ottenuto a New York nel 2008 e il 9.69 alle Olimpiadi di Pechino dello stesso anno. Quattro giorni dopo, sempre all’Olympiastadion di Berlino, Bolt stabilì anche il nuovo record mondiale dei 200 metri correndo in 19.19 e migliorando il suo precedente record di 19.30. Entrambi i record sono tuttora validi, e per Bolt si aggiungono al terzo che ancora detiene, stabilito alle Olimpiadi di Londra del 2012 con la squadra giamaicana nella staffetta 4×100.

La protesta di Colin Kaepernick continua da tre anni

La protesta di Colin Kaepernick continua da tre anni

Il 14 agosto del 2016 l’allora quarterback dei San Francisco 49ers, Colin Kaepernick, rimase seduto a bordo campo durante l’esecuzione dell’inno statunitense prima di una partita della preseason estiva della National Football League. Lo fece anche quattro giorni dopo, ma il gesto passò inosservato. Negli Stati Uniti si iniziò a parlare di Kaepernick il 26 dello stesso mese, quando venne notato in panchina durante l’esecuzione dell’inno. Qualche ora dopo Kaepernick parlò per la prima volta della sua protesta alla stampa, dicendo: «Non starò in piedi per dimostrare il mio orgoglio per la bandiera di un paese che opprime i neri e le minoranze etniche. Per me è più importante del football, e sarebbe egoista guardare dall’altra parte. Ci sono cadaveri per le strade, e persone che la fanno franca». Nel 2017, al termine di quella stagione, il suo contratto con i 49ers terminò: da allora nessuna squadra di NFL lo ha più ingaggiato.

La sua protesta è tuttora uno dei temi più discussi nello sport nordamericano. Decine di sportivi lo hanno imitato, e alcuni di loro hanno subito ripercussioni. L’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sostenne Kaepernick e la protesta, mentre l’attuale presidente, Donald Trump, alimentò le polemiche attaccando molto duramente tutti i professionisti che si erano inginocchiati durante l’inno. Nel frattempo Kaepernick ha compiuto 31 anni, è diventato uno dei testimonial principali di Nike e da 897 giorni continua ad allenarsi a pieno regime, sperando ancora nel ritorno in NFL.

 

La protesta silenziosa di Colin Kaepernick

Nuovo Flash