Ora in cima alla Sagrada Familia di Barcellona c’è una stella

Ora in cima alla Sagrada Familia di Barcellona c'è una stella

Lunedì è stata completata la costruzione della Torre di Maria, una delle torri che compongono la basilica della Sagrada Familia di Barcellona, in Spagna, opera iniziata alla fine dell’Ottocento dall’architetto Antoni Gaudí e non ancora finita. La torre, di 127 metri, ora è sormontata da una stella a 12 punte, uno dei simboli legati alla madre di Cristo, Maria.

La torre, con l’illuminazione della stella, verrà inaugurata ufficialmente l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione. La Torre di Maria è la più alta costruita finora nella basilica, ma nel progetto finale la più alta sarà la Torre di Gesù, che arriverà a oltre 172 metri: per il suo completamento però ci vorranno ancora diversi anni.

 

La plateale simulazione di Deyverson negli ultimi minuti della finale di Copa Libertadores

La plateale simulazione di Deyverson negli ultimi minuti della finale di Copa Libertadores

Sabato il Palmeiras ha vinto la finale di Copa Libertadores, il più importante torneo per club del calcio sudamericano, contro il Flamengo. La partita era finita in parità nei minuti regolamentari e quindi era proseguita ai supplementari, in cui il Palmeiras era riuscito a passare nuovamente in vantaggio. Nei successivi venti minuti il Palmeiras ha tentato più volte di perdere tempo per difendere il risultato, e uno dei tentativi si è risolto in una plateale e forse involontariamente comica simulazione: mentre tornava verso la sua metà campo, a gioco fermo, l’attaccante Deyverson (peraltro autore del gol decisivo) ha ricevuto una lieve pacca dall’arbitro. Appena si è sentito toccato è crollato a terra.

Il video dal fronte di guerra del primo ministro etiope, premio Nobel per la Pace

Il video dal fronte di guerra del primo ministro etiope, premio Nobel per la Pace

La televisione di stato etiope ha mandato in onda venerdì un video di Abiy Ahmed, primo ministro dell’Etiopia, mentre apparentemente si trova sul fronte della guerra contro i ribelli del Tigrè: indossa una divisa militare ed è filmato mentre fa varie attività, come parlare con una grossa radio. Abiy Ahmed aveva promesso nei giorni scorsi che avrebbe partecipato agli scontri sul fronte e che avrebbe guidato «personalmente» le forze etiopi in combattimento.

L’Etiopia era considerata fino a un anno fa il paese più stabile del Corno D’Africa e nel 2019 il primo ministro Abiy Ahmed aveva vinto il Nobel per la Pace per i suoi sforzi nel concludere un accordo di pace con la vicina Eritrea, con cui l’Etiopia era formalmente in guerra dal 1998. Abiy Ahmed era anche elogiato a livello internazionale per avere avviato una serie di importanti riforme democratiche nel paese. Un anno fa, tuttavia, l’esercito federale aveva iniziato una grossa operazione militare nella regione settentrionale del Tigrè, con l’obiettivo di sconfiggere i separatisti del Fronte di liberazione del Tigrè (TPLF).

Il governo federale sperava di prendere presto il controllo della regione separatista, ma la situazione si era ben presto ribaltata: i ribelli avevano respinto l’attacco e di recente si sono spinti anche fuori dal Tigrè, arrivando perfino a minacciare Addis Abeba, la capitale etiope.

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