L’impresa del River Plate con un centrocampista infortunato in porta

(Juan Ignacio Roncoroni - Pool/Getty Images)
(Juan Ignacio Roncoroni - Pool/Getty Images)

Da alcuni giorni la squadra di calcio argentina del River Plate riscontra tantissime positività al coronavirus tra i suoi tesserati. Domenica scorsa si era ritrovata a giocare il sentitissimo derby di Buenos Aires contro il Boca Juniors senza quindici giocatori. Nonostante più di mezza squadra fosse assente, il River era riuscito a tenere testa al Boca fino ai calci di rigore, ma infine era stato battuto ed eliminato dalla coppa nazionale.

Nel frattempo le positività sono salite a venti, ma il River ha continuato a giocare, costretto dalle regole piuttosto rigide della federazione argentina e della confederazione sudamericana.

Nella notte tra mercoledì e giovedì ha ospitato a Buenos Aires i colombiani del Santa Fe per la fase a gironi di Copa Libertadores in una situazione ancora peggiore: senza tutti e quattro i portieri in rosa. Si è presentato in campo con undici giocatori contati — il minimo consentito —, due giovani esordienti e un centrocampista in porta, il trentacinquenne Enzo Perez, ex di Benfica e Valencia, peraltro infortunatosi nella partita di domenica contro il Boca.


Contro ogni pronostico, e contro una squadra al completo, il River è riuscito nell’impresa di vincere 2-1 segnando entrambi i suoi gol nei primi dieci minuti di partita. E Perez, con le sue parate improvvisate, è stato eletto miglior giocatore in campo. La partita è stata la cosa più vista in televisione in Argentina mercoledì sera, come ha scritto il Clarin.