Rafael Leao ha segnato il gol più veloce nella storia della Serie A

Rafael Leao ha segnato il gol più veloce nella storia della Serie A

Domenica pomeriggio l’attaccante del Milan Rafael Leao ha segnato il gol più veloce nella storia della Serie A, appena 6,76 secondi dopo l’inizio della partita contro il Sassuolo valida per la tredicesima giornata di campionato. In precedenza il record apparteneva a Paolo Poggi, che nel 2001 con la maglia del Piacenza segnò alla Fiorentina in 8,9 secondi.

Anche Mike Pence si è vaccinato

Anche Mike Pence si è vaccinato

Venerdì mattina il vicepresidente uscente degli Stati Uniti, Mike Pence, si è fatto vaccinare contro il coronavirus: sia lui che sua moglie Karen si sono fatti iniettare una dose del vaccino prodotto da Pfizer-BioNTech e approvato lo scorso 12 dicembre dalla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia governativa statunitense che si occupa di farmaci. Pence, che è a capo della task force dell’amministrazione Trump per il contrasto della pandemia, si è fatto vaccinare in diretta televisiva, per spronare anche i cittadini americani più scettici a vaccinarsi.

Dopo la vaccinazione Pence ha definito il vaccino «un miracolo medico» e ha detto che «in media i vaccini, mi dicono gli esperti, di solito impiegano dagli otto ai 12 anni per essere sviluppati, prodotti e distribuiti. Ma negli Stati Uniti siamo sulla buona strada per somministrare milioni di dosi al popolo americano in meno di un anno. È davvero un miracolo».

Il presidente uscente Donald Trump, invece, per ora non si farà vaccinare: un funzionario della Casa Bianca ha detto a CNN che non verrà vaccinato a meno che non gli venga raccomandato dai suoi medici personali. Secondo il funzionario, infatti, Trump starebbe ancora godendo dei benefici della potente cura farmacologica a cui si era sottoposto a ottobre dopo aver contratto la COVID-19.

Facebook ha criticato Apple comprando una pagina sui principali giornali statunitensi

Facebook ha criticato Apple comprando una pagina sui principali giornali statunitensi

Facebook ha pubblicato annunci a pagina intera su New York Times, Washington Post e Wall Street Journal per criticare le modifiche per la difesa della privacy che verranno introdotte da Apple nella nuova versione del suo sistema operativo per smartphone, iOS.

Facebook sostiene che le modifiche che saranno introdotte in iOS 14 renderebbero più difficile raccogliere dati sugli utenti e conseguentemente indirizzare la pubblicità delle aziende. Nella nuova versione di iOS 14, ogni utente potrà infatti impedire alle applicazioni di tracciare le proprie attività su Internet, nascondendo informazioni utilizzate per mostrare inserzioni pubblicitarie personalizzate.

Facebook ottiene buona parte dei propri ricavi grazie a questi sistemi, e secondo i suoi dirigenti potrebbe perdere così una quota rilevante dei suoi introiti. Secondo l’azienda, inoltre, le modifiche di Apple non creerebbero danni soltanto a Facebook, ma anche ad altre piccole imprese che utilizzano la pubblicità personalizzata come fonte di ricavo.

Apple sostiene invece che non sta impedendo né il tracciamento né la pubblicità personalizzata, ma che sta consentendo a ciascun utente di decidere da sé se accettare il tracciamento o meno. Di solito, sostiene Apple, quando un utente è tracciato le sue informazioni personali finiscono nelle mani di altre aziende senza che lo sappia. Le nuove modifiche sulla privacy servono a dare all’utente più controllo sui suoi dati personali.

Apple aveva pianificato di introdurre queste modifiche alla privacy già a settembre, nella versione iniziale di iOS 14, ma aveva poi deciso di rinviarle all’inizio del 2021.

Facebook ha detto che i cambiamenti di Apple saranno «devastanti per le piccole imprese» che si affidano alla pubblicità personalizzata e sostiene che i cambiamenti sono motivati non dalla protezione della privacy ma da ragioni di business. Anche se Apple non ha risposto direttamente agli annunci sui giornali di oggi, il mese scorso la società aveva risposto ad attacchi simili di Facebook accusando il social network di «disprezzo per la privacy degli utenti».

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