Il nuovo proprietario del Palermo si è tatuato lo stemma della squadra sul petto

Il nuovo proprietario del Palermo si è tatuato lo stemma della squadra sul petto

Questa mattina, allo stadio Renzo Barbera di Palermo, c’è stata la conferenza stampa di presentazione del nuovo presidente del Palermo Calcio, Paul Baccaglini, che ha spiegato ai giornalisti presenti come si è sviluppata la trattativa con Maurizio Zamparini, presidente del club negli ultimi quindici anni, e ha chiarito i suoi progetti per il futuro della squadra, che nei prossimi mesi dovrebbe acquistare completamente. Prima di iniziare a lavorare nel mondo della finanza, Baccaglini, che ha 33 anni ed è italoamericano, è stato inviato della trasmissione di Italia 1 Le Iene, per cui ha girato diversi servizi. Come prevedibile, alla conferenza stampa di questa mattina c’era anche un inviato delle Iene, con cui ieri notte Baccaglini si è tatuato lo stemma del Palermo sul petto: al termine della conferenza, Baccaglini si è sbottonato la camicia per mostrarlo.

Ben Carson ha paragonato gli schiavi africani ai migranti

Ben Carson ha paragonato gli schiavi africani ai migranti

Ben Carson è un chirurgo afroamericano e politico Repubblicano, da pochi giorni nominato Segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti. Carson, che è conosciuto per le sue posizioni molto di destra e per le sue uscite spesso poco centrate, ha paragonato nel suo primo discorso ufficiale la deportazione degli schiavi africani negli Stati Uniti tra il Sedicesimo e il Diciannovesimo secolo ai viaggi dei migranti. Carson ha detto: «L’America è questo. Una terra di sogni e opportunità. Ci sono stati altri immigrati che arrivarono qui dentro le navi degli schiavisti, e che lavorarono ancora più a lungo, ancora più duramente, per meno. Ma anche loro avevano il sogno che un giorno i loro figli, figlie, nipoti, pronipoti, potessero ottenere prosperità e felicità in questa terra».

Ovviamente la tratta degli schiavi fu molto diversa da come l’ha descritta Carson: milioni di persone africane (si stima più di dieci milioni) furono rapite per secoli in Africa, vendute come merce dagli schiavisti europei e deportate in catene e in condizioni igieniche disastrose per lavorare come schiavi negli Stati Uniti, tra enormi sofferenze. Carson ha anche descritto gli Stati Uniti dell’Ottocento come un posto in cui «non c’erano favori per nessuno, preferenze per nessuno, ma solo la completa equità per tutti, perché quello era ciò che i padri fondatori di questa nazione avevano in mente. Le persone potevano fare quello che volevano, finché quello che volevi non interferiva con me e con quello che volevo io»: un’altra versione idealizzata e storicamente infondata di un periodo storico in cui i nativi americani vennero sterminati e cacciati dalle loro terre, e milioni di persone lavoravano come schiavi. In moltissimi sui social network hanno criticato e preso in giro Carson per quello che ha detto.

Carson poi ha provato a correggersi su Facebook, scrivendo: «Le storie degli schiavi e dei migranti sono esperienze completamente diverse. Gli schiavi furono separati dalle loro famiglie e dalle loro case e costretti contro la loro volontà dopo essere stati venduti come schiavi dagli schiavisti. Gli immigrati hanno scelto di venire in America. Hanno visto questo paese come una terra di opportunità. Al contrario, gli schiavi furono portati qui contro la loro volontà e persero tutte le loro opportunità. (…) Le due esperienze non dovrebbero mai essere paragonate, né dimenticate».

A Melbourne gli omini di alcuni semafori saranno figure femminili per un anno

A Melbourne gli omini di alcuni semafori saranno figure femminili per un anno

Per i prossimi dodici mesi alcuni semafori di Melbourne, in Australia, avranno la figura stilizzata di una donna, e non di un uomo, a indicare ai pedoni quando possono passare.
È un esperimento proposto dall’associazione Committee for Melbourne che ha l’obiettivo di ridurre la formazione di “pregiudizi inconsci” nei confronti delle donne, introducendo una loro rappresentazione in contrasto con l’idea che il simbolo dell’essere umano “standard” debba necessariamente essere un uomo.
La sostituzione dei simboli non sarà fatta a spese dell’amministrazione locale, ma se ne occuperà un’azienda che gestisce parte della rete elettrica cittadina, e che sponsorizzerà l’esperimento.

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