Come ve la cavereste da moderatore dei commenti al New York Times?

Come ve la cavereste da moderatore dei commenti al New York Times?

Il New York Times ha pubblicato sul proprio sito un divertente giochino per fare capire ai propri lettori quali scelte stiano dietro alla moderazione dei commenti ai propri articoli. Il giochino prevede cinque commenti ad altrettante notizie: il giocatore deve decidere se approvarli o meno, per poi scoprire se il New York Times avrebbe fatto o meno la stessa scelta. Attualmente al New York Times ci sono 14 persone che si occupano di gestire i circa 11mila commenti che vengono postati ogni giorno dagli utenti. Non tutti gli articoli però si possono commentare: al momento quelli “aperti” sono circa uno su dieci. Il giochino è in inglese, ma è facilmente comprensibile anche da chi non ha grandissima confidenza con la lingua.

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Questa canzone è stata composta da un’intelligenza artificiale imitando i Beatles

Questa canzone è stata composta da un'intelligenza artificiale imitando i Beatles

Un gruppo di ricerca del Sony CSL Research Laboratory ha insegnato ad alcuni sistemi di intelligenza artificiale a comporre canzoni, imitando lo stile di alcuni grandi cantanti e gruppi. Il servizio sperimentale si chiama Flow Machines e impara gli stili musicali analizzando un gigantesco database di canzoni. Questa qui sotto è “Daddy’s Car”, realizzata dall’intelligenza artificiale di Sony sullo stile dei Beatles. Nel 2017 le composizioni prodotte con Flow Machines saranno pubblicate in un disco.

Il ministro Lorenzin e l’oscuramento dei neri

Il ministro Lorenzin e l'oscuramento dei neri

Ad aggiungere un’ulteriore puntata alla imbarazzante saga della campagna ministeriale sul “Fertility Day” che forse sarebbe meglio concludere e seppellire, il ministro Lorenzin ha diffuso un video in cui mostra – a suo dire come attenuante – una versione della campagna incriminata diversa da quella diffusa ufficialmente. La tesi di Lorenzin sembra essere che nella versione dell’immagine che lei aveva avallato le figure dei personaggi “negativi” fossero state sfocate e stilizzate abbastanza da non renderle riconoscibili come di pelle nera (“dà un senso completamente diverso a tutto il volantino”). L’impressione di chi guarda il video e le due campagne confrontate è però che le differenze siano molto meno rilevanti di quanto il ministro annunci; e che “sì, i cattivi erano neri, ma avevamo risolto oscurando i neri” non sia una risposta che migliori molto la sua posizione.

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