Il gran finale di Rio Ave-Milan in Europa League

Il gran finale di Rio Ave-Milan in Europa League

Giovedì sera il Milan ha giocato una partita valida per i playoff di UEFA Europa League contro il Rio Ave, una squadra di metà classifica del campionato portoghese. La partita era iniziata alle 21 ma si è prolungata fino a mezzanotte per un finale lunghissimo segnato da continui colpi di scena.

Dopo 90 minuti la partita era finita 1-1. Il Rio Ave aveva segnato il 2-1 nei primi minuti del primo tempo supplementare. Nell’ultima azione della partita, il Milan aveva pareggiato su rigore per un fallo di mano nell’area avversaria. Poi è iniziata la serie di rigori, oltre a un notevole temporale: le due squadre ne hanno battuti in tutto 24 (entrambi i portieri hanno tirato alto il loro rigore).

Per tre volte il Rio Ave ha avuto la possibilità di vincere a causa di un errore del Milan, ma ogni volta ha fallito il rigore decisivo. Il rigore della vittoria del Milan lo ha tirato il difensore Simon Kjaer, che non segnava in una gara ufficiale dal 2018, che pochi secondi prima aveva subito un maldestro tentativo di distrazione da parte del portiere del Rio Ave, Pawel Kieszek. Subito dopo il rigore di Kjaer, il difensore Aderian Santos si è fatto parare il suo tiro da Gianluigi Donnarumma. Il Milan ha quindi vinto la partita 11-10.

La partita è finita così tardi che il Milan ha perso l’aereo per tornare a Milano: oggi alle 13 conoscerà i suoi avversari nella fase a gironi di Europa League, che verrà sorteggiata a Ginevra, in Svizzera.

Potete fare da giurati a un concorso per orsi grassi

Potete fare da giurati a un concorso per orsi grassi

Da sei anni, ogni ottobre, un parco naturale dell’Alaska organizza un concorso per scegliere il suo orso più grasso, a cui chiunque può partecipare nel ruolo di giurato, votando online, da qui. Gli orsi trascorrono l’inverno in letargo e passano l’estate ad accumulare grasso, mangiando salmone soprattutto, in vista dei mesi freddi. Per gli orsi del parco di Katmai – che sono orsi bruni, Ursus arctos – ottobre è il mese in cui si raggiunge il peso più elevato. Quando poi gli orsi si svegliano in primavera pesano notevolmente di meno.

(Explore.org)

Qui si possono vedere le fotografie e leggere le biografie (in inglese) dei 12 orsi in concorso; può capitare di vederli anche attraverso le live webcam nel parco, sul sito Explore.org. A vincere il concorso l’anno scorso è stata l’orsa 435, detta anche Holly.

Il concorso della cosiddetta “Fat Bear Week”, cioè “Settimana dell’orso grasso”, finirà il 6 ottobre. In passato il parco aveva precisato che il concorso non è un esempio di «fat shaming» – la presa in giro e la ridicolizzazione di chi è grasso – nei confronti degli orsi, dato che quelli più grassi sono anche quelli che resisteranno meglio all’inverno.

I Flintstones hanno sessant’anni

I Flintstones hanno sessant'anni

Il 30 settembre 1960, sessant’anni fa, andò in onda sul network americano ABC il primissimo episodio dei Flintstones, che fu trasmesso per sei stagioni e per un totale di 166 episodi, diventando uno dei più conosciuti e amati cartoni animati del Novecento, rimasto per decenni nella cultura popolare statunitense e di tutto il mondo. Lo avevano creato William Hanna e Joseph Barbera, i celebri animatori che arrivavano dallo straordinario successo di Tom & Jerry e cercavano un nuovo soggetto per una serie televisiva che potesse averne altrettanto.

Non fu facile. Avevano in mente una storia da sitcom, che raccontasse una tipica famiglia americana degli anni del boom economico in un tipico sobborgo americano, ma volevano trasportarla in un’ambientazione completamente diversa. Fecero un po’ di esperimenti, con l’epoca romana, con gli indiani d’America, coi pellegrini europei del Seicento, ma infine scoprirono che a funzionare meglio di tutte era l’Età della pietra. Un’Età della pietra, però, che fosse in realtà una parodia degli Stati Uniti degli anni Cinquanta, con tanto di automobili ed elettrodomestici riadattati. In cui i cavernicoli giocavano a bowling e vivevano in villette monofamiliari una in fila all’altra, andavano al supermercato e al drive in, e convivevano con i dinosauri e altri animali in realtà estinti.

Come per Tom & Jerry, non era un cartone animato pensato unicamente per i bambini. Anzi, lo era ancora di meno, visto che proponeva le soluzioni e le gag tipiche delle sitcom dell’epoca, interpretate dalle due famiglie protagoniste: quella formata da Fred e Wilma Flintstones (e dopo un paio di stagioni la figlia Ciottolina), e l’altra con Barnie, Betty e Bamm-Bamm Rubble. In particolare ricordava The Honeymooners, a cui si ispirò in modo talmente evidentemente che si sfiorò una causa legale.

I primi episodi furono stroncati dalla critica, e in generale i Flintstones non piacquero mai tanto alla stampa dell’epoca, che li giudicava poco creativi. Ma in realtà diventarono popolarissimi, e nonostante vennero cancellati dopo sei stagioni le repliche furono trasmesse per decenni non solo negli Stati Uniti ma anche nel resto del mondo. In Italia, dove arrivarono con il titolo Gli antenati, furono trasmessi dalla Rai a partire dal 1963, e vanno in onda ancora ai giorni nostri. Dalla serie originale ne furono tratte molte altre, insieme a film per la televisione, spettacoli teatrali e musical, oltre al più noto film del 1994 con protagonisti John Goodman e Rick Moranis, di cui fu anche fatto il sequel, I Flintstones in Viva Rock Vegas.

Negli anni Cinquanta e Sessanta era normale per le serie televisive avere uno sponsor: e per le prime stagioni i Flintstones fecero pubblicità alle sigarette Winston, con spezzoni dedicati con protagonisti i personaggi del cartone. Lo sponsor cambiò – diventò una marca di succhi di frutta – quando ci si accorse che il pubblico dei Flintstones stava diventando troppo giovane per una pubblicità di sigarette.

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