Cosa succede a una persona sana dopo un mese di intubazione

Cosa succede a una persona sana dopo un mese di intubazione

Una decina di giorni fa un infermiere 43enne di San Francisco, Mike Schultz, ha postato sulla sua pagina Instagram un’immagine che comprendeva due foto: la prima era stata scattata un mese prima che Schultz contraesse il coronavirus; la seconda dopo circa un mese e mezzo di ricovero in ospedale, fra cui quattro settimane passate in intubazione in un reparto di terapia intensiva.

L’intubazione è una procedura invasiva che implica l’inserimento di un tubo in gola che passa nella trachea superando le corde vocali, in modo che possa convogliare l’aria nei polmoni e farli espandere e contrarre artificialmente grazie a un ventilatore. Per buona parte del tempo in cui è intubato, ogni paziente viene sedato e nutrito in maniera artificiale, cosa che provoca effetti molto visibili sul corpo. Schultz ha detto che prima della malattia pesava circa 86 chili, mentre nelle prime fasi di recupero dalla malattia era arrivato a 63 chili.

Intervistato da BuzzFeed News, Schultz ha raccontato che durante l’intubazione aveva perso completamente la cognizione del tempo, e che anche nelle settimane successive la procedura e la malattia avevano lasciato pesanti conseguenze, fra cui una debolezza generale e dolori in tutto il corpo. Schultz non aveva malattie pregresse e sembra abbia contratto la malattia durante una festa a Miami all’inizio di marzo. Nelle settimane successive 38 partecipanti sono risultati positivi al coronavirus, e tre sono morti.

Un sacerdote americano ha usato una pistola ad acqua per le benedizioni

Un sacerdote americano ha usato una pistola ad acqua per le benedizioni

Un sacerdote cattolico della periferia di Detroit, negli Stati Uniti, è diventato improvvisamente famoso sui social network dopo che la sua parrocchia ha pubblicato alcune foto che lo mostrano spruzzare l’acqua santa per le benedizioni pasquali con una pistola ad acqua per bambini.

«L’idea iniziale era fare qualcosa per i bambini della parrocchia», ha raccontato a BuzzFeed News il sacerdote, che si chiama Tim Pelc e lavora nella parrocchia da più di trent’anni: «Stavano per vivere una Pasqua diversa dalle altre, quindi ho pensato: cosa posso inventarmi per osservare tutti i protocolli del distanziamento fisico?». Nelle foto pubblicate dalla pagina Facebook della parrocchia lo si vede puntare la pistola d’acqua sia su alcuni fedeli sia sui cestini di cibo.

È morto l’autore del video virale del “doppio arcobaleno”

È morto l'autore del video virale del "doppio arcobaleno"

Sabato 9 maggio è morto Paul Vasquez: nel 2010 aveva avuto un momento di fama perché un suo video, in cui riprendeva un “doppio arcobaleno” commentandolo con genuina gioia ed entusiasmo, era circolato moltissimo online.

Il video era stato pubblicato a gennaio 2010, ma a luglio dello stesso anno il noto presentatore Jimmy Kimmel lo aveva notato e l’aveva segnalato dal proprio account Twitter. Aveva poi invitato Vasquez al suo programma. Ne erano poi derivati parodie, remix con autotune, spot pubblicitari, un libro illustrato e un video di sicurezza per una compagnia aerea.

«Sono un’autorità mondiale quanto agli arcobaleni», aveva detto Vasquez nel 2015 in un’intervista a CNN. Vasquez viveva in montagna in solitudine, nutrendosi soprattutto di quello che coltivava, poco distante dai confini dello Yosemite National Park, in California. Aveva 57 anni.

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