“L’unica forma di assembramento sicura”: la campagna di ANLAIDS sull’uso del preservativo

"L'unica forma di assembramento sicura": la campagna di ANLAIDS sull'uso del preservativo

La sezione Lombardia di ANLAIDS, associazione italiana nata per fermare la diffusione del virus HIV e dell’AIDS, ha organizzato una campagna social sull’uso corretto del preservativo, uno dei mezzi più efficaci di prevenzione dall’HIV, e che protegge chi lo usa dalle infezioni sessualmente trasmissibili in generale. La campagna è stata lanciata oggi, martedì primo dicembre, in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS.

La campagna si chiama #bastapoco e contiene due messaggi, che fanno entrambi riferimento al coronavirus: il primo è «L’HIV non va in quarantena, tocca a noi mettercelo» e il secondo, riferendosi all’affollamento degli spermatozoi, dice che quella è «l’unica forma di assembramento sicura».

ANLAIDS ha spiegato che «quest’anno siamo stati tutti coinvolti e chiamati a rispondere a un virus sconosciuto, a un’importante emergenza sanitaria, così come dal 1983, anno in cui venne isolato per la prima volta il virus dell’HIV, si cominciò a combattere contro lo stigma, la paura e le difficoltà psicologiche. Però quegli anni bui hanno portato a una grande consapevolezza: la forza della ricerca ha saputo raggiungere traguardi eclatanti e al suo fianco la prevenzione si è rivelata l’unico mezzo efficace per limitare la diffusione dei virus». Gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità dicono che in Italia ci sono state circa 2.500 nuove diagnosi di infezione da HIV nel 2019, pari a 4,2 nuovi casi ogni 100 mila abitanti. L’incremento degli ultimi anni riguarda persone che hanno tra i 25 e i 29 anni e tra i 30 e i 39: l’incidenza nei maschi è 4 volte superiore a quella nelle femmine. Nonostante i numeri, dice ANLAIDS, l’HIV è spesso ai margini del dibattito «con la conseguenza che i giovani – e purtroppo anche gli adulti – conoscono poco la malattia e i “trucchi” per evitarla, proprio a partire dall’uso del preservativo, per esempio».

I 30 anni dall’incontro degli operai francesi e inglesi nel tunnel della Manica

I 30 anni dall’incontro degli operai francesi e inglesi nel tunnel della Manica

Trent’anni fa, il primo dicembre 1990, gli operai Philippe Cozette, francese, e Graham Fagg, britannico, perforarono l’ultimo strato di roccia che separava le due metà del tunnel scavato sotto la Manica da Francia e Regno Unito. Cozette e Fagg si strinsero poi la mano e si scambiarono le bandiere dei loro paesi. La costruzione dei due tunnel da entrambi i lati era iniziata tre anni prima, il primo dicembre del 1987. Il tunnel ferroviario della Manica, “Channel Tunnel” in inglese e “Tunnel sous la Manche” in francese, in Italia comunemente chiamato “Eurotunnel”, è il tunnel sottomarino più lungo del mondo, che ha collegato via terra la Francia alla Gran Bretagna per la prima volta dall’era glaciale.

Il tunnel fu inaugurato il 6 maggio 1994 dalla regina Elisabetta II e dal presidente francese François Mitterrand, che fecero il primo viaggio ufficiale partendo da Folkestone, nel Kent, e arrivando a Coquelles, vicino a Calais.

Il tunnel attraversa il canale della Manica passando sotto il fondale marino con una galleria lunga 37,9 chilometri, mentre in totale il percorso da stazione a stazione misura 50,45 chilometri. Ci vogliono circa 35 minuti per percorrerlo tutto. Le gallerie sono tre, parallele tra loro: due sono dedicate al traffico dei treni, e distano tra di loro circa 30 metri; in mezzo c’è una galleria di servizio più piccola dove viaggiano mezzi su gomma, che serve come accesso per gli operai addetti alla manutenzione e come via di fuga in caso di emergenza. La profondità media del tunnel è di 50 metri sotto la superficie del mare, mentre il punto più profondo si trova a 75 metri.

Messi ha ricordato Maradona indossando una sua vecchia maglia durante Barcellona-Osasuna

Messi ha ricordato Maradona indossando una sua vecchia maglia durante Barcellona-Osasuna

Durante la partita Barcellona-Osasuna della Liga spagnola, Lionel Messi ha ricordato la morte di Diego Armando Maradona – con cui è stato spesso paragonato nel corso della sua carriera – dopo aver segnato il gol del 4-0. Messi si è tolto la maglietta del Barcellona e sotto ne aveva una del Newell’s Old Boys, la squadra che Messi tifa fin da bambino e con cui Maradona ha giocato fra il 1993 e il 1994. La maglietta aveva il numero 10, proprio come quello che indossava Maradona, ma non è chiaro se quella di Messi sia una maglietta realmente utilizzata da Maradona oppure una replica.

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