L’entusiasmante discorso di David Harbour ai SAG Awards, su Trump e tutto il resto

L'entusiasmante discorso di David Harbour ai SAG Awards, su Trump e tutto il resto

Delle molte critiche alle recenti decisioni dell’amministrazione di Donald Trump in materia di immigrazione – dalla costruzione del muro con il Messico al divieto di ingresso per gli immigrati degli ultimi giorni – tante sono arrivate domenica sera nel corso della cerimonia dei SAG Awards, i premi assegnati ogni anno dal sindacato americano degli attori del cinema e della televisione (SAG sta per Screen Actors Guild). Tantissimi tra i premiati e gli invitati hanno criticato Trump ed espresso solidarietà alle persone toccate dalle sue decisioni e una delle cose più appassionate è stato il discorso dell’attore David Harbour a nome del cast della serie televisiva di Netflix Stranger Things, premiato come miglior cast in una serie televisiva. David Harbour, che in Stranger Things interpreta il capo della polizia della città di Hawkins Jim Hopper, ha detto di credere nell’importanza del lavoro degli attori per “cambiare il mondo” e che:

Attraverso la nostra professione possiamo coltivare una società più empatica e comprensiva, mostrando le infinite verità che ricordano a chi è spaventato, stanco, a pezzi, che non è da solo. Siamo uniti, perché siamo tutti esseri umani e siamo tutti quanti insieme in questo orribile, doloroso, gioioso, eccitante e misterioso viaggio che è la vita.

 

Poi, in un crescendo di intensità e calore da parte del pubblico, ha continuato:

Ora, comportandoci come se fossimo ancora in Stranger Things, noi gente del midwest cancelleremo i bulli, proteggeremo gli strani e gli emarginati, quelli che non hanno una casa. Daremo la caccia ai mostri. E quando non riusciremo a capire l’ipocrisia e la quotidiana violenza di certe istituzioni e certi individui, noi, come farebbe Jim Hopper, tireremo un pugno in faccia a quelli che che cercano di distruggere i miti e i deprivati. E lo faremo con cuore, con calore e con gioia.

Il primo film proiettato alla Casa Bianca di Trump

Il primo film proiettato alla Casa Bianca di Trump

Domenica 29 gennaio, mentre in tutto il mondo si discuteva e si protestava per il divieto di ingresso negli Stati Uniti per le persone provenienti da 7 paesi a maggioranza musulmana ordinato da Donald Trump venerdì, alla Casa Bianca c’è stata la prima proiezione cinematografica ufficiale della nuova amministrazione. È stato proiettato Alla ricerca di Dory, film di animazione sequel del famoso Alla ricerca di Nemo, e sono state invitate le famiglie dello staff della Casa Bianca.
Alla ricerca di Dory è un film del 2016 che racconta di un pesce con problemi di memoria a breve termine che si mette alla ricerca dei suoi genitori, partendo dalla Grande barriera corallina, in Australia, per raggiungere un parco naturale marino in California. In molti hanno notato il contrasto tra quello che stava succedendo nel mondo – dove il divieto di Trump stava causando enormi dolori e sofferenze a decine di persone e famiglie – e la scelta del film. Albert Brooks, l’attore che dà la voce a uno dei due protagonisti ne ha scritto su Twitter.

Ellen DeGeneres, la popolare presentatrice che dà invece la voce al personaggio principale del film, ha parlato del divieto di Trump, criticandolo.

Cose simili sono state scritte da molti altri, su Twitter.

Il portavoce di Trump Sean Spicer ha comunque detto che Trump non si è fermato alla proiezione, e si è limitato a dare il benvenuto agli ospiti.

La pubblicità diretta dai fratelli Coen, ispirata a “Easy Rider”

La pubblicità diretta dai fratelli Coen, ispirata a "Easy Rider"

Da un paio di giorni è online una pubblicità per Mercedes-AMG girata dai noti registi americani Joel ed Ethan Coen. La pubblicità – che sarà trasmessa anche durante il Super Bowl – è un omaggio a Easy Rider, il film del 1969 di Dennis Hopper, con Jack Nicholson e Peter Fonda. Film e pubblicità hanno in comune una famosa canzone – “Born to be Wild” degli Steppenwolf – e la presenza di Fonda, che arriva alla fine, e se ne va via guidando una Mercedes.

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