La mappa 3D dei danni del terremoto nel Centro Italia

La mappa 3D dei danni del terremoto nel Centro Italia

Una settimana dopo il terremoto nel Centro Italia di magnitudo 6 dello scorso 24 agosto, un gruppo di ricerca della Brigham Young University (Utah, Stati Uniti) ha raggiunto le aree interessate dai crolli per analizzarle e creare mappe tridimensionali dei danni. I ricercatori hanno impiegato le tecniche che hanno elaborato negli ultimi anni per mappare zone in cui si sono verificati disastri naturali di vario tipo: il sistema, che si basa sull’utilizzo di droni per girare video in alta definizione dall’alto e strumenti per rilevare quote e distanze, consente di fermare in un modello tridimensionale lo stato delle cose, prima che siano avviati gli interventi per rimuovere le macerie e la ricostruzione. In questo caso l’estensione dei danni e la sua visualizzazione resta per sempre visibile, e utilizzabile da chi studia le dinamiche dei terremoti, la stabilità degli edifici e il modo in cui si verificano i crolli.

I ricercatori della Brigham Young University hanno messo a disposizione online una delle mappe tridimensionali realizzate finora e il risultato è piuttosto impressionante, soprattutto per l’estensione dei danni causati agli edifici e per la quantità dei crolli.

Chi è la bambina di questa foto?

Chi è la bambina di questa foto?

Matic Zorman è un fotografo sloveno che dal 2014 segue la crisi dei migranti nei Balcani: il 7 ottobre 2015 era a Preševo, una città serba al confine con la Macedonia. Una delle foto che scattò quel giorno ritrae una bambina che aspetta in coda con la sua famiglia di arrivare al centro di registrazione, dietro una recinzione. Quella foto vinse il World Press Photo, il più importante premio di fotogiornalismo al mondo, nella categoria “Persone”. Ora Zorman vuole ritrovare la bambina nella sua foto: «Non volevo disturbarla, quindi non le ho parlato. [Non ho notato] la mantellina che si era sollevata e che le copriva il volto mentre ho scattato, ho solo proseguito verso l’ingresso del centro di registrazione per fare una foto più panoramica dell’area».

Zorman ha raccontato che la vittoria del World Press Photo gli ha cambiato la vita, ma dice che «ritorno sempre alla domanda principale: qual è il suo nome, e dov’è?». Zorman ha chiesto aiuto alle autorità serbe e alle ONG che lavorano sul confine serbo-macedone per rintracciare la bambina: dice di sapere che forse la sua famiglia non sarà stata contenta dell’esposizione mediatica a cui è stata sottoposta la bambina, ma che è sbagliato lasciare che la foto rimanga «un documento passivo della crisi dei migranti». E spera che la storia che forse riuscirà a raccontare su com’è andata alla bambina dopo avere attraversato il confine sia positiva.

Zerocalcare spiega com’è andata, e come non è andata

Zerocalcare spiega com'è andata, e come non è andata

Dopo la breve tavola di martedì in cui aveva spiegato l’incidente che gli aveva impedito di ottenere l’autorizzazione ESTA all’ingresso negli Stati Uniti, il disegnatore e fumettista Zerocalcare oggi ne ha scritto (disegnato) più estesamente per prendersela con i giornali che hanno enfatizzato e travisato quello che era successo, parlando di “visto negato” e altre formule false o sensazionalistiche che suggeriscono un evento inaudito o persecuzioni nei suoi confronti.

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