La discussa intervista di Axios a Donald Trump

La discussa intervista di Axios a Donald Trump

Negli ultimi due giorni stanno circolando molto alcuni passaggi dell’intervista che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato al giornalista di Axios Jonathan Swan, trasmessa lunedì sera da HBO (si può vedere per intero qui). In particolare hanno fatto molto discutere alcuni passaggi dell’intervista in cui Swan incalza Trump mettendolo parecchio in difficoltà su diversi temi, tra cui la gestione della pandemia da coronavirus.

A un certo punto dell’intervista, per esempio, Trump ha sostenuto che negli Stati Uniti siano morte meno persone che in altri paesi: di fronte all’incredulità di Swan – i dati dicono che gli Stati Uniti sono il paese con il più alto numero di morti da coronavirus – Trump ha cominciato ad armeggiare confusamente con alcuni fogli sostenendo che contenessero le statistiche che gli davano ragione.

Dopo aver passato i fogli al giornalista, si è capito che Trump si riferiva al numero di morti rispetto ai casi registrati. «Io sto parlando del numero di morti rispetto alla popolazione», ha risposto Swan. «È lì che gli Stati Uniti stanno andando molto male. Molto peggio della Corea del Sud, della Germania eccetera».

«Non puoi farlo», ha detto Trump.

«Perché non posso?», ha risposto Swan.

Dopodiché c’è stato un veloce scambio di battute in cui Swan ha cercato di spiegare a Trump che fosse scorretto utilizzare una statistica solo perché faceva apparire migliore la situazione. Durante lo scambio Trump è arrivato a suggerire l’ipotesi che la Corea del Sud stia falsificando i suoi dati sulla diffusione del coronavirus.

In un altro passaggio dell’intervista, Trump ha sostenuto che la pandemia negli Stati Uniti sia sotto controllo. «Come è possibile?», ha chiesto Swan. «Mille americani al giorno stanno morendo». «È vero, stanno morendo», ha risposto Trump. «È così e basta», ha aggiunto evidentemente in difficoltà.

Questo passaggio dell’intervista è stato usato in uno spot elettorale dell’avversario di Trump alle prossime elezioni presidenziali, il candidato dei Democratici Joe Biden.

Audi si è scusata per una foto pubblicitaria

Audi si è scusata per una foto pubblicitaria

Domenica mattina Audi, famosa azienda automobolistica tedesca, ha pubblicato su Twitter la pubblicità di un recente modello di auto, la RS4 Avant. La foto mostra la macchina, una station wagon sportiva di colore rosso acceso, a cui è appoggiata una bambina con indosso un vestito leopardato, occhiali da sole con la montatura rosa, giacca di jeans e scarpe da ginnastica bianche mentre mangia una banana. Il testo del tweet è una frase in inglese che si traduce con: “fa battere il tuo cuore più velocemente – in ogni senso”.

Il tweet ha ricevuto molti commenti negativi, e due critiche principali. Alcuni hanno sostenuto che la foto rappresenti un modello di situazione molto pericoloso per la bambina, perché non è visibile dal guidatore e potrebbe essere investita. Per esempio un utente ha scritto “bello che mostriate come è facile per i bambini restare uccisi dalle vostre auto. Dall’interno della macchina non si riesce certo a vederla”.

Ma la critica più diffusa ha riguardato l’ambiguità del messaggio trasmesso, e l’immagine della bambina in un atteggiamento adulto tra il provocante e il provocato, rafforzato dalla frase “fa battere il tuo cuore più velocemente – in ogni senso”.

Lunedì pomeriggio Audi si è scusata, spiegando che il nuovo modello vuole essere una macchina «per famiglie» che comprende un sistema di freni di emergenza, e che la campagna pubblicitaria intendeva trasmettere l’idea che anche gli utenti del traffico più deboli, come i bambini, possano «fare affidamento sulla tecnologia RS». Ha poi precisato che non aveva intenzione di offendere nessuno e che indagherà su eventuali fallimenti nel sistema di controllo dei contenuti.

Non è la prima volta che il gruppo Volkswagen, a cui appartiene Audi, pubblica dei messaggi che infastidiscono una parte dell’opinione pubblica: a maggio di quest’anno si era scusata per una pubblicità ritenuta razzista, e nel 2019 l’amministratore delegato Herbert Diess fece lo stesso per aver evocato uno slogan nazista in un discorso a un evento aziendale. Nel 2019 una pubblicità della Volkswagen fu cancellata nel Regno Unito perché considerata maschilista, e nel 2013 uno spot che mostrava un uomo bianco esortare i suoi colleghi a mostrare un atteggiamento più rilassato, parlando con accento giamaicano, fu a sua volta criticato negli Stati Uniti e in Giamaica.

Ci sono coleotteri che riescono ad attraversare vivi l’apparato digerente delle rane

Ci sono coleotteri che riescono ad attraversare vivi l'apparato digerente delle rane

I coleotteri appartenenti alla specie Regimbartia attenuata riescono ad attraversare vivi l’apparato digerente delle rane. Lo ha scoperto un biologo giapponese, Shinji Sugiura dell’Università di Kobe, che ha anche fatto un video in cui si vede uno di questi coleotteri uscire sano e salvo dalla cloaca di una rana, cioè dal buco da cui gli anfibi (come rettili e uccelli) espellono urina e feci.

I Regimbartia attenuata vivono nelle risaie giapponesi, ecosistemi di cui fanno parte anche diverse specie di anfibi. Sugiura ha catturato alcuni esemplari di questa specie di coleotteri e di cinque specie di rane e, in laboratorio, ha messo diversi coleotteri nei contenitori in cui teneva le rane: nel 90 per cento dei casi, ha spiegato in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, i coleotteri, dopo essere stati ingeriti dalle rane, ne sono usciti vivi entro sei ore. Non potendo osservare il loro comportamento all’interno delle rane, Sugiura non sa bene come facciano a uscire indenni dal loro apparato digerente, ma sospetta che riescano a usare le proprie zampe per muoversi nell’intestino delle rane, resistendo ai loro succhi digerenti, fino a raggiungere la cloaca e farla aprire in modo da essere espulsi. Infatti gli esemplari di coleottero a cui Sugiura ha bloccato le zampe con la cera non sono riusciti a sopravvivere: sono stati digeriti dalle rane.

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