I genitori della “famiglia nel bosco” in Senato, insieme a Ignazio La Russa

Mercoledì il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricevuto in Senato il 51enne inglese Nathan Trevallion e la 45enne australiana Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco” che viveva nella campagna di Palmoli, in provincia di Chieti, in condizioni igieniche precarie e senza mandare i figli a scuola. Dopo l’incontro, fuori dal Senato, Birmingham ha letto un appello in cui, con toni commossi, chiedeva che lei e Trevallion fossero «autorizzati a essere una famiglia» e a raccontare «la loro verità». La Russa ha detto di averli voluti incontrare «per stemperare il clima che si è creato attorno a questa vicenda» (clima alimentato dalla sua stessa parte politica).
Quello della famiglia del bosco era diventato un caso nazionale a novembre, quando il tribunale dei minorenni dell’Aquila aveva deciso di sospendere la responsabilità genitoriale valutando che la sistemazione abitativa non fosse adeguata per i bambini, che erano poi stati spostati in una casa famiglia a Vasto, in cui la madre viveva in un ambiente separato e aveva diritto a fare loro visita. Successivamente era stato deciso l’allontanamento della madre: il tribunale aveva motivato la decisione definendo il suo comportamento «ostile e squalificante» verso il lavoro di chi si stava occupando del caso, e sostenendo che il suo atteggiamento influenzasse l’equilibrio dei figli.
Fin da subito la destra si è schierata in difesa dei genitori e dell’unità della famiglia, alimentando polarizzazioni e attenzioni sul caso e su una questione, l’allontanamento dei figli dai genitori, molto complessa e a cui si arriva solo dopo un lungo percorso gestito dal tribunale dei minorenni e dai servizi sociali.
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