Le prime pagine dell’Équipe e Marca su Peng Shuai

Le prime pagine dell'Équipe e Marca su Peng Shuai

Il quotidiano sportivo francese Équipe e quello spagnolo Marca hanno dedicato la loro prima pagina di oggi a Peng Shuai, la tennista che lo scorso 2 novembre aveva denunciato pubblicamente di aver subìto violenze sessuali da parte dell’ex vicepremier cinese Zhang Gaoli e che da quel momento non si è più vista in pubblico. Anche il titolo usato dai due giornali è lo stesso e riprende un hashtag molto circolato sui social network nell’ultimo mese: “Dov’è Peng Shuai?”.

Mercoledì sulla televisione e sui social network cinesi era stata pubblicata un’email che i media di stato avevano attribuito a Peng, ma per varie ragioni sembra che non sia stata lei a scriverla; nell’email Peng avrebbe detto di non aver accusato Zhang di violenza sessuale, di stare bene e di aver deciso di passare «un po’ di tempo a casa» a riposarsi. Tra le persone che ritengono che l’email sia falsa c’è anche Steve Simon, capo della Women’s Tennis Association (WTA), l’organizzazione mondiale del tennis femminile, a cui la lettera era indirizzata.

Sabato tre fotografie di Peng che la mostrano in un contesto casalingo sono circolate sulla app di messaggistica WeChat: un giornalista del canale CGTN, che fa parte della televisione di stato cinese CCTV, le ha condivise su Twitter e Hu Xijin, direttore del quotidiano Global Times, un altro organo di stampa di stato, ha detto che le secondo le sue fonti le tre foto mostrano «lo stato attuale» di Peng. Secondo alcuni osservatori comunque anche queste fotografie sarebbero state diffuse dalla propaganda cinese. È anche stato notato che in una delle tre immagini si vede, alle spalle di Peng, una fotografia in cui compare una persona travestita da Winnie Pooh, personaggio che da anni viene usato per prendere in giro il presidente cinese Xi Jinping.

Il cofondatore di YouTube ha cambiato la descrizione del primo video di sempre di YouTube per protesta contro YouTube

Il cofondatore di YouTube ha cambiato la descrizione del primo video di sempre di YouTube per protesta contro YouTube

Jawed Karim è uno dei tre cofondatori di YouTube, che esiste dal febbraio 2005 e che dall’ottobre 2006 è controllato da Google. Karim è entrato con la sua faccia nella storia di internet perché compare nel primo video mai caricato su YouTube: un altrimenti poco significativo video di 19 secondi dal titolo “Me at the zoo”. Visto che da qualche giorno YouTube ha deciso che sotto ai suoi video non mostrerà più quanti utenti hanno selezionato il pulsante “non piace” (quello con il pollice in giù) e visto che lui non è d’accordo, Karim ha deciso di aggiornare il testo di descrizione di quel suo video.

Nel testo, Karim ha spiegato di ritenere che i “non mi piace” siano «essenziali» in una piattaforma come YouTube che ospita contenuti generati da vari utenti, spesso da privati, in cui i “non mi piace” servono secondo lui a individuare e filtrare attraverso la «saggezza della folla» i contenuti negativi, scarsi o problematici. Karim ha scritto: «YouTube vuole diventare un posto dove tutto è mediocre? Perché niente può essere grande se niente può essere brutto». La posizione di Karim è molto simile a quella di altri youtuber. La posizione ufficiale di YouTube è invece che i “non mi piace” (che comunque resteranno visibili agli autori dei video) rischiano di essere usati da certi gruppi per criticare e attaccare online determinati creatori di contenuti.

Come ha raccontato The Verge, non è la prima volta che Karim cambia la descrizione del suo celebre video, che ha oltre 200 milioni di visualizzazioni. Lo fece già nel 2013, per protesta contro un’altra decisione di YouTube che riguardava, per chi voleva commentare i video, l’obbligo di avere un profilo su Google+.

Il sito di Netflix con le classifiche delle cose più viste su Netflix

Il sito di Netflix con le classifiche delle cose più viste su Netflix

Dal 16 novembre Netflix ha aperto un nuovo sito che serve a mostrare quali sono, settimana dopo settimana, i contenuti più popolari a livello globale e anche le singole classifiche di oltre 90 paesi, compresa l’Italia. Sul sito è inoltre possibile vedere quali sono a livello globale i contenuti più visti nei loro primi 28 giorni di trasmissione e anche quali sono stati, settimana per settimana e a livello globale, i contenuti più visti tra quelli non in inglese: al momento, al primo posto mondiale tra i film non in inglese c’è l’italiano Yara e tra le serie è ancora prima la sudcoreana Squid Game, che solo tra l’8 e il 14 novembre ha messo insieme un totale di oltre 42 milioni di ore di visione complessive. Da qualche tempo, infatti, per le sue “Top 10” Netflix conta le ore di visione e non più il numero di persone che ne avevano visto almeno l’inizio.

Le nuove classifiche saranno pubblicate ogni martedì e Netflix spiega che si baseranno «sulle ore di visione registrate dal lunedì alla domenica della settimana precedente», e che le serie saranno divise per stagioni.

Continueranno comunque a essere disponibili, dentro ai profili Netflix di ogni utente, le “Top 10” giornaliere che Netflix aveva introdotto nel 2020 e che d’ora in poi saranno elaborate in base alle ore di visione. Secondo Netflix è infatti «un indice affidabile della popolarità di un titolo, oltre che della soddisfazione generale degli utenti, fattore importante per la fidelizzazione degli abbonati». Tutto ciò nonostante sia evidente che favorisca i contenuti lunghi, perché fatti da più ore. Per i più curiosi sul nuovo sito “Top 10” Netflix ha pubblicato qui un po’ di informazioni in più sulle sue nuove liste.

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