Cosa dice il medico ebreo che ha curato l’uomo che ha ucciso 11 persone in una sinagoga

Cosa dice il medico ebreo che ha curato l'uomo che ha ucciso 11 persone in una sinagoga

Jeff Cohen è un medico: è il direttore dell’Allegheny General Hospital di Pittsburgh, in Pennsylvania, ed è tra i medici che il 27 ottobre si sono occupati di Robert D. Bowers, l’uomo di 46 anni che poco prima aveva sparato in una sinagoga della città, uccidendo undici persone e ferendone altre sei. Negli Stati Uniti è diventata virale un’intervista in cui Cohen, che è ebreo e frequenta proprio quella sinagoga, parla di Bowers e dell’assistenza medica che l’ospedale gli ha offerto. Cohen ha raccontato che ha scelto di incontrare Bowers anche dopo averlo curato:

Ieri sono andato a incontrarlo, per vedere chi è. Sinceramente, è solo un tizio. Dicono sia cattivo. È solo il figlio di una madre. Come ha fatto a partire da lì e ad arrivare dove è ora? Dovremo fare – tutti noi, la società – una grande discussione su questo tema.

Ha poi spiegato che Bowers «aveva ferite gravi» e «molti dei medici che l’hanno curato sono ebrei, e sono eroi». Sempre su Bowers ha detto:

L’ho guardato negli occhi ed è come molte altre persone che arrivano qui: spaventato e confuso. Non capiva. Ma, di nuovo, il mio lavoro è curarlo, non giudicarlo. Altri persone lo faranno, e sarà una grande responsabilità. Il mio lavoro è solo curarlo.

La maratona di Venezia si è “corsa” con l’acqua alta

La maratona di Venezia si è "corsa" con l'acqua alta

La 33ma edizione della maratona di Venezia si è tenuta domenica mattina con il suo tradizionale percorso di 42 chilometri da Villa Pisani, lungo la riviera del Brenta, a Riva dei Sette martiri, tra piazza San Marco e i giardini della Biennale. L’ultimo tratto del percorso è stato però pesantemente condizionato dall’acqua alta, che verso mezzogiorno ha toccato il picco di 1 metro e 20 centimetri nelle zone più basse dell’isola: la più bassa in assoluto è proprio a piazza San Marco, in prossimità dell’arrivo della maratona. I partecipanti rimasti più indietro hanno dovuto quindi percorrere gli ultimi faticosi chilometri con l’acqua che gli arrivava ai polpacci. La corsa maschile è stata vinta dall’etiope Gebre Mekuant Ayenew mentre quella femminile dalla keniota Tanui Angela Jemesunde.

 

La campagna di +Europa sulla morte dell’Europa

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In vista delle elezioni europee del 2019, la lista europeista +Europa – che alle ultime elezioni politiche italiane aveva ottenuto il 2,5 per cento – ha diffuso una nuova campagna di finanziamento al suo progetto politico il cui slogan è “L’Europa è morta”. È un messaggio provocatorio ovviamente: andando sul sito della lista ci si trova davanti alla domanda “Pensi davvero che l’Europa sia morta?” e poi si viene invitati a iscriversi a +Europa.

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